I piccoli frutti italiani sono presenti in tutti i mercati italiani, ma c'è la concorrenza da Marocco e Portogallo mentre sui mirtilli c'è ancora il prodotto peruviano e sulle more il messicano. Le fragole non c'è spazio per il prodotto spagnolo con l'Italia che presidia tutto il mercato, anche perché oltre al sud emergono le produzioni del Centro - dal Lazio all'Emilia Romagna - e del Nord con l'origine veneta e trentina.
Il punto sulle fragole a Bergamo
Un esperto delle fragole è Federico Fapanni, responsabile vendite Ortomercato Bergamo. "Questa settimana fragole da Romagna, Verona, Trentino, Salerno e dalla Basilicata. Dal Trentino c'è ancora pochissima merce, due consegne a settimana e siamo a 12,50 euro per il due chili con la varietà Portola. Bella la fragola di Verona con la varietà Vivara: due chili a 9 euro. Abbiamo poi la Romagna a 4/4,50 euro. Bellissima la fragola di Salerno a 8/8,50 euro. Infine la Basilicata fa 5/6 euro il chilo con la Rossetta".
La varietà Portola del Trentino
Un'offerta variegata. "Siamo partiti il lunedì un po' bassi, adesso piano piano si sono alzate le quotazioni, anche perché più passa il tempo per alcune varietà, vedi in Basilicata, calano i quantitativi drasticamente".
Lamponi: a 20 euro gli italiani, portoghesi a 24
Il mercato dei lamponi mostra differenze sensibili tra le principali piazze italiane. A Bologna il prodotto di origine Italia si attesta sui 20 euro il chilo, lo stesso valore registrato per l’origine Marocco, mentre il Portogallo raggiunge anche i 24 euro. Quotazioni molto simili a Firenze, dove l’Italia si muove attorno ai 19 euro e il Portogallo quota 20 euro. A Rimini il prodotto portoghese registra invece un’impennata fino a 28 euro, una piazza molto legata alle boutique della frutta. Chiude il quadro Verona, dove il lampone italiano quota 21 euro in un mercato con evidenti differenze tra origine e piazza.
Mirtilli italiani sui 18 euro
Anche il mercato dei mirtilli mostra differenze interessanti tra le principali piazze. A Bologna il prodotto di origine italiana si attesta sui 18 euro al chilo, mentre il Perù si colloca leggermente più in basso, intorno ai 17 euro. Quotazioni identiche a Firenze, dove le due origini mantengono lo stesso divario. A Verona il mirtillo italiano scende invece sui 16 euro, un livello che ritroviamo anche a Milano, dove però il prodotto peruviano risulta più richiesto e arriva a valere quasi due euro in più.
More partita tra Messico e Italia
Sulle more la partita è tra Messico e Italia. Anche questo mercato mostra oscillazioni significative tra una piazza e l’altra. A Bologna il prodotto di origine Messico si colloca sui 22 euro il chilo, mentre a Firenze le quotazioni scendono a 20 euro, con il prodotto italiano che cala ulteriormente fino a 18 euro. A Rimini si torna su livelli più alti, con le more messicane che risalgono a 22 euro, mentre a Milano il mercato si indebolisce e il prezzo scende nuovamente attorno ai 18 euro, segno di una domanda meno vivace rispetto ad altre piazze.
Il ribes rosso dal Cile sui 25 euro
Chiude il quadro il ribes rosso, che in questa fase arriva quasi esclusivamente dal Cile. Le quotazioni restano elevate e piuttosto omogenee nelle principali piazze: sia a Bologna sia a Firenze il prodotto si attesta sui 25 euro il chilo, confermandosi tra i frutti più costosi del periodo. A Milano, nei giorni scorsi, si sono toccati picchi fino a 30 euro. Più contenuti invece i valori a Napoli, dove il ribes cileno si mantiene attorno ai 24 euro.
Dominio italiano per le fragole
Il mercato delle fragole mostra una forte variabilità tra piazze e varietà. A Bologna la varietà Sabrosa si attesta sui 3 euro al chilo, mentre a Cesena sale a 3,50 euro. Le quotazioni più alte arrivano da Verona, dove la Sabrosa raggiunge i 4,50 euro, valore replicato anche a Firenze. A Rimini il mercato è più morbido e il prezzo scende a 4 euro.
Passando alla Inspire, Bologna e Cesena si allineano sui 3 euro, mentre a Verona e Firenze la domanda è più vivace e le quotazioni salgono fino a 5 euro al chilo.
A Roma compaiono le Favette locali, vendute attorno ai 4 euro, mentre a Verona si registra anche la presenza di fragole venete, con valori compresi tra 3,50 e 4 euro. Sul mercato circola inoltre del prodotto di seconda categoria, che si ferma a 2 euro al chilo, intercettando una fascia di consumo più attenta al prezzo.
Le quotazioni al mercato di Caat di Torino
Al Caat di Torino le fragole italiane in vaschetta si collocano tra 3 e 4 euro il chilo, con una fascia centrale stabile attorno ai 3,50. Il prodotto Igp della Basilicata si posiziona leggermente più in alto verso i 4 euro, mentre le varietà premium mostrano un ulteriore scatto: la Inspire di Matera viaggia fra 4 e 4,50 e la Sabrosa, sempre lucana, si muove in un intervallo ampio che va da 3,50 a 4,50.
Nel segmento dei frutti rossi, i lamponi italiani mantengono le quotazioni più elevate, con valori compresi tra 20 e 21 euro. Le origini estere — Marocco e Portogallo — risultano più competitive, con prezzi tra 18 e 20 euro, ma senza scostamenti marcati rispetto al prodotto nazionale.
Situazione simile per i mirtilli, dove Italia e Marocco condividono la stessa fascia di mercato: 15–17 euro, a conferma di un equilibrio tra disponibilità e richieste della distribuzione.
Le more provenienti dal Messico si attestano su valori compresi tra 18 e 20 euro, mentre il ribes rosso cileno rimane il prodotto più costoso del paniere, con quotazioni che oscillano tra 23 e 25 euro, sostenute dalla stagionalità e dalla distanza geografica.
Nel complesso, il mercato dei piccoli frutti al Caat mostra una buona tenuta, con fragole in evidenza e un equilibrio stabile tra prodotto nazionale e importato. La qualità percepita e la varietà delle origini continuano a guidare le scelte degli operatori.