Ingrosso

26 gennaio 2026

Ingrosso: nodo sabato e orari per Di Pisa (Fedagro)

279

Dopo gli interventi di Giorgio Licheri, direttore mercato di Sardegna, e di Fabrizio Galliati, presidente del Caat, il mercato ortofrutticolo di Torino, sul tema della settimana corta ai mercati ortofrutticoli, tema ispirato dalla proposta di Coop di "chiudere con le chiusure" domenicali, è il turno di Valentino Di Pisa, presidente nazionale di Fedagro - Confcommercio che rappresenta tutti i grossisti, gli imprenditori dei mercati ortofrutticoli. 

La scelta del sabato legata al contesto locale

Il presidente Di Pisa chiarisce subito che l’apertura o meno del sabato è una decisione che dipende dalle esigenze del territorio e dalle abitudini dei singoli mercati: "Non esiste un’uniformità nazionale. L’apertura del sabato è una scelta soggettiva, legata alle necessità locali. Non la considero una giornata indispensabile".  Porta l’esempio di Bologna dove l’apertura è opzionale a seconda della stagione e sono poche le aziende che aderiscono alla giornata prefestiva.  

“In alcuni mercati il sabato è destinato alla vendita ai privati. A Bologna si è invece concentrato in due mattine feriali, il mercoledì e il venerdì, evitando così l’apertura del sabato”.   Ma "Il nodo non è sabato sì o sabato no. Il vero cambiamento necessario riguarda gli orari: non più mercati notturni, ma diurni. È questo il passaggio fondamentale per affrontare il futuro. Serve una riflessione seria sul superamento del modello notturno".

Serve la convinzione degli stessi operatori 

Il principale ostacolo, ammette Di Pisa, sono gli stessi operatori: "Il blocco siamo noi. Non c’è una maggioranza forte favorevole al cambiamento. L’abitudine è lo scoglio più difficile da superare". L’idea che "si è sempre fatto così" pesa ancora molto, ma per il leader di Fedagro- Confcommercio non è più sostenibile: "Non possiamo pensare che tra dieci o vent’anni si lavori ancora alle due o tre di notte. Non è compatibile con il ricambio generazionale, con la qualità della vita e con il modo in cui oggi si lavora nel resto d’Europa". 

Di Pisa sottolinea anche la maggiore disponibilità delle tecnologie di refrigerazione a vantaggio della distribuzione dell’ultimo miglio e dell’organizzazione del lavoro degli ambulanti. "Non si può frenare un cambiamento. Serve dialogo, non imposizione. A Roma ci sono riusciti: hanno trovato soluzioni condivise con ambulanti e mercatini".  "Oggi il dettagliante viene a comprare alle due di notte. Qual è la logica? Potremmo consegnargli la merce noi".

Le opportunità del Pnrr

In questo scenario, i finanziamenti del Pnrr rappresentano un passaggio cruciale. Molti mercati hanno ottenuto risorse per digitalizzazione e ammodernamento. Ora, sottolinea Di Pisa, serve metterle a frutto: "I fondi sono arrivati. Ora bisogna completare i lavori e trasformarli in opportunità reali". 

Insomma gli ingredienti necessari  alla trasformazione degli orari passa dalla convinzione degli operatori, ma anche dalla predisposizione degli strumenti come digitalizzazione e ultimo miglio che permettono di affrontare con più efficacia la transizione temporale.  Un cambiamento che tocca anche l'organizzazione del lavoro, non solo nel box ma più legato alle consegne in ambito urbano. 

Potrebbe interessarti anche