Le zucchine a 1,50 mentre sul pomodoro a grappolo la regia ora è olandese con quotazioni da 1,60 a 1,70. In calo rispetto alle settimane scorse. Bene la frutta nonostante il calo dei giorni nuvolosi di maggio. Si tengono sostenute le ciliegie ma con ampia forbice di prezzo dai 5 ai 15 euro il chilo. Aurelio Baccini, imprenditore del mercato di Firenze e vicepresidente nazionale di Fedagro, ha offerto le dinamiche di mercato a myfruit.it
Bene aprile con la frutta, maggio in calo per il tempo ma sta arrivando la bella stagione
"Aprile è stato buono, un mese davvero positivo come non si vedeva da anni" esordisce così con myfruit.it Aurelio Baccini da Firenze. "Il merito è stato anche del clima, che ha sostenuto i consumi e ha permesso un arrivo regolare dei prodotti: le prime nespole, le pesche di serra, tutto è arrivato nei tempi e nei modi giusti, senza sovraccarico".
Bene anche maggio, anche se in calo per i giorni di pioggia. Una situazione che segna un netto contrasto con lo scorso anno, "quando maggio fu interamente piovoso, con temperature basse e la frutta che semplicemente non si vendeva".
Aurelio Baccini
"Aprile, maggio e giugno sono i mesi principali per costruire il budget dell’anno. Quest’anno i prezzi si sono mantenuti mediamente sostenuti e finalmente abbiamo vissuto un’annata normale, la prima che ricordi negli ultimi tre o quattro anni". Maggio è stato più debole rispetto ad aprile, ma comunque gestibile: "Doveva essere brutto tutto il mese, e invece è stato solo freddo di notte. Di giorno ce la siamo cavata. Ora, con il rialzo delle temperature previsto nei prossimi giorni, la situazione sembra destinata a migliorare ulteriormente".
Buone richieste per pesche e albicocche, ciliegie da 5 a 15 euro
La prima frutta - nespole, pesche, albicocche - ha registrato una buona richiesta, così come le ciliegie, che nelle primizie hanno toccato anche i 18 euro il chilo all’ingrosso prima di assestarsi su valori comunque sostenuti.
"Oggi siamo tra 5 e 15 euro. Vignola si muove intorno ai 10–11, la Spagna meno". Poi naturalmente i grossi calibri che si differenziano. Non esistono ciliegie a pochi euro. "Anche le pesche hanno mantenuto quotazioni stabili, tra 4 e 6 euro al chilo, con valori leggermente inferiori per i calibri piccoli ma sempre sostenuti per la buona pezzatura". Bene anche le albicocche.
Angurie di Marsala a 1,60 euro, meloni fino a 2,50
Per meloni e angurie il mercato ha vissuto un andamento più altalenante. "Con i meloni siamo andati bene fino a dieci giorni fa, poi il maltempo ha fatto calare i prezzi e si è fermata la vendita. Stesso discorso per le angurie. Il mercato si è rimesso in moto solo ieri e oggi, grazie al caldo in arrivo". Le angurie siciliane di Marsala si collocano intorno a 1,60 euro il chilo, mentre quelle del Lazio, di qualità inferiore, si fermano a 1,20. I meloni oscillano tra 1,50 euro per la merce standard e 2,50 per i prodotti di fascia alta dei marchi più noti".
Pomodori, incide l'Olanda. Il grappolo a 1,60 euro
Sul fronte ortaggi, il pomodoro è guidato dall’Olanda, come accade in questo periodo dell’anno. "Ora vendiamo il grappolo a 1,60–1,70 euro. La Sicilia ha rallentato, anche per la presenza della merce olandese". Per datterini, ciliegini e datterini gialli, soprattutto dalla zona di Pachino, i prezzi restano sostenuti e la buona merce arriva a 4–5 euro al chilo.
Anche il peperone ha mostrato una certa variabilità tra Spagna, Olanda e Sicilia, ma il mercato ha finito per allinearsi e oggi la vendita si colloca intorno ai 2,50 euro il chilo, con l’olandese leggermente più basso.
