Si è chiusa con ottimi riscontri la partecipazione del Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp alla quarantatreesima edizione al Macfrut di Rimini. Oltre alla notevole affluenza allo stand del Consorzio di tutela, visitato anche dal ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, che si è cimentato nel fare una spremuta ricordando gli effetti positivi dell’Arancia rossa di Sicilia Igp sulla salute, sono stati numerosi gli appuntamenti ai quali l’Igp siciliana è stata protagonista, a partire da un convegno promosso nella seconda giornata sul tema del Cambiamento climatico e indicazioni geografiche: quali sfide per il
futuro.

“Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova l’agricoltura e in generale la produzione dell’arancia rossa di Sicilia Igp – ha introdotto il presidente del Consorzio dell’arancia rossa di Sicilia Igp, Gerardo Diana - le variazioni delle temperature e le condizioni meteorologiche imprevedibili rischiano di compromettere la qualità che ci permette di distinguere e tutelare la nostra Indicazione geografica e per questo chiediamo interventi in ricerca e investimenti nel miglioramento della gestione della risorsa idrica”.
“Le Ig rappresentano un patrimonio unico, ma oggi più che mai devono affrontare le sfide poste dal clima – così Paolo De Castro, presidente di Nomisma – il nuovo Regolamento europeo ha cercato di dare maggiore funzionalità ai Consorzi di tutela, attraverso misure come un più agevole intervento sui disciplinari di produzione ad esempio”.
Dalla ricerca a interventi concreti, le azioni da introdurre per salvare le Indicazioni geografiche italiane. Durante il momento promosso dal Consorzio si sono alternate esperienze e proposte. A partire dall’Associazione nazionale bonifiche italiane (Anbi), rappresentata dal direttore generale, Massimo Gargano. “La gestione efficiente delle risorse idriche è centrale per la sopravvivenza delle Ig e dell’agricoltura e il cambiamento climatico ci impone di ripensare il sistema della gestione dell’acqua, per questo dovremo impegnarci insieme ai Consorzi dei produttori per studiare interventi calati nelle varie realtà e necessità”.

“La ricerca deve prevenire, non risolvere i problemi, per questo come Crea siamo impegnati già da anni nello studiare soluzioni per adattare le colture al cambiamento climatico, come sta succedendo con lo studio delle Tea che non sono un nemico, ma un amico del futuro dell’agricoltura”, ha sottolineato il direttore generale del Crea, Maria Chiara Zaganelli, che nell’occasione ha portato i due cani antialieni del Crea, in grado di prevenire, con l’olfatto, la propagazione di malattie sulle piantagioni.
E intanto Melinda in Trentino sta già studiando come sarà la situazione nel 2050 con una agenda di interventi che potranno diventare da modello per altre realtà produttive in Italia. Ad annunciarlo, nel suo intervento, il presidente del Consorzio Melinda, Ernesto Seppi.
Fonte: Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp