Innovazioni, tecnologie e packaging

11 maggio 2026

Frutta e verdura nei distributori. C'è spazio nel vending?

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Da simbolo del consumo veloce e del junk food - cibo spazzatura -  a laboratorio di innovazione tecnologica e nuovi stili alimentari. La distribuzione automatica sta vivendo una trasformazione che passa dall’intelligenza artificiale, dai pagamenti digitali e dalle macchine connesse, ma anche dall’apertura verso prodotti biologici, fair trade, vegani e anche legati al mondo agricolo e ortofrutticolo. Ma attenzione parliamo di nicchie e scenari futuri. 

Sull'innovazione tecnologica questo è il quadro emerso a Venditalia 2026, la principale manifestazione internazionale del settore realizzata alla Fiera di Rimini. Secondo una ricerca realizzata da Jakala per Confida, quasi il 90% degli operatori intende introdurre soluzioni di intelligenza artificiale entro i prossimi cinque anni

Si paga sempre più con le app per il canale del retail di prossimità

Le applicazioni considerate più strategiche riguardano la riduzione dei prodotti esauriti nelle macchine, la personalizzazione dell’offerta, la previsione della domanda e la manutenzione predittiva. Elementi interessanti per la gestione di prodotti delicati e fragili come frutta e verdura dove la deperibilità è un limite.  La digitalizzazione del settore è già avanzata: il 60% dei gestori utilizza sistemi digitali per monitorare i distributori automatici, mentre touchscreen e pagamenti cashless sono ormai sempre più diffusi. Crescono in particolare le transazioni via app, aumentate del 33,8% rispetto al 2024.

"La fotografia è di un settore che ha ormai imboccato una direzione chiara", ha spiegato Massimo Trapletti, presidente di Confida. "La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare la competitività del vending e consolidarne il ruolo come canale moderno di retail di prossimità".

Spazio ai prodotti biologici e vegani

Cambia la tecnologia, ma pure i  consumi. Anche nella distribuzione automatica il cliente cerca sempre più qualità, sostenibilità e coerenza valoriale. Secondo la ricerca presentata a Venditalia, nei prossimi cinque anni il 28% dei gestori vede opportunità di crescita nel biologico, mentre il 10% punta su prodotti fair trade e un altro 10% sui prodotti vegani.

In questo scenario si inserisce l’esperienza di Altromercato con le filiere etiche e sostenibili. "Anche in un contesto di consumo veloce come quello del vending stanno emergendo elementi nuovi come scelta consapevole, socialità e consumo critico", ha spiegato Luca Sarnacchiaro, sales manager food service di Altromercato.

C’è spazio anche per l’ortofrutta? 

Dentro questa evoluzione trova spazio anche il mondo ortofrutticolo. Per i prodotti trasformati il percorso è già consolidato. Conserve Italia domina il comparto dei succhi nei distributori automatici italiani con i marchi Yoga, Derby Blue e Valfrutta: oggi due brick su tre presenti nelle vending machine italiane appartengono infatti al gruppo cooperativo.

"Il vending rappresenta per noi un canale chiave", spiega Riccardo Macioce, responsabile vendite Italia Horeca e vending di Conserve Italia, sottolineando come innovazione e capacità di intercettare i nuovi bisogni dei consumatori siano diventati elementi centrali. Ma accanto ai trasformati iniziano a emergere anche esperienze legate al fresco. A Bergamo opera ad esempio Mister Natura, realtà fondata da Flavio Amaglio che propone distributori refrigerati dedicati alla frutta fresca  installati direttamente nelle aziende. Le vending machine vengono rifornite quotidianamente per garantire freschezza e, durante l’estate, ospitano albicocche, nettarine, susine, macedonie e ananas già pronti al consumo.

Esistono poi esperienze ancora più piccole ma interessanti anche sul fronte del fresco locale. Nel Bolognese, ad esempio, abbiamo scoperto un produttore agricolo che vende patate, cipolle e ortaggi attraverso un piccolo distributore automatico collocato in un parco pubblico a Villanova di Castenaso: un esperimento pionieristico che dimostra come il vending possa diventare anche uno strumento di vendita diretta agricola di prossimità. "Ho adatto questo distributore per vendere le eccedenze della mia azienda e sta andando bene. Le persone del posto apprezzano".

Le opportunità però si accompagnano anche a nuove criticità. Il primo tema riguarda i costi energetici: "mantenere refrigerati distributori automatici dedicati a frutta, ortaggi e prodotti freschi comporta consumi elevati che incidono sulla sostenibilità economica del servizio". A questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione per gli operatori: "da quest’estate scatterà infatti l’obbligo di trasmissione automatica dei dati all’Agenzia delle Entrate, un passaggio che richiederà adeguamenti tecnologici e nuovi investimenti soprattutto per le realtà più piccole come la nostra".

Nonostante questo, il settore può imboccare una direzione alternativa La distribuzione automatica non è più soltanto snack, bibite e pausa veloce: l’ingresso dell’intelligenza artificiale e la crescente attenzione verso sostenibilità, qualità e prodotti agricoli possono introdurre innovazione in un comparto che punta sempre più a diventare un nuovo canale del retail alimentare di prossimità.

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