Momento non facile per il mercato delle nocciole. Con una produzione 2025 abbastanza scarsa, oggi molte aziende si trovano nella situazione di non sapere cosa accadrà nei prossimi mesi e quindi come programmare l’immediato futuro.
“La domanda è bassa, ma i prezzi continuano ad essere piuttosto alti. I costi di lavorazione si sono mantenuti simili a quelli dell'anno scorso, anche grazie al fatto che non ci sono stati grandi incrementi a livello energetico. Abbiamo però avuto forti incrementi sulla materia prima sgusciata, legati all'annata molto scarsa a livello mondiale”, spiega a myfruit.it Marco Maietta, titolare della Noccioro, azienda che si occupa sia di produzione che trasformazione di nocciole, con prodotti come nocciole tostate, granelle, farine, paste di nocciola e creme spalmabili, destinati sia al mercato europeo che extraeuropeo.
Il costo, rapportato alla quantità di prodotto sano all'interno del guscio, è salito notevolmente e, a questo, si aggiunge il calo di peso a cui è soggetta la nocciola trasformata. Quanto più cresce, tanto più aumenta il prezzo del prodotto trasformato.
“La maggior parte dei clienti, quali pasticcerie, gelaterie e industrie, non era preparata a sbalzi così alti e si mostra cauta negli acquisti in attesa di prezzi più favorevoli. Non si vede questa situazione prezzi dal 2014, anche quello un anno eccezionale. Ma, anche in quella occasione, non si raggiunse mai questo livello. Il mercato delle nocciole quindi purtroppo oggi rimane un po' fermo. Siamo tutti sul chi va là”.
Utile quasi nullo
Il timore è naturalmente quello di acquistare materia prima a costi elevati con il rischio di doverlo rivendere poi a un prezzo più basso, con delle perdite nette. “Molte aziende oggi stanno applicando margini bassissimi di utile per cercare di superare questo momento complesso. Anche noi siamo in attesa di capire come si evolve il mercato. Per contenere il prezzo e tenere le strutture operative, stiamo lavorando quasi al costo di produzione".
Pasqua in flessione
L’avvicinarsi di Pasqua e della stagione primaverile non sembra, al momento, aver dato alla situazione la scossa auspicata. “Rispetto agli anni precedenti si nota una piccola flessione. Molte aziende di prodotti finiti hanno deciso di trasformare meno prodotti a base nocciola. Ci rendiamo conto che anche chi trasforma ha difficoltà a giustificare al proprio cliente finale un aumento così importante. Sulla frutta secca anche un piccolo aumento viene subito percepito”, aggiunge l'imprenditore.
La situazione è abbastanza omogenea sul mercato interno e sull’estero. “L'incremento del costo è stato generalizzato a livello mondiale”, conferma Maietta.
Noccioro sta affrontando questo momento cercando di mantenere costante la produzione: “Continuiamo a puntare sempre sull'aspetto qualitativo della nostra produzione, andando a dialogare con quella nicchia di mercato che vuole un prodotto premium e non ha il problema a pagare un surplus perché consapevole dell'alta qualità che va ad acquistare. Abbiamo quasi azzerato i nostri utili per fare una scelta di transizione, per poter superare quest'anno. Speriamo di affrontare il prossimo con più prodotto sul mercato e costi più abbordabili in modo da arrivare a un prezzo finito più confacente alle necessità dell'acquirente finale".
In ottica di valorizzazione del prodotto, l'azienda porta avanti anche le attività di comunicazione: "Cerchiamo - conclude Marco Maietta - di essere molto chiari con i nostri clienti sulla tecnologia di prodotto che utilizziamo, sulla forte artigianalità e sull'attenzione al prodotto finito".