Ingrosso

07 luglio 2026

Dai mercati: ortaggi bassi, ok frutta, listino esotico

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Si vende, ma poteva andare meglio nei mercati all’ingrosso italiani. La frutta estiva mantiene quotazioni solide: il consumo, pur non eccessivo, c’è anche se si è spostato in parte nelle località costiere, dove la domanda cresce con l’avvio della stagione turistica. Sul fronte degli ortaggi si ripete la consueta dinamica estiva: alla presenza strutturale di Sicilia e Lazio si sovrappongono produzioni provenienti da quasi tutte le regioni, con un’offerta ampia che tende a livellare i prezzi verso il basso. 

Questa settimana arrivano le indicazioni dal mercato di Trieste, grazie all’operatore Massimo Vitale, che racconta andamento, quotazioni e umori della piazza. Dal mercato di Milano, invece, Giorgio Donnarumma, import manager di Nuovafrutta Srl, apre uno spaccato sul mondo dell’esotico, la sua specialità, offrendo una lettura aggiornata su disponibilità, qualità e movimenti di prezzo di un comparto che continua a evolversi rapidamente.

A Trieste vendite lente 

Il mercato ortofrutticolo di Trieste attraversa una fase di vendite contenute e quantità ridotte. A raccontarlo è Massimo Vitale, grossista del sito triestino e presidente di Fedagro Confcommercio Trieste, che offre una fotografia chiara delle dinamiche attuali: si vende un po’ di tutto, ma i volumi sono minimi su tutte le categorie.

Le quotazioni di meloni e angurie

“Negli ultimi giorni si era registrato un momento di relativa vivacità grazie ai meloni e alle angurie, con quotazioni interessanti. I meloni di prima qualità hanno oscillato tra 1,50 e 1,80 euro, mentre il liscio ha raggiunto anche i 2,50 euro. Le angurie mostrano merce disponibile tra 0,70 e 0,80 euro, fino a 1 euro per i prodotti extra provenienti da Mantova”.

Pesche e nettarine lente: da 1,50 a 2 euro in media 

Sul fronte delle drupacee, pesche e nettarine “si vendono, ma con lentezza e sempre in quantità limitate. Le quotazioni si muovono attorno a 1,50–2 euro, senza particolari slanci. 

Uva con i semi intorno ai 2,50, la senza semi da 4 fino a 7 euro 

L’uva siciliana Vittoria o Black Magic si colloca intorno ai 2,50 euro, mentre la senza semi presenta "un mercato molto più frammentato, con partite che vanno dai 4–5 euro fino ai 6–7 euro, a seconda della qualità".

Ortaggi scontano l’offerta abbondante: zucchine sui 50 cent 

Il comparto degli ortaggi mostra segnali di debolezza. “Le zucchine sono a terra  - come sottolinea Vitale - con prezzi bassi, tra 0,50 e 0,80 euro, e vendite limitate. Il pomodoro, che fino a poco tempo fa si muoveva bene, ha rallentato sensibilmente: il grappolo oscilla tra 1 e 1,50 euro, con punte a 1,60 per la merce migliore, mentre il prodotto medio scende facilmente a 1 euro. Il Ciliegino si colloca attorno a 1,50 euro, con un mercato che procede senza particolare slancio”.

Ciliegie concorrenza spagnola, prodotto di Vignola e Trentino anche sugli  8 euro il chilo

E' tutto una questione di calibro per le ciliegie. Il 26/28 a seconda della qualità oscilla dai 2  e fino ai 4 euro il chilo, si nota in tutti i mercati la presenza spagnola. Con il 28/30  siamo in media sui 4 euro il chilo - dai 3,50 ai 4,50 - con la costante presenza spagnola spesso con quotazioni simili all'origine  Italiana. Con il prodotto di Vignola si sale a 5/6 euro il chilo con punte di 7/8 al mercato di Milano. Nel calibro 30/32 il prodotto Trentino di qualità  può arrivare ai 7,50 euro il chilo, minore quotazione per il prodotto spagnolo. 

Il listino esotico con  Nuovafrutta  di Milano

Nel pieno della stagione estiva, il comparto della frutta esotica si muove con dinamiche particolari, tra prodotti sempreverdi e mercati che rallentano. A raccontarlo è Giorgio Donnarumma, import manager di Nuovafrutta Srl, che ogni giorno gestisce arrivi, selezioni e quotazioni di avocado, mango, passion fruit, ananas e tante altre referenze esotiche. Una fotografia precisa di ciò che oggi domina – o fatica – nel mondo dell’esotico.

Il protagonista indiscusso rimane l’avocado, ma con un mercato che va letto in modo distinto. Donnarumma separa nettamente il segmento Hass da quello delle pelle verde. “L’avocado Hass si divide a sua volta tra prodotto venduto verde e prodotto pronto al consum (Ready To Eat). È quest’ultimo a rappresentare la fascia premium: una cassa da quattro chili, con 14–18 pezzi selezionati, oggi vale tra 18 e 20 euro, destinata soprattutto ai fruttivendoli che cercano merce già maturata”.


L’ Hass verde, invece,  si colloca tra 11 e 12 euro, lasciando al cliente la gestione della maturazione. Le varietà a pelle verde – Pinkerton, Ettinger, Fuerte, Zutano – si muovono attorno ai 10 euro a collo. Per gli ordini importanti, come bancali interi, le quotazioni scendono.

Il mango che viaggia via nave o che attera in Italia in via aerea 

Il mango mostra una netta differenza tra via aerea e via mare. Il Kent via aerea, lavorato in casse da 5,5 kg, si colloca sui 45 euro, mentre il prodotto via mare dal Brasile – Tommy Atkins   o Palmer – oscilla tra 7,30 e 8 euro per collo da quattro chili.


Le variazioni dipendono dai diversi calibri. Una gestione complessa, perché nei container arrivano calibri misti e l’importatore deve valorizzare ciò che il mercato richiede.

Il frutto della passione dalla Colombia o quello più raffinato dal Vietnam

“Il frutto della passione vive un momento di forte oscillazione. La Colombia, fino a pochi giorni fa molto costosa, ha visto un calo netto: una cassa da due chili via mare scende da 20 a 15 euro, pari a circa 7,50 euro il chilo”.


Parallelamente, Nuovafrutta importa “anche il passion fruit via aerea dal Vietnam, un prodotto di qualità superiore, dal sapore più ricco e dalla lavorazione impeccabile, venduto a 22 euro. Due mercati diversi: il colombiano è meno aromatico; il vietnamita è scelto da chi cerca l’eccellenza”.

L'ananas pronta da mangiare arriva ai 4 euro

L’ananas è invece “un articolo più complesso, perché cambia radicalmente a seconda del tipo di lavorazione. L’ananas standard via mare si colloca tra 11 e 12 euro a cassa. Il prodotto prematurato, pronto al consumo, sale a 16–17 euro, mentre il via aerea – come il prodotto del Costa Rica – raggiunge 3,30–4 euro il chilo. Qui la differenza non è tanto nella qualità, quanto nel processo: il prematurato viene lavorato prima della partenza, con celle dedicate che avviano la maturazione, così da garantire un prodotto pronto all’uso”.


Nonostante la varietà dell’offerta, Donnarumma conferma che il comparto esotico, in questo periodo, non vive un picco particolare. “L’estate è dominata da meloni, angurie e pesche, l’unico vero “sempreverde” rimane l’avocado".  che mantiene una domanda costante tutto l’anno”. 

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