Dopo giorni e giorni la domanda resta ancora la stessa: Hormuz è aperto o chiuso? La risposta è però sfumata: lo Stretto non è formalmente chiuso, ma attraversarlo è diventato sempre più complicato.
E, secondo diverse indiscrezioni riportate sulla stampa internazionale, potrebbe non essere più nemmeno gratuito. Secondo diverse fonti l’Iran avrebbe già chiesto compensi informali ad alcune navi cargo, con trattative caso per caso e modalità poco chiare. Alcuni passaggi sarebbero già avvenuti dietro pagamento, ma senza un sistema ufficiale.
Oltretutto si tratterebbe di cifre importanti: fino a due milioni di dollari per viaggio oppure di un costo legato al carico, intorno a un dollaro a barile. Nulla di veramente ufficiale, ma sufficiente per aggiungere incertezza.
Navi ferme e traffico paralizzato
L’unico dato certo è che lo Stretto è congestionato. Un video virale ripreso da un aereo mostra centinaia di navi immobili, un'immagine che cristallizza in modo evidente le conseguenze della crisi in corso.
Come oramai è noto la congestione è la diretta conseguenza dell’escalation in Medio Oriente dopo l’attacco israelo-americano all’Iran. Teheran ha rafforzato il controllo sul passaggio, rallentando una rotta da cui transita circa il 20% dell’energia mondiale.
Sullo sfondo, la tensione tra Iran e Stati Uniti resta altissima.
Le condizioni di Teheran
L'Iran ha infatti respinto la proposta americana per fermare la guerra - Trump ha chiesto un mese di tregua per costruire un accordo più ampio in 15 punti - e ha dettato le sue cinque condizioni per cessare il conflitto.
La prima: lo stop completo ad aggressione e uccisioni, la seconda "meccanismi concreti per evitare nuove guerre contro la Repubblica islamica", la terza "il pagamento garantito dei danni e delle riparazioni".
La quarta condizione è "la conclusione della guerra su tutti i fronti e di tutti i gruppi coinvolti nella regione", mentre la quinta riguarda proprio lo Stretto. L'Iran chiede infatti "il riconoscimento internazionale del diritto dell’Iran a esercitare autorità sullo Stretto di Hormuz".
Verso una formalizzazione?
Secondo alcune fonti, Teheran starebbe valutando di rendere strutturale il sistema dei pagamenti, inserendolo in un eventuale accordo post-bellico. In Parlamento si discute già una proposta per far pagare alle navi il passaggio nello Stretto in cambio della sicurezza.
Le reazioni internazionali
La situazione preoccupa governi e operatori. L’India ha già ribadito che la libertà di navigazione è garantita dal diritto internazionale e che non possono essere imposti pedaggi. Anche i Paesi produttori del Golfo guardano con allarme a questa prospettiva, temendo effetti sulla sovranità e sulla sicurezza delle rotte.