"La stagione è partita un po' più lentamente rispetto agli anni passati, ma ora è ben avviata". Valentina Mellano, amministratrice delegata di Nord Ovest, sintetizza così a myfruit.it l'andamento dell'export ortofrutticolo, alle prese con una partenza meno brillante rispetto alle ultime campagne.
A condizionare i primi mesi sono state soprattutto le temperature estive, che hanno inciso sulla qualità e sulla tenuta di alcune varietà di mele. Ma, dopo un avvio prudente, i volumi stanno recuperando e l'azienda guarda avanti, anche grazie all'investimento da circa 10 milioni di euro nel nuovo polo logistico di Mondovì (Cuneo).
Mele, il caldo rallenta la partenza
Il primo impatto si è visto tra fine agosto e metà settembre, quando le esportazioni hanno registrato volumi inferiori rispetto alla stagione precedente.
"Il forte caldo estivo ha pregiudicato la qualità e la tenuta di alcune varietà. Non abbiamo avuto la partenza scoppiettante degli ultimi due o tre anni, perché il prodotto non teneva come ci aspettavamo".
La situazione è progressivamente migliorata da fine settembre, con l'aumento delle varietà disponibili e la riapertura di mercati importanti. Tra questi il Brasile, inizialmente rallentato dalle giacenze di prodotto locale e proveniente da altri Paesi. Proseguono intanto le spedizioni di kiwi, con il completamento della gamma per destinazioni e quantitativi.
Suez torna strategica per l'ortofrutta
Sul fronte marittimo, la ripresa dei transiti attraverso il Canale di Suez rappresenta una novità positiva. Da inizio ottobre Maersk-Hapag-Lloyd e progressivamente altri armatori hanno ripristinato alcune linee. Secondo le stime di Nord Ovest, almeno il 60% dei servizi in esportazione dal Mediterraneo è tornato a utilizzare questa rotta, mentre i collegamenti di ritorno dal Far East verso l'Europa continuano prevalentemente a circumnavigare l'Africa.

"Accorciare i tempi di transito è fondamentale per garantire l'arrivo di un prodotto più fresco, soprattutto in una stagione in cui il caldo estivo ha già compromesso la tenuta di alcune produzioni. Questo ci permette anche di servire nuovamente con maggiore tranquillità mercati lontani come Singapore, Hong Kong e Cina".
Resta invece chiuso lo Stretto di Hormuz e il quadro geopolitico continua a condizionare i collegamenti con il Medio Oriente.
Trasporti, il peso dei costi
La maggiore disponibilità di rotte non significa però un ritorno alla normalità sul fronte economico. I costi di trasporto rimangono elevati, a partire dal gasolio per il trasporto stradale.
"Non è una questione risolta e manca ancora stabilità nei prezzi. Siamo tra 2,20 e 2,25 euro al litro, contro gli 1,60-1,65 euro di febbraio. È un divario enorme".
Anche i noli marittimi risentono dei rincari del carburante e delle coperture assicurative, ancora elevate perché l'area di Suez non è considerata pienamente sicura. Particolarmente complessa la situazione per le destinazioni del Golfo Persico.
"Per raggiungere Dubai e l'area del Golfo occorre spesso scalare porti secondari come Salalah o Khor Fakkan. Questo comporta costi superiori anche del 40% rispetto alla stagione precedente".
Per Centro e Sud America, invece, il nolo puro da porto a porto resta sostanzialmente in linea con lo scorso anno. A incidere sono però gli extra-costi legati al carburante e al cambio euro-dollaro. "Anche quando il nolo di base non aumenta, bisogna fare i conti con tutte le componenti aggiuntive. Ogni incremento del cambio può tradursi in circa 30-40 euro di costo in più ogni 1.000 dollari di nolo".
Mondovì, un hub da 10 milioni di euro
In uno scenario complesso, Nord Ovest prosegue il proprio percorso di sviluppo puntando sul potenziamento dell'offerta logistica. Un contributo strategico arriva e arriverà dal completamento del nuovo polo di Mondovì, una struttura di 10mila metri quadrati realizzata con un investimento di circa 10 milioni di euro.
Il sito comprende 4mila metri quadrati di celle frigorifere a temperatura positiva e negativa e 6mila metri quadrati di magazzino a temperatura ambiente. La parte refrigerata è già parzialmente operativa.
"Vogliamo ampliare la gamma dei servizi, affiancando alla logistica industriale e alimentare una gestione completa della catena del freddo. È un investimento importante, che ci consente di rispondere a esigenze sempre più articolate dei nostri clienti".
Dalla dogana alla distribuzione, un servizio completo
Il progetto prevede anche l'attivazione di aree doganali, con depositi, custodia temporanea e gestione di merci soggette a regimi specifici, tra cui prodotti biologici e accise. Un'opportunità per le aziende che potranno beneficiare di una maggiore flessibilità nella gestione di dazi e IVA, ma anche di operazioni di consignment stock e surplus produttivi. A completare il servizio sarà una rete distributiva capillare, in grado di portare direttamente il prodotto a destinazione.
"Il nostro obiettivo è affiancare le aziende in tutti i passaggi operativi, doganali e distributivi. Vogliamo diventare un partner che segue l'intero percorso della merce, permettendo ai clienti di concentrarsi sul proprio business e sul prodotto".
Una strategia che guarda oltre le difficoltà contingenti e punta a consolidare il ruolo di Nord Ovest nella filiera. E, nonostante le incognite dello scenario internazionale, Mellano conferma la fiducia nelle prospettive dell'azienda: "Siamo consapevoli delle complessità del quadro generale, ma affrontiamo il futuro con ottimismo".