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21 aprile 2026

Lollobrigida: l’agricoltura italiana alla prova energetica

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Francesco Lollobrigida è il ministro dell'Agricoltura ma, visti gli eventi ad Hormuz, a Macfrut può essere il titolare del dicastero della sicurezza energetica. Non può essere altrimenti nel giorno, ma il tema campeggia da settimane, in cui il Sole24 Ore, quotidiano economico più importante, ma anche di proprietà di Confindustria ed espressione del mondo produttivo, titola: "Shock energia e trasporti sulle imprese. Ortofrutta fresca, è già corsa dei prezzi". 

Ci sono trattori, furgoni, camion, celle frigorifere da rifornire e alimentare. L'energia aumenta esponenzialmente, il settore soffre e il ministro oltre ricordare il sostegno diretto all'ortofrutta, “si superano i tre miliardi direttamente erogati alle imprese del settore, risorse che le rendono più resilienti”, punta sulle azioni per arginare il caro energia. 

Carburanti agricoli e credito d’imposta

Il mondo della logistica è in fermento perché il pieno è già oggi insostenibile. Lollobrigida per quello ci tiene a ricordare che l’Italia “è tra le poche nazioni che mantiene un miliardo di sostegno per la riduzione del costo del gasolio agricolo, affiancato da misure fiscali come il credito d’imposta previsto nell’ultimo decreto".

Agrivoltaico: investimenti e riduzione dei consumi

Non stupisce le parole spese sulla riduzione dei costi del carburante, ma l'attenzione non scontata, in un Paese dove spuntano come funghi i comitati contro le rinnovabili, sulla ricerca di alternative ai consumi dell'energia da fonte fossile.  Una parte centrale dell’intervento è stata dedicata alla transizione energetica in agricoltura. Il ministro ha citato “la riduzione dei consumi degli idrocarburi grazie agli oltre tre miliardi di investimenti sull’agrivoltaico”, che consentono di finanziare 32.000 imprese agricole con una riduzione “di oltre il 30% dei consumi di idrocarburi a vantaggio degli imprenditori agricoli”. Su un orizzonte di vent’anni, ha aggiunto, “il beneficio economico supera i 14 miliardi  a vantaggio dell’agricoltura”.

La crisi della geopolitica è anche crisi dell'agricoltura. Il riferimento è ai fertilizzanti. Sul tema dell’aumento del costo dell’urea, cresciuto del 75% dall’inizio della guerra in Iran, il ministro ha indicato come priorità il confronto con Bruxelles: “Il messaggio principale va all’Europa. Chiediamo la sospensione del regolamento  CBAM, (carbon border adjustment mechanism) che aumenta i costi dei fertilizzanti per scelte europee. Non possiamo tassare le importazioni mettendo in difficoltà il nostro modello produttivo”.

Dalla produzione alla protezione con la tutela del made in Italy

Lollobrigida ha poi richiamato la nuova normativa approvata il 15 aprile, definita “uno strumento per proteggere il sistema agroalimentare italiano da chi utilizza segni mendaci che fanno apparire come italiani prodotti che non lo sono”. Insomma la norma contese di "proteggerci da chi ci deruba".  Dalla terra è obbligatorio  il passaggio ai mercati e allo scaffale. Oltre la tutela la promozione.  

Promozione internazionale e ruolo di Macfrut

Il ministro ha sottolineato la dimensione internazionale della fiera riminese: “Eventi come questo non sono solo incontri tra imprese e buyer, ma diventano conferenze tematiche che raccontano il sistema Italia, tra sostenibilità ambientale ed economica”. Sull'ambiente Lollobrigida ha ricordato gli investimenti con i consorzi di bonifica e l’Anbi: “Da oltre 100 anni gestiscono la distribuzione dell’acqua per l’agricoltura. Con loro lavoriamo per ridurre i consumi e sviluppare l’irrigazione di precisione”. 

Come per gli idrocarburi ritorna il discorso della riduzione dei consumi.  Questo uno dei problemi maggiori del Paese che rispetto ad altri europei sconta un ritardo nelle rinnovabili e quindi bollette più alte che quando colpiscono il settore primario si propagano velocemente sui beni essenziali come frutta e verdura. 

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