Politiche agricole

29 giugno 2026

Pac tra riforma e rischi, il convegno di Italia Ortofrutta

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Oltre 15 relatori e più di 250 partecipanti hanno animato il convegno promosso di recente da Italia Ortofrutta – Unione Nazionale, ospitato nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. Dal dibattito è emerso un messaggio unanime: la Pac deve restare davvero europea

Il tema dell’incontro, “La nuova Pac 2028-2034 è davvero europea? Sfide e criticità per il sistema ortofrutticolo organizzato”, ha posto l’attenzione sulla proposta di riforma del sistema di sostegno alle Organizzazioni di produttori ortofrutticoli, considerato uno dei modelli più avanzati del continente.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Agricoltura, Marco Cerreto, che ha sottolineato l’importanza di un confronto sul futuro di un comparto strategico per il sistema Italia, e del presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma. A seguire sono intervenuti il presidente di Italia Ortofrutta, Andrea Badursi, e il direttore Vincenzo Falconi

L’organizzazione rappresenta oltre 160 associazioni di produttori che riuniscono 18mila imprese agricole per un fatturato complessivo di circa 3 miliardi di euro. Badursi ha evidenziato come la presenza dei rappresentanti del sistema ortofrutticolo europeo confermi che la difesa dell’Ocm Ortofrutta non sia una battaglia nazionale, ma una priorità condivisa. Ha ribadito la necessità di preservare un sistema, quello delle Op e delle Aop, che ha funzionato e che l’Europa non può permettersi di disperdere dopo oltre trent’anni di politica agricola comune.

Italia prima nell'Ocm

Nella relazione introduttiva, Falconi ha ricordato che l’Italia è oggi il primo Paese europeo per utilizzo delle risorse dell’Ocm Ortofrutta e che il modello attuale ha permesso di coniugare competitività, aggregazione, innovazione e sostenibilità ambientale. Il sostegno pubblico è stato legato alla capacità delle imprese di generare valore sul mercato, trasformando l’intervento europeo in uno stimolo alla competitività e agli investimenti, non in un meccanismo assistenziale. Secondo Italia Ortofrutta, la proposta di modifica del sistema rischia di disincentivare l’aggregazione e apre criticità rilevanti: l’introduzione del Fondo unico nazionale, il possibile superamento del legame tra sostegno e valore della produzione commercializzata, l’assenza di adeguate disposizioni transitorie per i programmi pluriennali e il rischio di applicazioni differenziate tra Stati membri. Preoccupazioni condivise da tutti i relatori.

I relatori degli altri Paesi Ue

Il confronto con il settore ortofrutticolo europeo ha confermato che le criticità sollevate dall’Italia sono comuni anche ad altri Paesi. Ignacio Antequera, direttore di Fepex, ha ricordato che in Spagna l’ortofrutta rappresenta oltre metà della produzione agricola nazionale e che competitività e potere contrattuale degli agricoltori passano attraverso il sostegno alle organizzazioni di produttori e ai programmi operativi. Dal Belgio, Luc Vanoirbeek, segretario generale di VBT, ha chiesto garanzie certe sulle risorse finanziarie per consentire alle imprese di programmare investimenti di lungo periodo. Fernando Miranda Sotillos, consigliere dell’Agricoltura dell’Ambasciata di Spagna, ha evidenziato che il passaggio a un piano unico nazionale rappresenterebbe un cambio di governance, con risorse assegnate a livello nazionale e in competizione con altri comparti agricoli. David Gouveia, consigliere agricolo dell’Ambasciata del Portogallo, ha sottolineato che un sistema di sostegno meno orientato all’aggregazione penalizzerebbe ulteriormente un settore già caratterizzato da difficoltà strutturali. Philippe Merillon, consigliere per gli affari agricoli dell’Ambasciata di Francia, ha messo in guardia dal rischio che la rinazionalizzazione della Pac comprometta l’uniformità delle regole e generi squilibri competitivi tra Stati membri, ribadendo l’opposizione francese a un tasso di cofinanziamento variabile.

La posizione delle associazioni italiane

Le stesse preoccupazioni sono state espresse dalle principali organizzazioni agricole italiane. Confagricoltura, con l’intervento di Paolo Mele, ha avvertito del rischio di passare da una politica comune a ventisette sistemi differenti, con regole non omogenee e disparità competitive. Gianmichele Passarini, vicepresidente nazionale CIA, ha evidenziato i rischi legati al cofinanziamento volontario nazionale e alla revisione del sistema a budget aperto. Luigi Pio Scordamaglia, capo area mercati e affari comunitari Coldiretti, ha ricordato che in un momento di grandi crisi internazionali l’Europa deve rafforzare la propria coesione e non indebolirla, sottolineando anche la necessità di regole uniformi sulle molecole autorizzate in agricoltura.

I politici italiani in Europa 

Dal Parlamento Europeo è arrivato un messaggio altrettanto netto. La vicepresidente Antonella Sberna ha ricordato che il negoziato sui fondi Ue e sulla Pac è una delle sfide più importanti per il futuro dell’integrazione europea e che il compito del Parlamento è garantire che la politica agricola resti realmente comune. Ha osservato che un fondo unico può essere un’opportunità o un rischio, a seconda delle regole che lo governano. Sono seguiti i contributi di diversi eurodeputati della Commissione Agricoltura. Dario Nardella ha evidenziato il rischio che il Fondo Unico diluisca il valore stesso della Pac, trasformandola da garanzia europea a concessione nazionale soggetta ai vincoli di bilancio. Carlo Fidanza ha richiamato la necessità di clausole di salvaguardia per le OP che hanno programmato investimenti pluriennali sulla base delle regole attuali, sottolineando che il contributo volontario statale rischia di alterare la concorrenza tra Paesi con risorse diverse. Salvatore De Meo, presente al convegno, ha ribadito l’importanza di un fronte comune affinché il sistema di sostegno all’ortofrutta resti uno strumento di crescita e garanzia per la sicurezza alimentare.

Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra (Masaf), che ha ricordato come la battaglia per i fondi sia ancora aperta. Ha spiegato che il Governo ha già evitato una proposta di taglio del 20% per il settore e che la posizione italiana è chiara: opposizione alla modifica dell’Ocm e, in particolare, all’introduzione del fondo unico, che rappresenterebbe un passo indietro di decenni per l’integrazione europea e per il comparto ortofrutticolo.

Italia Ortofrutta proseguirà nelle prossime settimane il confronto con le istituzioni nazionali ed europee affinché la futura Pac mantenga i principi che hanno reso l’OCM Ortofrutta uno degli strumenti più efficaci della politica agricola europea: uniformità delle regole, certezza dei tempi, sostegno all’aggregazione e orientamento al mercato.


Fonte: Italia Ortofrutta

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