Niente da fare, pur con leggere variazioni al ribasso i pomodori restano costosi. Pensiamo al Grappolo, l'unico a non scendere, che quota abbondantemente sopra i 3 euro. "Non l'ho mai visto a questi prezzi", racconta a myfruit.it l'imprenditore Luigi Gallerani di Befer Fruit con box al Caab, il mercato ortofrutticolo di Bologna.
In discesa le fragole che dopo quotazioni sostenute hanno ingranato marce più corte. Ma c'è un dato chiaro: la Basilicata fa prezzi doppi e almeno a Bologna il prodotto spagnolo è quasi sparito. Al mercato del capoluogo emiliano abbiamo intervistato Duccio Caccioni, il direttore di mercato, Luigi Gallerani e due collaboratori della ditta Cenerini: Giancarlo Venturi e Alberto Gallo.
L'incidenza della crisi energetica e del clima
Duccio Caccioni, direttore di mercato al Caab – Centro Agroalimentare di Bologna, analizza le dinamiche di mercato di queste settimane: "Il caro carburante si riverbera inevitabilmente sulla distribuzione. Ci sono prodotti che hanno registrato aumenti significativi, non solo per i costi energetici ma anche per la congiuntura stagionale. Altri invece sono rimasti stabili, come insalate e patate".
Duccio Caccioni
Caccioni sottolinea un dato che fotografa bene il peso dei costi energetici nella filiera: "Per ogni caloria che arriva sulla nostra tavola, dieci vengono spese lungo il percorso produttivo e distributivo. Solo tre nella fase di coltivazione; le altre sette sono assorbite dalle operazioni di post‑raccolta, confezionamento e distribuzione. Questo ci dice quanto l’energia incida oggi sul costo finale del prodotto".
Le fragole spagnole a Bologna sono praticamente sparite, vincono l'Italia e la Basilicata
Luigi Gallerani, titolare di Befer Fruit lavora con la figlia Elide (ingegnere gestionale) e il genero Hanry che portano alla quarta generazione la tradizione di famiglia, descrive un periodo di transizione tra prodotti invernali e primaverili, quest’anno più lungo del previsto: "La stagione non ci aiuta. Il passaggio tra articoli invernali e primaverili‑estivi si sta allungando e questo rallenta un po’ tutto lo scambio".
In questo scenario, l’unico frutto davvero nuovo e in volume sono le fragole, ormai presenti tutto l’anno ma che in questo periodo prendono peso e diventano il prodotto di punta. "Sul mercato di Bologna, che è un mercato di qualità, la fragola spagnola è praticamente scomparsa. La Basilicata domina con varietà come Matera, Rossetta e Candonga, tutte molto apprezzate dai clienti".
Luigi Gallerani al centro con la figlia Elide e il genero Hanry
La qualità è riconosciuta: "Ogni cliente ha la sua preferenza, chi per un fornitore, chi per una varietà. Ma la Basilicata, per Bologna, domina al 99%". La Spagna, invece, arretra: "Anche nella grande distribuzione si vede meno. È giusto così: il consumatore deve imparare a comprare meno ma meglio. Si spreca meno e si mangia bene".
Asparagi: produzione in aumento
Tra i prodotti di stagione, gli asparagi stanno vivendo la prima vera settimana di produzione significativa: "Fino a pochi giorni fa arrivavano solo piccole quantità, carissime. Ora la produzione è partita e i prezzi si sono quasi dimezzati". A parte la pioggia iniziata ieri.
"Le origini sono varie: Sicilia, Sardegna e già qualcosa di Bologna‑Modena, con quotazioni che vanno dai 6–7 euro per la merce più grossa del Nord ai 4–5 euro per il prodotto del Sud. Piccole quantità di asparagina selvatica sarda arrivano sporadicamente, vendute a circa 30 euro il chilo, un articolo da ristorazione più che da mercato".
Pomodori: prezzi ancora altissimi, mai così alti negli ultimi anni
Il tema caldo resta quello dei pomodori, con il grappolo – il più comune – ancora su livelli eccezionalmente alti: "Siamo tra 3,50 e 3,70 euro, e anche se sta iniziando una lieve discesa, ci vorrà almeno una settimana perché la nuova produzione riporti equilibrio". Gallerani non ricorda un altro anno simile: "ll grappolo a 4 euro è qualcosa che non avevo mai visto. Abbiamo toccato punte di 4,50–4,80 euro, e anche ciliegino e datterino sono arrivati a 8 euro. Prezzi fuori dalla norma".
Zucchine a prezzi stabili, agrumi cambio di origine
Le zucchine sorprendono per la loro regolarità: "La Sicilia vende a 1–1,10 euro, e non sono mai schizzate come altri articoli. Non me lo spiego del tutto, perché di solito sono le prime a salire". La zucchina di Bologna, invece, al dettaglio può arrivare anche a 3,50 euro. I peperoni stanno scendendo dopo settimane di prezzi alti: «L’Olanda sta iniziando, la Spagna sta finendo, l’Italia c’è ancora. I prezzi torneranno presto a regime».