Zucchine a 1,50 euro
Le zucchine, costose fino alla fine di marzo e poi in calo per tutto aprile, stanno vivendo una fase di lieve mancanza dovuta ai nuovi impianti che hanno risentito del freddo notturno. "Nel giro di una settimana i prezzi scenderanno", prevede Baccini.
Fragole della Basilicata grazie al meteo hanno aumentato la stagione
Le fragole si trovano in una fase di transizione: "Siamo alla fine della Campania e all’inizio del Veneto. La Basilicata, grazie alle temperature fresche, continua a produrre. I produttori naturalmente sono contenti". Una buona situazione per i lucani. Per quanto riguarda le quotazioni: 2,50 euro le campane, dai 4 ai 5 l'origine Basilicata e Veneto.
Arance: le egiziane a 30/40 cent in meno rispetto alle spagnole
Al Caat di Torino il comparto degli agrumi mostra un andamento stabile, con valori medi che riflettono un mercato ordinato e senza particolari tensioni. Le arance Navel Powell spagnole si collocano su un prezzo medio di 1,25 euro il chilo, mentre le Valencia Late egiziane restano su livelli più bassi, intorno a 0,85 euro il chilo.
Nei limoni anche l'Eureka dal Sudafrica
Sul fronte dei limoni, gli Eureka sudafricani registrano un prezzo medio di 2,20 euro il chilo, mentre il Primo Fiore siciliano si mantiene su valori più contenuti, attorno a 1,60 euro il chilo. Più elevata la quotazione del Sfusato della Costa d’Amalfi Igp, che raggiunge un prezzo medio di 2,50 euro il chilo. I Verna spagnoli si posizionano invece su una media di 2,15 euro il chilo.
I kiwi gialli sopra i 5 euro
Tra gli altri prodotti, i kiwi Gold Zespri neozelandesi confermano valori sostenuti, con un prezzo medio di 5,70 euro il chilo, mentre i kiwi Hayward italiani si attestano intorno a 2,65 euro il chilo. La versione Hayward commercializzata da Zespri in Italia sale invece a una media di 4 euro il chilo.
Le patate tedesche sempre sui 30 cent
Il comparto delle patate mostra un andamento regolare, con prezzi medi che riflettono differenze sensibili tra origine, varietà e confezionamento. Le patate bianche italiane si collocano su un prezzo medio di 0,83 euro il chilo, mentre le patate gialle italiane alla rinfusa in casse registrano una media di 0,68 euro. Più sostenute le quotazioni delle patate novelle italiane, che raggiungono un prezzo medio di 1,05 euro al chilo, in linea con la stagionalità.
Sul fronte estero, le patate gialle tedesche in sacchi si mantengono su valori molto bassi, con un prezzo medio di 0,30 euro il chilo, mentre le olandesi si collocano su una media di 0,48 euro . Le patate gialle italiane in sacchi, invece, mostrano un prezzo medio di 0,63 euro, superiore alle concorrenti estere. Per quanto riguarda le varietà rosse, le patate rosse italiane in casse registrano un prezzo medio di 0,65 euro al chilo, mentre quelle francesi in sacchi si attestano su una media di 0,68 euro al chilo.
Cipolle, c'è anche il prodotto indiano e australiano
Le cipolle bianche tonde registrano valori differenziati: il prodotto indiano in sacchi si colloca su un prezzo medio di 1,35 euro il chilo, mentre le bianche australiane raggiungono una media più alta, pari a 1,65 euro. Per le cipolle dorate, il mercato presenta due fasce distinte: quelle austriache si attestano su un prezzo medio di 1,35 euro al chilo, mentre le olandesi risultano molto più economiche, con una media di 0,55 euro il chilo.
Le cipolle rosse olandesi in casse mantengono un prezzo medio di 0,85 euro al chilo, confermandosi su livelli competitivi rispetto alle altre tipologie. Buona la domanda per i cipollotti, sia bianchi sia rossi. I cipollotti bianchi italiani in mazzi registrano un prezzo medio di 1,90 euro al mazzo, mentre i Rossi di Tropea Igp della Calabria si posizionano più in alto, con una media di 2,40 euro al mazzo, sostenuti dal valore aggiunto dell’indicazione geografica.