Prezzo, rotazione, scarto, spazio espositivo e lavoro: Italian Berry propone una simulazione interattiva per analizzare le variabili economiche di mirtilli, lamponi, more e fragole.
Quanto rende davvero un metro di scaffale dedicato ai piccoli frutti? E che cosa accade al risultato economico del reparto quando cambiano il prezzo di vendita, il costo d’acquisto, lo scarto, la velocità di rotazione o lo spazio assegnato alla categoria?
A queste domande prova a rispondere un nuovo calcolatore interattivo sviluppato da Italian Berry e presentato oggi, 7 settembre 2026, in un editoriale firmato dal direttore Thomas Drahorad.
Lo strumento è dedicato a mirtilli, lamponi, more e fragole e non ambisce a definire il modo corretto di gestire un reparto ortofrutta, ma è piuttosto una sandbox, cioè un ambiente di simulazione, che consente di modificare le ipotesi e osservare le conseguenze sulle diverse voci economiche.
Non basta guardare il prezzo
Nel reparto ortofrutta, prezzo, volumi, costi, deperibilità, esposizione e manodopera non sono variabili indipendenti. Un aumento del prezzo, per esempio, può migliorare il margine unitario ma ridurre i volumi venduti. Una promozione può comprimere il margine al chilo, accelerare la rotazione e, di conseguenza, limitare lo scarto.
Anche assegnare più spazio ai piccoli frutti non produce automaticamente un miglioramento del risultato. Un’esposizione più ampia può sostenere vendite e visibilità, ma comporta un maggiore costo dello spazio e può aumentare il rischio di tenere in reparto quantità di prodotto superiori a quelle realmente necessarie.
Il valore del modello proposto da Italian Berry sta proprio nell’evidenziare le relazioni tra queste leve, utili non solo ai retailer ma anche a produttori, organizzazioni commerciali, operatori della logistica, tecnici, breeder e fornitori di packaging.

Le variabili della simulazione
Partiamo dall'inizio. Per ogni prodotto è possibile impostare una serie di parametri: prezzo di vendita e costo d’acquisto al chilogrammo, percentuale di scarto, vendite settimanali per metro lineare, spazio espositivo, capacità di carico del banco, tempi di rifornimento, costo orario della manodopera e costo attribuito allo spazio.
La profondità dell’esposizione permette poi di trasformare il dato sui metri lineari in metri quadrati. Il risultato finale viene così espresso anche come contributo netto per metro quadrato, rendendo confrontabili prodotti e ipotesi assortimentali differenti.
Il calcolatore tiene conto dei ricavi ottenuti dalla merce venduta e del costo della quantità acquistata, compresa quella che finirà in scarto. Dal margine lordo vengono poi sottratti il costo del lavoro necessario ai rifornimenti e il costo attribuito allo spazio espositivo.
Il risultato non coincide con l’utile effettivo del punto di vendita, perché non comprende voci come energia, logistica, ammortamenti e costi generali: serve però a rendere visibili le dinamiche che influenzano il contributo economico della categoria.
Scarto e rotazione
Tra le variabili più rilevanti c’è lo scarto. Non è soltanto prodotto perso: a parità di vendite, una maggiore percentuale di deperimento comporta l’acquisto di più merce e alza quindi il costo effettivo del venduto.
Il modello mostra anche il rapporto tra scarto, rotazione e capacità espositiva. Per sostenere un determinato livello di vendite, la quantità acquistata - comprensiva dello scarto - viene rapportata alla capacità dell’esposizione e tradotta in numero di carichi settimanali. La simulazione ipotizza un utilizzo dell’85% della capacità disponibile per ogni carico, lasciando un margine per evitare sovraccarichi; Italian Berry precisa però come si tratti di un’ipotesi di lavoro e non di uno standard di settore.
Per prodotti come mirtilli, lamponi, more e fragole, nei quali il valore unitario può essere elevato e la shelf life rappresenta un elemento decisivo, anche variazioni limitate di scarto o rotazione possono cambiare significativamente il risultato economico del reparto.
Stagionalità, premium e promozioni
La simulazione propone tre scenari stagionali: alta stagione, periodo di spalla e fuori stagione. Il periodo di spalla è assunto come riferimento; nell’alta stagione, il modello ipotizza vendite superiori del 18%, costi d’acquisto inferiori del 10% e scarto ridotto del 10%. Fuori stagione, invece, vengono simulate vendite in calo del 28%, costi superiori del 18% e uno scarto maggiore del 25%.
Un secondo confronto riguarda il posizionamento di prezzo. Nello scenario premium, il prezzo aumenta del 15%, la domanda diminuisce del 12% e lo scarto si riduce dell’8%. Nello scenario promozionale, invece, il prezzo cala del 12%, i volumi crescono del 28% e lo scarto scende del 18%, nell’ipotesi che una maggiore velocità di vendita migliori anche la gestione del prodotto. Sono coefficienti di simulazione, non benchmark di mercato né risultati automaticamente replicabili.

Uno strumento per la filiera
La proposta di Italian Berry non offre una risposta univoca alla domanda su quale strategia sia più redditizia. Mostra, piuttosto, come la redditività dei piccoli frutti dipenda dall’equilibrio tra più fattori e che intervenire su una sola leva - prezzo, promozione, packaging, shelf life o spazio a scaffale - produce effetti sull’intero sistema.
Per un produttore, il calcolatore può aiutare a capire come il costo della materia prima incida sull’economia della categoria. Per un operatore commerciale, consente di valutare il rapporto fra prezzo, domanda e rotazione. Per chi si occupa di imballaggi, può essere un modo per ragionare sul valore potenziale di una maggiore conservabilità, di una migliore protezione del prodotto o di una confezione che renda più efficiente il rifornimento.
Il messaggio è semplice: nel reparto ortofrutta il risultato non dipende solo da quanto costa una vaschetta di mirtilli. Dipende da quanto velocemente viene venduta, da quanto prodotto si deve acquistare per sostenerne le vendite, da quanto se ne scarta, dallo spazio che occupa e, infine, dal lavoro necessario per mantenerla disponibile e ordinata.