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23 aprile 2026

Santambrogio (VéGé): “Ortofrutta settore in trasformazione”

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“Siamo venuti al Macfrut per dare un servizio alle nostre imprese anche all’interno di questa fiera verticale” spiega a myfruit.it Giorgio Santambrogio, amministratore delegato del Gruppo VéGé, realtà di primo piano della distribuzione moderna in Italia e quest’anno presente con un proprio stand al Macfrut di Rimini.

“Abbiamo deciso di avere una sorta di punto di raccolta fisico per tutti i manager e gli imprenditori della tante aziende associate di VéGé: Macfrut è una fiera verticale di settore e sono molti i nostri collaboratori, da nord a sud, che possono venire qui in questi giorni” continua Santambrogio, ricordando la grandezza di un gruppo che riunisce 32 imprese presenti lungo tutto lo stivale e più di 3500 punti di vendita che coprono un po’ tutti i formati della distribuzione moderna.  

Ortofrutta, un reparto fondamentale e che continua a cambiare

Avverto la volontà di dare maggior cultura alle culture, cioè maggior conoscenza e valore ai prodotti ortofrutticoli e poi al reparto ortofrutta di conseguenza”. Secondo Santambrogio il reparto ortofrutta, porta di ingresso di un po’ tutti gli store della grande distribuzione, sta vivendo un momento di transizione e trasformazione, cercando di valorizzare meglio l’esposizione così come la formazione del personale, sempre più necessaria vista la complessità e la ricchezza che oggi il settore mette a disposizione. “In prospettiva mi piacerebbe pensare a un reparto con maggior spazio, considerando che molti clienti cominciano a comprare commodities tramite l’e-commerce”. 

“Non stiamo aumentando indiscriminatamente i prezzi”

L’aumento dei costi fissi a monte, dell’energia, dei trasporti, dei fertilizzanti, a causa delle guerre in essere, porta inevitabilmente ad un aumento dei prezzi nei supermercati, a partire dall’ortofrutta, ma non è vero che la Gdo li stia  indiscriminatamente aumentando secondo Santambrogio. “Quando leggo su alcuni giornali che staremmo aumentando del 30% i prezzi dico semplicemente che non è vero”. 

La Gdo è però certamente un termometro inflativo poiché i clienti entrano nei punti vendita due, tre volte alla settimana. “Certo, e questo ci consente di avere una lettura immediata di quello che sta succedendo. Il nostro ruolo, però, è quello di democratizzare, nella salubrità, le offerte, cioè rendere i prezzi bassi, anche perché ci sono dinamiche competitive tra le insegne, per cui non possiamo permetterci di aumentare i prezzi”.

Un settore fortemente controllato e salubre

Santambrogio, a proposito di salubrità, cita l’ultimo position paper di The European House - Ambrosetti, dal quale emerge come la Gdo abbia controlli quotidiani su migliaia di punti di vendita da parte di 14 istituti governativi ed extra governativi. “Quando noi, anche nel reparto ortofrutta, diamo prodotti con 10 centesimi in più è perché garantiamo la filiera dal campo fino allo scaffale”.

Gli aumenti di listino, comunque, stanno arrivando. “Sì e procrastineremo e negozieremo, ma là dove li prendiamo in parte li trasformeremo in meno marginalità per noi e in parte lo scaricheremo nel prezzo al pubblico e quindi un minimo di inflazione ci sarà, ma nessun aumento indiscriminato”.

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