Consumi e consumatori

14 maggio 2026

Linkontro 2026: consumi costanti, ma frammentati

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È in occasione di Linkontro, l’evento di riferimento in Italia per il mondo del largo consumo, che NielsenIQ offre una panoramica esaustiva dei consumi nazionali in una fase di mercato solo apparentemente stabile. L’edizione 2026 accoglie quasi 700 manager e 245 aziende dell’industria e della grande distribuzione nella storica sede del convegno, il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula in provincia di Cagliari. 

Al centro della discussione c’è uno dei settori portanti dell’economia italiana, il largo consumo, che continua a rappresentare una voce prioritaria nel budget delle famiglie, pur all’interno di scelte sempre più attente e ponderate.

Nei primi quattro mesi del 2026 il mercato mostra un andamento positivo a valore, con il totale negozio in crescita del 2,6% e il largo consumo confezionato dell’1,9%, mentre l’e‑commerce si distingue con un incremento del 13,6%. Più deboli risultano invece altri comparti, come il tech & durables, che registra un calo dell’1,2% pur mostrando una ripresa nel mese di marzo.

Crescita del 3% 

Il confronto tra 2025 e 2024 in Europa Occidentale evidenzia una crescita del 3% a valore per i prodotti Fmcg, con volumi quasi stabili e prezzi in aumento del 2,5%. L’Italia si caratterizza per una dinamica dei prezzi più contenuta, ma anche per una maggiore elasticità, che rende il consumatore particolarmente sensibile agli incrementi di listino. Non emerge una riduzione della spesa, bensì una sua riallocazione: gli italiani acquistano più spesso, frammentano il carrello e orientano le scelte verso ciò che offre maggiore valore. È uno scenario che si inserisce in un contesto europeo simile, ma non del tutto omogeneo.

Stabilità solo apparente

Secondo Enzo Frasio, amministratore delegato di NIQ Italia, il 2026 si apre all’insegna di una stabilità solo apparente. I consumi restano costanti ma diventano più frammentati e guidati dalla convenienza, mentre cresce l’infedeltà verso le insegne: le famiglie italiane frequentano in media 6,3 punti vendita brick & mortar all’anno. La competizione si intensifica anche per effetto dell’online, che accelera e conquista quote significative, raggiungendo nel 2025 il 19,4% nel pet e il 16,3% nel beauty. A ciò si aggiungono trasformazioni demografiche e sociali che modificano la composizione dei nuclei familiari, rafforzano l’attenzione verso salute e benessere e riducono le scelte impulsive, mentre cresce la ricerca di valore e qualità. Comprendere chi percorre i corridoi dei supermercati diventa quindi decisivo.

Inflazione: tema centrale

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione appare più contenuta ma il tema resta centrale. L’Italia è il Paese con la più alta elasticità al prezzo tra i principali mercati europei, e gli aumenti generano impatti diretti sui volumi. Le nuove pressioni sui costi, in particolare quelli energetici, possono tradursi in incrementi dei prezzi a scaffale: un aumento del 10% delle utilities può determinare, con alcuni mesi di ritardo, un rialzo compreso tra lo 0,8% e l’1,5%

L’impatto non è uniforme: alcune categorie mostrano riduzioni, come l’Olio Evo che ad aprile 2026 segna un calo del 7,4% rispetto all’anno precedente, mentre altre continuano a registrare aumenti significativi, come le tavolette di cioccolato che crescono del 13% rispetto ad aprile 2025.

Cresce il fresco con frutta e verdura

Nel corso dell’anno mobile terminante a marzo 2026, la spesa media per famiglia aumenta del 2,6% e la frequenza d’acquisto del 7,6%, con un incremento particolarmente marcato nelle famiglie giovani con figli minori di 24 anni. I carrelli non accolgono più le spese di scorta: il consumatore entra più spesso nel punto vendita e seleziona con maggiore attenzione. Il confronto tra 2025 e 2026 mostra che il fresco è ancora una volta protagonista, con una crescita del 4% trainata da frutta e verdura, macelleria e polleria e prodotti freschi confezionati. Rallentano invece i salumi e gli alimentari confezionati. Il cambiamento del carrello è evidente anche nella concentrazione della crescita: il 70% dei volumi aggiuntivi deriva da sole venti categorie, tra cui kefir, frutta esotica, semi, yogurt proteici e specialità etniche, confermando che il carrello evolve più rapidamente dello scaffale.

La produttività dei negozi

La riorganizzazione delle reti di vendita introduce una nuova fase per il retail, in cui la produttività dei negozi diventa il principale criterio di selezione. I punti vendita capaci di generare più valore per metro quadro vengono premiati, mentre quelli meno efficienti subiscono una progressiva razionalizzazione. Il consumatore, però, si muove più velocemente del retail e orienta le proprie scelte verso negozi più performanti e meglio organizzati, indipendentemente dal formato. Non è più la dimensione a determinare il successo, ma la capacità del singolo punto vendita di offrire valore in modo chiaro e coerente con le nuove esigenze. Assortimenti più mirati, pricing coerente e una gestione efficiente delle superfici diventano elementi decisivi per intercettare un consumatore sempre più mobile e selettivo.

Nel largo consumo confezionato emerge un quadro differenziato: gli ipermercati di media dimensione crescono grazie all’espansione della rete, mentre i formati più grandi e le superette risentono del ridimensionamento. Anche la crescita dei discount è fortemente legata all’ampliamento della rete. I supermercati si confermano il canale con il miglior rendimento strutturale, con una crescita poco influenzata dalle variazioni della rete. Nel breve periodo si osserva un riallineamento tra Industria di Marca e Marca del Distributore, entrambe contributrici alla crescita del mercato.

L'adattamento alle evoluzioni del consumo 

Romolo de Camillis, retailer director di NielsenIQ, sottolinea che la crescita del settore dimostra la capacità di industria e distribuzione di adattarsi a un consumatore in evoluzione. Le opportunità non mancano, ma per coglierle sarà necessario accelerare su assortimenti leggibili, promozioni più efficienti e strategie mirate ai diversi target. In un mercato omnicanale, il valore si costruisce insieme.

Il totale largo consumo confezionato raggiunge nel 2025 i 117,1 miliardi, distribuiti in un sistema omnicanale in cui non esiste un modello unico vincente. Ogni canale risponde a bisogni differenti e ogni categoria segue dinamiche proprie. Industria e distribuzione sono chiamate a collaborare per intercettare consumatori sempre più volatili, costruendo proposte coerenti e sostenibili nel tempo, capaci di rispondere a scelte che non sono più guidate solo dal prezzo, ma dal valore complessivo.


Fonte: NielsenIQ

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