Oltre mille trattori e migliaia di agricoltori hanno invaso Strasburgo nella giornata di oggi. Davanti al Parlamento europeo è andata in scena una vasta mobilitazione contro l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, in discussione in aula. La Fdsea, organizzazione agricola francese, stima che solo dal Basso Reno siano arrivati circa 10mila manifestanti con oltre 750 trattori.
E anche l'Italia ha dato un importante contributo alla manifestazione.
Notte tempo
Durante la notte tra il 19 e il 20 gennaio sono entrati in città numerosi mezzi agricoli provenienti dall’Alsazia, da altre regioni francesi e dai Paesi confinanti.
Pesanti le conseguenze sulla viabilità: diverse strade sono rimaste chiuse e il trasporto pubblico ha subito interruzioni e deviazioni già dalle prime ore del mattino. Le autorità hanno inoltre disposto il blocco della navigazione sul canale Marna-Reno e il divieto di utilizzo dei droni su tutto il territorio cittadino. A supporto delle forze locali sono stati inviati rinforzi di polizia da varie prefetture francesi.
A che punto siamo
L’accordo Ue-Mercosur è entrato in una fase decisiva. Dopo la firma politica raggiunta nei giorni scorsi tra Bruxelles e i Paesi sudamericani del blocco, il dossier è ora all’esame delle istituzioni europee.
Il testo deve essere approvato dal Parlamento europeo e successivamente ratificato dagli Stati membri. Proprio questa fase sta innescando forti tensioni politiche e sociali, con proteste degli agricoltori e prese di posizione critiche da parte di diversi governi. Senza correttivi su reciprocità degli standard, controlli sanitari e clausole di salvaguardia, il percorso di ratifica rischia di trasformarsi in un braccio di ferro destinato a durare mesi.
I numeri
Secondo Cia, i numeri che deriverebbero dell’accordo Ue-Mercosur sono drammatici: circa 40mila posti di lavoro a rischio in Europa nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani.
Sul riso, per esempio, pesa anche la concorrenza dei Paesi Mercosur sull’export: nel 2024 l’Italia ha prodotto 1.448.760 tonnellate, con esportazioni pari a 680 milioni di euro intra-Ue e 187 milioni extra-Ue. Eventuali distorsioni competitive potrebbero quindi colpire non solo il mercato interno ma anche la presenza italiana sui mercati esteri.
Preoccupazioni analoghe arrivano anche da altri Paesi europei. Organizzazioni agricole francesi, spagnole e dell’Europa orientale segnalano che l’accordo, nella sua formulazione attuale, rischia di comprimere ulteriormente i redditi agricoli in comparti già fragili, favorendo importazioni a basso costo e penalizzando produzioni locali come carni, cereali, riso e ortofrutta.
L’allarme
A preoccupare è la carenza di controlli sulle importazioni di prodotti vegetali e ortofrutticoli dal Mercosur. Secondo gli stakeholder, i sistemi di verifica attualmente previsti non garantirebbero un monitoraggio efficace sull’uso di fitofarmaci vietati nell’Unione europea, né sulla corretta applicazione delle norme ambientali e di sicurezza alimentare lungo la filiera.
In più occasioni, spiegano i rappresentanti agricoli, le autorità europee hanno rilevato residui di sostanze non autorizzate o livelli superiori ai limiti consentiti su partite di frutta e verdura provenienti da Paesi extra-Ue.
Il rischio, sottolineano anche organizzazioni agricole di altri Stati membri, è che l’aumento dei flussi dal Mercosur, senza un rafforzamento dei controlli alle frontiere, possa tradursi in una concorrenza sleale per i produttori europei e in una perdita di fiducia da parte dei consumatori verso l’intera filiera agroalimentare.
Coldiretti: “Accordo senza reciprocità”
Critica Coldiretti, presente a Strasburgo con oltre mille agricoltori, che giudica il negoziato Mercosur privo di reali garanzie su reciprocità e controlli.

Secondo l’organizzazione, l’intesa favorisce l’ingresso nel mercato europeo di prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari e ambientali imposti alle imprese Ue, mettendo a rischio redditi agricoli e sicurezza alimentare. Coldiretti chiede maggiore trasparenza, controlli rafforzati alle frontiere e l’applicazione rigorosa delle stesse regole per tutti i prodotti importati.
Cia: “A rischio migliaia di posti di lavoro”
Ferma anche Cia, che invoca il do ut des.

“Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi – ha sintetizzato Cristiano Fini, presidente di Cia – Pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide ed efficaci”.
Confagricoltura: “No ad accordi sbagliati”
Meno accordi e più risorse, la richiesta di Confagricoltura. “Siamo oggi a Strasburgo per continuare la nostra mobilitazione iniziata a Bruxelles il 18 dicembre – ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – Vogliamo istituzioni europee più vicine agli agricoltori che garantiscono sicurezza alimentare e cibo di qualità. Diciamo no agli accordi commerciali sbagliati come il Mercosur e chiediamo maggiori risorse per un settore fondamentale. Senza un giusto reddito non può esserci sicurezza alimentare né futuro per l’agricoltura europea”.
Prossime tappe
Nei prossimi mesi il Parlamento europeo sarà chiamato a esprimersi sull’accordo, mentre la Commissione continuerà il confronto con gli Stati membri per costruire una maggioranza politica favorevole alla ratifica. In parallelo, i governi nazionali dovranno avviare l’iter di approvazione nei rispettivi parlamenti.
Le organizzazioni agricole hanno già annunciato che la mobilitazione proseguirà, con nuove iniziative e proteste, finché non verranno introdotte garanzie vincolanti su reciprocità, controlli e tutela dei settori più esposti dell’agricoltura europea.