Trend e mercati

04 settembre 2026

Origine e sicurezza: per gli italiani sono priorità

203

La sicurezza alimentare è uno degli aspetti su cui resta alta l’attenzione della maggior parte dei cittadini dell’Ue, emergendo come è uno dei fattori che più influenzano le decisioni di acquisto dei prodotti alimentari

A sottolinearlo è l’Eurobarometro, l’indagine svolta dall’European food safety authority (Efsa) con l'obiettivo di valutare la percezione dei cittadini europei sul tema e gli atteggiamenti correlati. Indagati pertanto il grado di consapevolezza e le principali preoccupazioni a riguardo, l’attenzione nei confronti di un’alimentazione sana e verso i rischi legati agli alimenti e quali fattori influenzano le scelte d’acquisto. 

L’ultima indagine in tal senso, condotta nel 2025, riporta i risultati relativi ai 27 Stati membri dell’Ue attraverso le risposte di circa 26.370 intervistati provenienti da diversi gruppi sociali e demografici dei vari Paesi. 

In tutta l’Ue, sette persone su dieci (72%) si sono dichiarate “personalmente interessate” al tema della sicurezza alimentare. Un dato che racconta come il tema non sia di poco conto per i consumatori. Particolarmente elevate le percentuali in Grecia (98%), Cipro (95%) e Finlandia (88%). Alta anche in Italia, dove si raggiunge l’80%

Il costo: elemento decisivo

Eppure, al di là dell’interesse per il tema della sicurezza, il fattore che più di tutti influenza le scelte d’acquisto di prodotti alimentari è però un altro: per il 60% degli Europei, il costo degli alimenti è l’elemento indicato con maggiore frequenza. Le difficoltà a far quadrare i conti nella gestione quotidiana evidentemente portano i consumatori a valutare con attenzione l’aspetto economico della propria alimentazione. Il gusto si colloca al secondo posto con il 51%, mentre la sicurezza alimentare chiude il podio con il 46%.

Seguono l’origine geografica (42%) e il contenuto nutrizionale (39%), mentre l’impatto sull’ambiente e sul clima (15%) e l’etica e le convinzioni (14%) si collocano agli ultimi posti in termini di importanza al momento dell'acquisto. Il ruolo dell'aspetto economico è cresciuto rispetto ai dati emersi nella precedente indagine del 2022: la percentuale di persone che indica il costo come uno dei fattori principali nell’acquisto di prodotti alimentari è aumentata di 6 punti percentuali  

Allo stesso tempo, sono scese, anche se di poco, le percentuali di cittadini che citano la provenienza degli alimenti (- 4%.), il contenuto nutrizionale (- 2%), il loro impatto sull’ambiente e le proprie convinzioni etiche e religiose (entrambi - 1%). Le percentuali relative al gusto e alla sicurezza alimentare rimangono invariate. 

Maps.interlude. Source: efsa.europe.eu - Credits: 2026maps.interlude

L'Italia: origine e sicurezza alimentare fanno la differenza

Osservando i singoli Paesi, si nota che il costo è indicato come il fattore più importante nell’acquisto di prodotti alimentari in ben 20 Stati membri. Ma non dappertutto. E qui l’Italia fa la differenza. Nel nostro Paese la provenienza degli alimenti è il fattore più citato come elemento che influenza le decisioni di acquisto (55%). Ancora più alte le percentuali di Slovenia (66%) e Lussemburgo (59%). In Italia, l’origine degli alimenti si colloca al primo posto a pari merito con la sicurezza alimentare ( anche questa al 55%), scelta principale anche in Romania (51%). 

Austria e Ungheria (entrambe al 61%) e Slovacchia (56%) invece mettono al primo posto il gusto. La risposta più comune nei Paesi Bassi è il contenuto nutrizionale degli alimenti (57%). 

Provenienza degli alimenti e sicurezza alimentare: due aspetti su cui gli Italiani pongono l’attenzione e che possono essere lette come due evidenze correlate. Un dato che dà supporto a tutte quelle realtà produttive, associative e consortili che hanno fatto della valorizzazione delle specificità territoriali il proprio obiettivo, partendo da una biodiversità che rende l’Italia una realtà multiforme e variegata.

Un surplus valoriale che, secondo i dati del Masaf, si declina in 330 tra Dop e Igp legate ai prodotti agricoli e che, insieme alle altre Ig, rendono l'Italia il Paese con il più alto numero di certificazioni in ambito agroalimentare. Un patrimonio di storia, tradizioni e varietà che un consumatore, attento riconosce, mettendo in secondo piano il prezzo da corrispondere. che sta portando a un fiorire di iniziative esperienziali e turistiche sempre più diffuse sul territorio. Ma anche una garanzia in più su ciò che si acquista.

Le preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare del resto ci sono. Tra queste, i residui di pesticidi negli alimenti sono in cima alla lista con il 39%. In crescita del 4%, rispetto al 2022, i timori legati alla presenza di microplastiche negli alimenti (33%,). In 19 Stati membri dell’Ue, i cittadini tendono maggiormente a indicare il fatto di dare per scontato che gli alimenti in vendita siano sicuri e che, per tale motivo, non prestano attenzione alle informazioni sulla sicurezza alimentare. 

Ma anche qui l’Italia si discosta: solo il 27% degli intervistati che le pensa in tal modo. Le normative sul tema  tuttavia sono considerate presenti e volte a garantire la sicurezza. In tutti gli Stati membri, almeno due terzi degli intervistati concordano su ciò. In Italia la percentuale arriva al 72 per cento.

Potrebbe interessarti anche