Attenuate e mitigate le difficoltà per lo sciopero dei tir, nei mercati persiste il caro pomodoro. Le varietà più pregiate quotano oltre 5 euro e fino a 7,50 ma anche il grappolo raggiunge valori sostenuti: a Fondi fino a 3,50 euro. Nell'importante mercato del Centro Italia si sconta una bassa offerta di zucchine locali a causa di un virus, si aspetta il ritorno dei volumi per metà novembre. A Padova le uve si vendono da 2,50 ai 3,50 per le varietà senza semi. Si aspetta l'inizio vero degli agrumi, ora ci sono le prime clementine ma devono prendere colore.
Anche a Fondi pomodorini fino a 7.5 euro, il Grappolo a 3,50
Il mercato di Fondi regge, ma le ultime settimane sono state movimentate. I pomodori locali a fine corsa, quelli siciliani a prezzi sostenuti, zucchinefrenate dal virus che ha colpito le serre e uno sciopero dei trasportatori che ha lasciato il segno soprattutto sull'export. A fare il punto sul mercato ortofrutticolo è Gianpaolo Forcina, presidente nazionale dei Giovani Fedagro, che descrive una fase complessa ma ancora dinamica per il settore.
"Per quanto riguarda i pomodori, ormai siamo alle battute finali della produzione locale", spiega Forcina. "Sul mercato troviamo soprattutto prodotto siciliano, con quotazioni in linea con il periodo. Le quantità locali sono davvero residue e non avrebbe senso fare riferimento a prezzi che riguardano ormai una fetta minima dell'offerta". Tra le principali referenze, il Ciliegino viene quotato tra 6 e 6,50 euro, il Datterino a 7,50, il Pixel tra 5 e 5,50 euro, mentre il Grappolo si attesta intorno a 3,50 euro il chilo".
Zucchine si aspetta produzione locale, le siciliane a 1,50, zuccone per l'export tra 0,90 e 1,10 euro
Più articolata la situazione delle zucchine. "Continuiamo a lavorare prevalentemente prodotto siciliano", racconta il giovane imprenditore. "Per vedere volumi significativi di merce locale dovremo attendere almeno un paio di settimane e probabilmente arrivare a metà novembre".

Alla base dei ritardi c'è soprattutto il pesante impatto di un virus che ha colpito le coltivazioni in serra. "Non parliamo di un semplice problema, ma di un vero e proprio disastro. Le condizioni climatiche erano favorevoli, con temperature ideali per la crescita delle piante, ma il virus ha compromesso molte produzioni. In numerosi casi è stato necessario estirpare tutto, riseminare e ripartire da zero. Di fatto abbiamo perso un intero ciclo produttivo".
Le zucchine vengono quotate a circa 1,50 euro, mentre lo zuccone destinato in particolare all'export oscilla tra 0,90 e 1,10 euro.
Lo sciopero che ha fermato il mercato e favorito spagnoli e olandesi
L'altro tema caldo delle ultime settimane è stato il blocco dei trasporti che ha interessato anche il mercato di Fondi, uno degli snodi logistici più importanti del Paese. "Fondi è un punto nevralgico per la distribuzione ortofrutticola italiana", sottolinea Forcina. "Quando si ferma, si blocca una parte importante dei flussi commerciali tra Sud e Nord. Lo sciopero è durato meno di diciotto ore, ma le conseguenze si sono fatte sentire per diversi giorni".
Secondo il presidente dei Giovani Fedagro, il disagio maggiore non è derivato tanto dalla chiusura del mercato quanto dalle ripercussioni sui trasporti. "Per cinque o sei giorni la merce proveniente da Sicilia e Puglia è arrivata con grandi difficoltà. Chi lavora con l'estero ha sofferto particolarmente. Personalmente ho perso una settimana di vendite verso Francia, Germania e Benelux. I clienti, naturalmente, non hanno smesso di acquistare: si sono semplicemente rivolti ad altri fornitori, soprattutto spagnoli e olandesi".
Forcina sulla protesta dice: "Le ragioni dei trasportatori sono comprensibili, perché condividono molte delle difficoltà che affrontano produttori e commercianti. Tuttavia sarebbe stato più efficace coordinarsi preventivamente con le associazioni di categoria. Se si decide di fermarsi, bisogna consentire a tutta la filiera di organizzarsi per limitare i danni alle produzioni agricole e al commercio".
Gli effetti dello sciopero si sono riflessi sulla disponibilità di prodotto. "Fondamentalmente sono mancati i prodotti provenienti da Sicilia e Puglia", osserva Forcina. "E non stiamo parlando di volumi marginali. In questo periodo rappresentano una componente essenziale dell'offerta nazionale. Per chi opera a livello nazionale restare fermi nei giorni cruciali ha avuto un impatto significativo sulle vendite".
Pak choi, cresce la domanda e bene il prodotto di Fondi
Tra le note positive emerge il pak choi, una delle referenze che negli ultimi anni ha conquistato spazio anche nei supermercati italiani. "Da circa un mese stiamo valorizzando soprattutto il prodotto locale di Fondi", afferma Forcina. "Lo sciopero ha rallentato temporaneamente il flusso verso il mercato francese di Rungis, il più grande mercato all'ingrosso di prodotti alimentari freschi al mondo, ma la richiesta continua a essere buona. In generale vediamo una crescita costante del consumo: il prodotto è ormai conosciuto dal pubblico e compare sempre più frequentemente sugli scaffali della grande distribuzione".
