In Australia è bastata una settimana per far sparire dagli scaffali australiani il Purple Tomato, il pomodoro viola sviluppato grazie alla ricerca biotecnologica. Il prodotto, commercializzato con il marchio Purple Bliss, ha infatti registrato il tutto esaurito al debutto sul mercato australiano, confermando l'interesse dei consumatori verso un ortaggio che unisce innovazione genetica, benefici nutrizionali e un forte impatto visivo.
Come pubblicato nel sito di Norfolk Healthy Produce che commercializza questo singolare pomodoro: "Grazie alla bioingegneria, The Purple Tomato possiede un potere antiossidante". Una leva importante in una società attenta al salutismo è la capacità nutraceutica del frutto.
La bioingegneria conquista il reparto ortofrutta
Il successo è particolarmente significativo perché riguarda uno dei rari casi di ortofrutta fresca geneticamente modificata destinata ai consumatori, un settore nel quale le innovazioni faticano generalmente a superare i complessi iter autorizzativi richiesti dalle autorità di regolamentazione.
Nato in un laboratorio britannico
La storia del pomodoro viola inizia nel Regno Unito, nei laboratori della professoressa Cathie Martin presso il John Innes Centre di Norwich. L'obiettivo della ricerca era aumentare la presenza di antociani, i pigmenti naturali che conferiscono il colore blu-violaceo a mirtilli, more e ribes nero e che sono apprezzati per le loro proprietà antiossidanti.

Il risultato è un pomodoro viola non soltanto nella buccia, ma anche nella polpa, tanto da essere descritto come viola fino al cuore. Secondo i promotori, il prodotto abbina il contenuto di licopene tipico del pomodoro a elevate concentrazioni di antociani. Attenzione tutta la frutta e la verdura oggi nasce in laboratorio con l'uva senza semi, le angurie con pochi semi, le pere a buccia rossa e tanta, tanta altra innovazione. Ma sono i risultati dei metodi più tradizionali.
Il boom australiano
In Australia il prodotto è arrivato sul mercato dopo oltre tre anni di lavoro con il partner locale All Aussie Farmers. Una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, il debutto commerciale è stato immediatamente premiato dai consumatori, con la prima produzione andata esaurita in pochi giorni.

"Il pomodoro viola è un prodotto innovativo e distintivo, che si trova solo agli inizi del suo percorso sul mercato", ha dichiarato l'amministratore delegato di Norfolk Healthy Produce, Nathan Pumplin. L'azienda evidenzia inoltre un altro aspetto di interesse commerciale: una conservabilità più lunga rispetto ai pomodori convenzionali, caratteristica che può favorire la distribuzione su lunghe distanze e ridurre gli sprechi lungo la filiera.
Dove viene coltivato, manca l'Europa
Oggi il Purple Tomato viene coltivato principalmente in serre e tunnel protetti. Norfolk Healthy Produce ha avviato la produzione commerciale in Stati Uniti, Canada e Australia, i tre Paesi nei quali ha ottenuto le necessarie autorizzazioni regolatorie.
In una nota diffusa nei mesi scorsi l'azienda sottolinea infatti che la commercializzazione e la coltivazione avvengono esclusivamente nei Paesi in cui le autorità hanno concluso positivamente l'iter di valutazione scientifica e normativa. Paradossalmente, il Purple Tomato è nato in Gran Bretagna ma non è ancora disponibile sul mercato europeo. Le autorizzazioni ottenute finora riguardano infatti Stati Uniti, Canada e Australia.
La situazione riflette l'approccio prudente adottato dall'Unione europea per gli organismi geneticamente modificati. Prima di poter essere commercializzato, un prodotto di questo tipo deve superare un lungo percorso di valutazioni scientifiche e autorizzazioni che, nel caso del Purple Tomato, non si è ancora concluso.
Norfolk ricorda inoltre che qualsiasi distribuzione di semi o coltivazione al di fuori dei canali autorizzati è da considerarsi non autorizzata. L'azienda ha più volte sottolineato che il prodotto viene introdotto sul mercato soltanto dopo il completamento dei percorsi regolatori previsti dalle singole giurisdizioni.
Un futuro di ortofrutta in viola
Il Purple Tomato rappresenta un esempio interessante di come le biotecnologie stiano cercando di spostarsi oltre i tradizionali obiettivi agricoli, come la resistenza ai parassiti o l'aumento delle rese, per puntare direttamente su qualità percepita e benefici nutrizionali.
Il tutto esaurito australiano mostra che una parte dei consumatori è pronta a sperimentare prodotti innovativi anche quando sono frutto della bio ingegneria. E l'azienda oltre che sviluppare il mercato di Tomato Purple vuole estendere questo approccio ad altre referenze ortofrutticole.