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01 aprile 2026

Diesel verso la scarsità, Ue teme razionamenti

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Non c'è pace per la logistica. Se via mare occorre fare i conti con la chiusura di Hormuz, via terra il tema caldo riguarda i carburanti, scarsi e costosi. E, infatti, l’Europa si prepara a uno scenario complesso: interruzioni prolungate nelle forniture energetiche e possibili razionamenti. 

Non si tratta più di ipotesi ufficiose, ma di un avvertimento formale arrivato dal commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, che ha scritto ai governi dei 27 invitandoli a predisporre misure d’emergenza. 

Nel frattempo, in Italia, per fermare il caro-carburanti, il governo corre ai ripari prorogando fino al 30 aprile lo sconto sulle accise sui carburanti. E' l'estremo tentativo di contenere una dinamica dei prezzi sempre più difficile da governare.

Il problema è la guerra

Alla base della crisi c’è il conflitto in Medio Oriente, che sta producendo effetti profondi sui mercati globali dell’energia. Il nodo centrale è la disponibilità di diesel, oggi uno dei carburanti più esposti alle tensioni internazionali. 

Il rischio, sempre più concreto, non è soltanto quello di pagarlo di più, ma di non trovarlo affatto. Il gasolio rappresenta infatti una componente essenziale per l’economia europea e italiana, alimentando gran parte del trasporto merci e una quota significativa del parco auto, e una sua eventuale scarsità potrebbe innescare effetti a catena su logistica, inflazione e approvvigionamenti.

L’allarme di Bruxelles

Nella sua lettera, Jørgensen invita gli Stati membri a evitare misure che possano aggravare la situazione, come incentivi indiretti al consumo o restrizioni alla circolazione dei prodotti petroliferi. 

Al contrario, la priorità è risparmiare energia e coordinare le azioni a livello europeo. Tra le soluzioni indicate emerge anche il maggiore utilizzo di biocarburanti, considerati una leva utile per ridurre la pressione sul mercato dei combustibili fossili.

Il punto centrale, però, resta la durata della crisi: anche in caso di una fine rapida del conflitto, le infrastrutture energetiche danneggiate richiederanno tempo per tornare operative.

Austerity energetica e comportamenti quotidiani

Per ridurre i consumi, la Commissione europea guarda alle raccomandazioni della International Energy Agency, che ha messo a punto un vero e proprio decalogo. 

L’obiettivo è intervenire sui comportamenti quotidiani, favorendo un uso più diffuso dei mezzi pubblici, una guida più efficiente e una riduzione degli spostamenti non indispensabili, anche attraverso lo smart working. Se la situazione dovesse peggiorare, non è escluso il ritorno a forme di razionamento energetico, con limitazioni anche per fasce orarie, come già ipotizzato nei momenti più critici della crisi ucraina. 

Italia: tra caro carburanti e interventi tampone

Dall’inizio del conflitto, i prezzi energetici nell’Unione europea sono aumentati in modo significativo, con rialzi di circa il 70% per il gas e del 50 per il petrolio. Un impatto stimato in oltre 14 miliardi di euro.

Nel nostro Paese, la situazione appare ancora sotto controllo sul fronte delle forniture, ma la pressione sui prezzi è evidente. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito che le criticità riguardano soprattutto i costi, anche se alcuni flussi, come il Gnl dal Qatar, hanno subito interruzioni. 

Per questo motivo, il governo ha deciso di prorogare lo sconto sulle accise, pari a 24,4 centesimi al litro, fino al 30 aprile, una misura che richiede tra i 500 e i 600 milioni di euro ma considerata necessaria.

Aprile mese decisivo

Le prossime settimane saranno decisive. Gli analisti parlano di una possibile bomba a orologeria legata alle scorte di diesel, mentre il settore dell’autotrasporto mostra segnali di forte tensione. 

Il rischio più concreto è quello di un sistema sotto stress, in cui la scarsità di carburante possa portare a scelte selettive, privilegiando il trasporto merci rispetto all’uso privato, con conseguenze dirette sulla mobilità quotidiana.

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