“Si diventa vecchi quando si smette di sognare, e io voglio continuare a sognare!”. Qualche giorno fa Mario Gasbarrino, commentando su Linkedin uno dei vari articoli apparsi dopo la notizia della fine della sua avventura in Decò Italia, ha probabilmente spiegato in pochissime parole la vera motivazione della sua scelta.
Quando nel 2019, sempre a luglio, terminò il rapporto professionale con Unes, la notizia apparve decisamente inaspettata. Il sodalizio con quell’insegna, praticamente ribaltata come un calzino e portata agli onori delle cronache nazionali, e persino internazionali, con una serie di scelte davvero “disruptive”, termine spesso usato dal manager molisano, sembrava infatti pressoché inscindibile.
Oggi l’uscita di scena da Decò Italia appare meno traumatica e, forse, anche meno inaspettata. Certamente i toni e i modi della separazione sono differenti. Nel 2019 il rapporto con Marco Brunelli era giunto al capolinea e il giro di vite all’interno di quel vero e proprio dream team che ruotava intorno al Viaggiator Goloso colpì non solo lui.
Questa volta la scelta sembra solo sua, quanto meno questo è quello che emerge dal comunicato stampa ufficiale. Gabriele Nicotra, manager di grande esperienza e al fianco di Gasbarrino già in Unes, rimane nel ruolo di direttore generale ed entra anche a far parte del Cda come consigliere.
Al di là delle classiche dichiarazioni di rito, che non mancano anche nella nota stampa di commiato, i risultati raggiunti in questi anni all’interno dell’insegna creata da Multicedi e Gruppo Arena, fortemente legati soprattutto allo sviluppo della private label di Decò, sono innegabili e non a caso in parte elencati.
La rivisitazione e lo sviluppo di tutto l’assortimento, ma soprattutto il lancio della marca premium il Gastronauta, brand acquisito dal giornalista Davide Paolini con una mossa assolutamente inedita – l'ex titolo di una trasmissione radiofonica di successo che diventa una marca del distributore – sono farina del suo sacco ed è di fatto l’eredità più appariscente che lascia questa volta.
Cosa farà ora? Difficile dirlo e anche inutile chiederglielo in questo momento. Tra Unes e Decò transitò prima in Cortilia e, poi, in Everton: esperienze consulenziali che non c’entravano con la grande distribuzione organizzata. Ripeterà qualcosa di simile?
Sicuramente è difficile immaginarlo fare solo il nonno perché, per sua stessa ammissione, ha appunto “ancora voglia di sognare”. Desiderio che, forse, Decò non era più in grado di esaudire.
Conoscendolo, dopo aver letto alcuni articoli apparsi in questi giorni che ricordano quasi il tono del necrologio, oltre a fare i dovuti scongiuri, gli sarà del tutto passata l'eventuale voglia di uscire di scena. Vediamo se abbiamo ragione.