Tutti nel settore ortofrutticolo sanno che, nonostante i progressi tecnologici e gli sforzi per proteggere la produzione dagli influssi esterni, c’è un fattore che resta difficilmente controllabile: il meteo.
Anche le fiere ne risentono. All’inizio di febbraio, a Berlino, le temperature sono scese ai minimi degli ultimi 15 anni e molti voli sono rimasti a terra. Eppure, proprio in questo contesto, si è manifestata di nuovo una delle caratteristiche chiave del comparto: l’estrema resilienza dell’economia frutticola globale.
Inizia con questa considerazione l'editoriale di Michael Schotten sul numero 5/2026 di Fruchthandel Magazin.
Alla Fruit Logistica 2026, continua Schotten, circa 90.000 visitatori professionali hanno sfidato neve, ghiaccio, disagi logistici, ghiaccio e persino indicazioni contraddittorie da parte della città su come liberare i marciapiedi. Molti sono tornati in hotel o a casa letteralmente sollevati dopo giornate intense di incontri e trattative.
Nonostante tutto, Fruit Logistica si è confermata un barometro significativo dell’umore del settore ortofrutticolo mondiale nel più importante mercato di consumo europeo.
Resilienza modello di business
Il comparto è da sempre abituato a confrontarsi con crisi climatiche, politiche o economiche. Si potrebbe quasi dire che difficilmente potrebbe essere più resiliente di così: la resilienza, sottolinea Schotten, è diventata un vero e proprio modello di business.
Ma anche questa capacità di adattamento ha dei limiti. Gli estremi climatici mettono a dura prova i produttori in tutto il mondo – dall’Europa meridionale al Nord e Sudafrica – così come le fitopatie, o le strozzature logistiche nei porti.
L’aumento dei costi di produzione, poi, si scontra con prezzi alla produzione spesso fermi, manca manodopera, dazi e tensioni geopolitiche ridisegnano i flussi commerciali, mentre regolamentazione e burocrazia rendono il lavoro più complesso.
Innovazione per cambiare il mercato
Fruit Logistica ha però messo in luce anche il lato delle opportunità. Uno sguardo al mercato globale del trasporto refrigerato mostra che le crisi non solo rallentano, ma sanno anche stimolare innovazione.
L’analista Philip Gray della società di consulenza londinese Drewry ha ricordato a Berlino che, dal 2000, il trasporto marittimo di merci refrigerate è più che raddoppiato: da 60 a 143 milioni di tonnellate. In 25 anni, la frutta esotica ha registrato una crescita di quasi il 500%: ciò che un tempo era un lusso oggi è quasi uno standard.
Grazie alla tecnologia delle atmosfere controllate e alla moderna logistica container, prodotti come avocado e mirtilli sono diventati di consumo quotidiano. L’innovazione non è stata un accessorio, ma il prerequisito per questo cambiamento di mercato, e tutto fa pensare che continuerà a esserlo.
Il settore ortofrutticolo ha già dimostrato più volte di non limitarsi a seguire le nuove abitudini di consumo, ma di renderle possibili. In questo scenario, conclude Michael Schotten, le potenzialità delle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale sono ancora lontane dall’essere pienamente sfruttate, aprendo un ulteriroe nuovo fronte di resilienza e competitività.
Fonte: Fruchthandel Magazin