Carote, stagione difficile ma prospettive incoraggianti
Situazione complessa anche per le carote abruzzesi, ormai in fase conclusiva. "È stata una stagione difficile", spiega Forcina. "Le forti piogge alternate a lunghi periodi di siccità hanno provocato numerosi problemi qualitativi. Molte carote arrivavano spaccate o con alterazioni superficiali e questo ci ha costretto a effettuare una tripla selezione, con costi aggiuntivi sia in termini di tempo sia di manodopera". Nonostante le difficoltà, i prezzi hanno mantenuto livelli soddisfacenti, attestandosi tra 0,90 euro e 1 euro. Ora l'attenzione è già rivolta alle nuove produzioni dell'area di Fiumicino e Maccarese.
"Le aspettative sono buone", conclude il presidente nazionale dei Giovani Fedagro. "Le nuove coltivazioni del Centro Lazio promettono qualità elevata e dovrebbero garantire continuità di approvvigionamento fino alla primavera. Ci auguriamo che le premesse vengano confermate".
Anche a Padova ritorno nella norma, uva da 2,5o a 3,50 per la senza semi
Dopo alcuni giorni di tensione logistica legati al blocco dei tir, il mercato ortofrutticolo di Padova sta tornando alla normalità. Le forniture di frutta e verdura sono quasi regolari e gli operatori guardano con attenzione al passaggio di stagione, segnato dall’arrivo degli agrumi italiani.
"Da ieri a oggi è tutto nella norma. Le linee di approvvigionamento sono tornate regolari sia per la verdura sia per la frutta", spiega Roberto Boscolo del mercato ortofrutticolo di Padova. Dopo le difficoltà legate ai trasporti, dunque, non si registrano grossi problemi di disponibilità della merce.
Sul fronte della frutta la domanda resta discreta. "L’uva è in calo, i consumatori stanno aspettandoa l’arrivo delle arance e delle clementine", osserva Boscolo. Per quanto riguarda le varietà e le quotazioni: "Le varietà migliori, con i semi, si mantengono su quotazioni di circa 2,50 euro il chilo. Per le seedless si raggiungono invece i 3,50 euro. Rimangono sul mercato quantitativi limitati di Black Pearl, con prezzi intorno a 2,30 euro il chilo, fine corsa per la Pizzutella".
Un confronto con il Caat, il mercato di Torino. Le migliori performance si registrano per l'uva bianca senza semi, che fa segnare una quotazione media di 3,30 euro il chilo, con punte fino a 3,50 euro. Su livelli analoghi si colloca anche l'uva rosata senza semi, che raggiunge una media di 3 euro. Più contenuti i prezzi delle varietà tradizionali. L'uva nera fragola viene scambiata mediamente a 2,70 euro al chilo, mentre la Michele Palieri, una delle principali varietà nere italiane, si ferma a 1,90 euro. Tra le referenze meno quotate figura la Red Globe, che registra una media di 1,40 euro il chilo.
Clementine devono prendere colore, quotazione da 2,50 euro per i calibri maggiori
Le clementine italiane sono già presenti, anche se in quantitativi limitati. La qualità è considerata buona, ma il prodotto deve ancora completare la colorazione tipica della piena maturazione. Le quotazioni si attestano tra 2,50 e 2,70 euro il chilo per i calibri più grandi, mentre le pezzature medie sono scambiate fra 2 e 2,30 euro. Le arance, invece, sono ancora quelle di importazione. Vediamo i prezzi del Caat di Torino. Le clementine Clemenruby di origine spagnola, registrano una quotazione media di 2,70 europer i calibri maggiori e di 2,40 euro per le pezzature intermedie. Sul fronte italiano, le clementine comuni mostrano quotazioni medie comprese tra 1,50 e 2,20 euro.
Per quanto riguarda le arance, le Navelina provenienti dal Sudafrica sono scambiate a una quotazione media di 1,25 euro , in attesa dell'ingresso più consistente della produzione mediterranea. Tra gli altri agrumi, i limoni Primo Fiore spagnoli si attestano su una media di 1,70 euro, mentre il Verdello italiano raggiunge i 2 euro il chilo. Nella fascia alta del mercato si conferma invece lo Sfusato della Costiera Amalfitana Igp, che viene trattato mediamente a 3,40 euro il chilo.
Completano il quadro i satsuma Miyakawa italiani, con quotazioni medie comprese tra 1 e 1,20 euro, e i pompelmi a 1,30 euro per i rosati sudafricani. Infine a 2,10 euro i pomeli di origine cinese.
Castagne: pezzatura piccola
Particolarmente complessa la situazione delle castagne. "La campagna è caratterizzata da una generale carenza di pezzature grandi, elemento che sta influenzando le quotazioni. Le castagne di calibro superiore vengono trattate fra 5 e 6 euro al chilo, mentre le pezzature medie si collocano intorno a 4-4,50 euro. La domanda è presente, ma l’offerta non riesce a soddisfare completamente le richieste del mercato".
I fichi d’India? "La domanda c’è, ma serve più merce", sottolinea Boscolo. "Le quotazioni della varietà più apprezzata si mantengono intorno a 3,50 euro il chilo". Il prodotto viene apprezzato.
Stabili le mele
Tra le altre referenze, il mercato delle mele appare stabile, con poche variazioni di rilievo e quotazioni che tendono ad allinearsi ai livelli delle scorse settimane. Nel complesso il mercato padovano conferma un quadro di sostanziale equilibrio dopo le incertezze provocate dalle difficoltà nei trasporti. L’attenzione degli operatori è ora rivolta soprattutto all’avvio della campagna agrumicola italiana, che dovrebbe riportare dinamismo nei consumi e nelle contrattazioni delle prossime settimane.