Oltre alla qualità, la filiera ortofrutticola deve interrogarsi sui diversi approdi possibili in una società sempre più frammentata e differenziata.
Appare ormai lontana - quasi preistoria - l’epoca dei grandi stabilimenti industriali e delle grandi società statali con decine di migliaia di dipendenti. Tempi che non esistono più, così come le grandi mense aziendali: persistono, certo, ma non rappresentano più quel modello uniforme in cui la richiesta di cibo era limitata e poco variabile.
Oggi emergono nuovi spazi del cibo in azienda, più flessibili, più diversificati, più aderenti alle esigenze di una popolazione lavorativa frammentata per orari, abitudini alimentari, culture e stili di vita. Questa trasformazione è descritta nel secondo Rapporto Camst–Censis, dedicato a Lo spazio e il cibo – Nuove geografie della socialità, che evidenzia come il consumo alimentare nei luoghi di lavoro stia cambiando profondamente, aprendo scenari interessanti anche per la filiera ortofrutticola.
La mensa promossa, ha un valore positivo ma quasi il 30% porta il cibo da casa
Che cosa emerge dall’indagine commissionata da uno dei principali operatori italiani della ristorazione aziendale? La mensa viene premiata. Il campione registra benefici organizzativi. I lavoratori associano a uno spazio mensa/ristorazione di qualità un impatto diretto sulla qualità delle relazioni con i colleghi (69,1%), la soddisfazione lavorativa (65,5%), la produttività personale (64,9%) il senso di appartenenza (64,0%) e l'attrattività dell'azienda per nuovi talenti (60,2%).
Mangiare insieme è positivo e sarebbe auspicabile visto gli effetti positivi. Ma Il 29,3% dei dipendenti consuma un pasto portato da casa in uno spazio dedicato in azienda, il 22,7% mangia nella mensa o caffetteria aziendale e il 22,5% si adatta a mangiare direttamente alla propria postazione di lavoro. Il 19,0% frequenta bar o ristoranti nelle vicinanze, mentre il 7,9% salta il pranzo o mangia pochissimo.
Sono dati molto rilevanti per gli operatori dell’ortofrutta. Se quasi un terzo dei lavoratori si porta il pranzo da casa, parliamo di una quota significativa di consumatori da intercettare con proposte funzionali al consumo in ufficio. È un tema da approfondire: un quinto dei lavoratori mangia direttamente alla propria postazione, e questo impone di pensare a offerte progettate per il consumo da scrivania, con un packaging dedicato alla specificità del luogo di assunzione del cibo.
Non mancano esperienze di aziende che propongono box da ufficio, ma spesso si tratta di cassette pensate per ordini collettivi o fornite come benefit aziendale. Meno frequenti, invece, le soluzioni pensate per il lavoratore che deve portarsi da casa frutta e verdura, senza necessariamente condividerle con i colleghi.
Nel menù della mensa l'offerta vegetariana
Ma che cosa chiedono di mangiare i lavoratori in azienda? L’indagine offre una risposta netta: il 82,3% desidera varietà e possibilità di personalizzare il menù, includendo piatti vegetariani e opzioni per allergie e intolleranze. La tendenza veg rappresenta un’altra grande opportunità da valorizzare per la filiera ortofrutticola.
Naturalmente, tutto questo deve convivere con due elementi decisivi: la qualità del cibo (87,3%) e la velocità del servizio (86,7%). Quest’ultimo dato è fondamentale: bisogna fare i conti con i tempi della pausa pranzo, spesso molto ridotti. Da qui la necessità di proporre prodotti “smart”, pronti all’uso. Per la frutta, la IV gamma gioca un ruolo chiave: frutti già sbucciati, tagliati, pronti da gustare.
In questo scenario non basta pensare a soluzioni per chi si porta il pranzo da casa. Diventa strategico costruire partnership con i gestori delle mense e della ristorazione aziendale, offrendo proposte ortofrutticole pensate per questi nuovi spazi del cibo. Soluzioni che rispondano alle esigenze di rapidità, personalizzazione e qualità richieste dai lavoratori, e che permettano alla filiera di inserirsi in un contesto in forte evoluzione.
Fornire soluzioni Always-on per le aree break
Il 75,8% dei lavoratori desidera poter accedere agli spazi cibo continuamente durante la giornata lavorativa per fare spuntini o brevi pause, e il 79,1% ha a disposizione in azienda aree per break e caffè. Cosa fare? Sviluppare e proporre snack sani e pronti al consumo come. vaschette monoporzione di frutta fresca già sbucciata, frutta secca, estratti, centrifugati o porzioni di verdure in confezione monodose ideali per i distributori intelligenti e le aree break informali.
Uno studio, si può scaricare da qui, ricco di spunti per il mondo ortofrutticolo.