Sul fronte agrumi, la stagione del Tarocco è ormai conclusa: "Questa settimana finisce tutto. Si andrà avanti con Spagna, Egitto e poi oltremare".
Pomodori in calo, ma Grappolo sempre sopra i 3,50 euro
Alberto Gallo, della ditta Cenerini, spiega a myfruit.it come ci sia una leggera riduzione dei prezzi dei pomodori, ma resta alto il prezzo del pomodoro a Grappolo.

"Parliamo di Olanda e Spagna, dove i prezzi si attestano tra 3,50 e 3,70 euro il chilo. In Italia la forbice è molto più ampia: si va dai 2–2,50 euro per la merce più piccola fino ai 3,70 euro per quella extra. Dipende dalla pezzatura, dalla qualità e da molti altri fattori: è complicato fare una quotazione unica". Ma è chiaro che il prodotto costa.
Datterini e ciliegini: prezzi in calo dopo Pasqua
Durante le festività i datterini avevano toccato punte tra 6,50 e 7,50 euro, ma "oggi oscillano tra 5,30 e 6,30 euro, con alcune chicche particolarmente dolci che arrivano fino a 8,50–9 euro. Il Piccadilly tiene il prezzo perché c’è pochissimo prodotto – spiega Gallo – siamo tra 4 e 5,50 euro. Anche il ciliegino resta alto, tra 5,50 e 6,30 euro, perché le piogge in Sicilia hanno danneggiato molto la produzione".
Melanzane e peperoni in discesa
Diversa la situazione per le melanzane e le altre solanacee, che registrano un calo grazie all’aumento della produzione: "Siamo tra 1,50 e 1,70 euro per la merce di qualità, mentre quella in cassa o doppietto scende anche a 1–1,20 euro. I peperoni, dopo settimane di prezzi molto alti, tornano su livelli più normali, attorno ai 3 euro.
Fragole in calo
Giancarlo Venturi, collega di Gallo da Cenerini, fotografa una situazione in cui il clima continua a dettare legge. "In questo periodo stanno andando soprattutto le verdure – spiega Venturi – perché mancano. Il maltempo ha creato problemi importanti in produzione: zucchine bianche, broccoletti, cavolfiori, finocchi. Articoli che hanno registrato prezzi sostenuti proprio per la scarsità di prodotto.
Giancarlo Venturi della ditta Cenerini
Le fragole? Abbiamo vissuto settimane con prezzi elevatissimi, sempre per problemi climatici. Poi siamo entrati in sovrapproduzione e il mercato è sceso. Oggi le padelle da due chili oscillano dai 5 euro per la merce più debole ai 10 euro per quella migliore, equivalenti a un range tra 2,50 e 5 euro il chilo. Le varietà a peso mostrano differenze nette: la Matera, considerata la migliore, si colloca tra 5 e 5,50 euro il chilo, mentre la Candonga extra si attesta intorno ai 4 mentre il prodotto da prezzo che scende fino a 2,50–3 euro". Tutta merce italiana? "Noi non trattiamo estero – precisa Venturi – perché il mercato qui vuole prodotto italiano, e lo vuole giustamente perché migliore".
Carciofi in rallentamento dopo mesi di consumi alti
Il segmento dei carciofi mostra segnali di stanchezza: "È tutto l’inverno che la gente mangia carciofi, e ora la vendita è rallentata. La Sardegna non ha più prodotto di livello e si ferma tra 30 e 40 centesimi a pezzo, mentre la Toscana, con il Morello toscano, arriva a 70–80 centesimi".
Asparagi: prezzi sensibili al clima
Gli asparagi restano uno dei prodotti più volatili: "Basta un colpo di freddo e il prezzo sale di due o tre euro il chilo. Eravamo scesi a 4–5 euro, ora siamo tornati a 6–6,50 euro perché la produzione si è rallentata".
Zucchine, peperoni e kiwi: tra stabilità e selezione
Le zucchine vivono una fase di equilibrio: "Ci sono molte zone in produzione e il mercato è stabile: 1,30–1,50 euro per un buon prodotto, fino a 2 euro per le padelle più selezionate. La zucchina bianca invece scarseggia e si muove tra 2 e 3 euro".
I peperoni restano su livelli sostenuti, tra 2,80 e 3,30 euro, con prevalenza di prodotto siciliano e campano. Infine, Venturi segnala i kiwi: "Lavoriamo soprattutto prodotto molto selezionato, che vale intorno ai 3,50 euro il chilo. È un calibro grosso, molto richiesto".