Crescita, ricerca e visione internazionale. È su queste direttrici che si muove Cora Seeds pronta a presentarsi alla prossima edizione di Macfrut con una delle ulltime novità del suo catalogo varietale: Achille, la nuova varietà di finocchio sviluppato per garantire quella che è la sfida attuale della filiera ortofrutticola: garantire il prodotto 12 mesi l’anno. Si va così a chiudere il cerchio, insieme ad altre varietà e ognuna con la propria stagionalità, permettendo di garantire la copertura tutto l'anno.
Maurizio Bacchi spiega il suo Achille
A raccontarne genesi e prospettive di Achille - per i Greci era il modello dell’areté, la virtù eroica che unisce valore, eccellenza e gloria - è l’amministratore delegato Maurizio Bacchi, che sottolinea come questa varietà rappresenti un tassello strategico all’interno di un lavoro di breeding avviato ormai da oltre un decennio.
Cora Seeds, infatti, investe sul finocchio dal 2012, arrivando a costruire “una gamma completa capace di coprire il fabbisogno produttivo durante tutto l’arco dell’anno, dalle semine primaverili fino ai cicli invernali più delicati”.
Soddisfare tutta la filiera
È proprio in questo contesto che si inserisce Achille. La varietà è pensata per i trapianti autunnali, tra metà settembre e ottobre, con raccolte che si collocano tra gennaio e marzo, cioè in una fase particolarmente importante per il mercato. I test effettuati negli ultimi mesi, in diversi areali del Sud Italia, hanno evidenziato performance convincenti sia dal punto di vista agronomico sia commerciale. Bacchi parla di un prodotto “pulito, rotondo e compatto”, capace di garantire uniformità e, soprattutto, una significativa riduzione degli scarti, aspetto decisivo per tutta la filiera. Qui si legano le esigenze estetiche e pratiche del consumatore, ma anche della distribuzione, con quelle economiche dei produttori.
Un taglio chiaro
Uno degli elementi più apprezzati è la qualità del grumolo, che si presenta “ben serrato e con una struttura croccante, non spugnosa, capace di mantenersi anche dopo la raccolta”. A questo si aggiunge un dettaglio non secondario per la distribuzione: “il taglio resta chiaro, poco soggetto a ossidazione, e quindi più gradevole sul banco. Anche la resistenza alle condizioni invernali, comprese gelate e stress climatici, si è dimostrata un punto di forza durante le prove in campo”. La sempre più necessaria resilienza ai cambiamenti climatici.

I riscontri positivi hanno già portato l’azienda a pianificare un deciso aumento delle superfici per la prossima campagna. Bacchi conferma che la crescita sarà significativa, segno di una varietà ormai pronta per un salto commerciale vero e proprio. L’obiettivo è presidiare con maggiore forza una finestra di mercato rilevante, quella invernale, in cui il finocchio rappresenta uno degli ortaggi più consumati in Italia.
Visione internazionale
Parallelamente, si rafforza anche la prospettiva internazionale. Se nel mercato italiano continuano a essere preferiti calibri più grandi, all’estero “si registra una domanda crescente per pezzature più piccole, più adatte alle abitudini di consumo del Nord Europa”. Questa differenziazione consente di valorizzare meglio la produzione e accompagnare l’espansione del finocchio italiano sui mercati esteri, dove il prodotto, “pur non essendo tradizionale, sta guadagnando spazio anno dopo anno”.
Achille e Malizioso
A Macfrut Achille non sarà l’unico protagonista. Cora Seeds darà visibilità al lavoro sul pomodoro datterino Malizioso, già affermatosi per il ciclo invernale in Sicilia grazie “alla sua produttività e alla resistenza al cracking, oltre a un profilo organolettico apprezzato dal consumatore”. Accanto a questo, l’azienda spingerà sulle angurie della linea “Maxi Fresh”, caratterizzate da grande pezzatura, polpa rossa e croccante e con pochi semi, pensate sia per il consumo tradizionale sia per i nuovi formati pronti al consumo che stanno guadagnando spazio nella grande distribuzione.
Export ricco: in circa sessanta Paesi
Il quadro che emerge è quello di un’azienda in espansione, non solo sul piano varietale ma anche geografico. Cora Seeds oggi esporta in una sessantina di Paesi con sedi in Turchia, Giordania, Spagna ovvero nei luoghi sempre più centrali per la filiera ortofrutticola internazionale. In un settore dominato da grandi multinazionali, la sfida partita da Cesena resta quella di continuare a innovare. Soprattutto in tempi di cambiamenti climatici dove la tecnologia è fondamentale per resistere a eventi meteo sempre meno prevedibili e sempre più violenti.

Gli importanti aumenti di fatturato, dei dipendenti e le nuove sedi confermano il successo del lavoro fatto nei primi vent’anni dell’azienda. “Nel breeding servono anni per arrivare a una varietà competitiva”, conclude Maurizio Bacchi. “L’importante è restare in prima fila”. Con Achille e le altre innovazioni, Cora Seeds sembra determinata a restarci.