Il caldo rallenta l’avvio della raccolta delle castagne nella Granda: nonostante il buon carico di frutti sulle piante di varietà ibride, le temperature elevate ne frenano la caduta e i quantitativi raccolti restano contenuti. Secondo i primi riscontri di Coldiretti Cuneo, la qualità del prodotto è buona, mentre per le varietà tradizionali eventuali piogge in questo periodo potrebbero favorire lo sviluppo dei frutti, condizionato dal caldo e dalla siccità.
La partenza della raccolta è in linea con gli scorsi anni per le varietà ibride. Gli interventi irrigui hanno favorito una buona pezzatura degli ibridi e il prodotto finora raccolto risulta sano. Un abbassamento delle temperature potrebbe favorire la caduta dei frutti e consentire di intensificare le operazioni.
Sul fronte commerciale, l’attenzione è rivolta all’evoluzione dei prezzi, con l’auspicio che la stagione assicuri un’adeguata remunerazione alle aziende, riconoscendo la qualità del prodotto e il lavoro dei castanicoltori. Più incerto il quadro per le varietà tradizionali.
La buona fioritura aveva creato le condizioni per un’annata produttiva favorevole, ma l’assenza di piogge e il caldo hanno condizionato lo sviluppo dei frutti. Le precipitazioni nelle prossime settimane saranno determinanti per la pezzatura, potrebbero favorire lo sviluppo dei frutti, mentre è ancora presto per formulare stime attendibili sui volumi.
“La qualità dei primi frutti raccolti è incoraggiante, ma occorre seguire con attenzione l’evoluzione della stagione. È fondamentale che questo avvio trovi riscontro anche sul mercato, con prezzi capaci di valorizzare le castagne cuneesi e riconoscere l’impegno delle aziende nella cura dei castagneti e nella raccolta”, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.
Nella Granda sono oltre 4.200 gli ettari di castagneto da frutto coltivati da più di 2.400 aziende, per una produzione media di 40.000 quintali. Numeri che fanno del Cuneese la quarta provincia italiana per superficie dedicata alla coltivazione del castagno. Un comparto che ogni anno è protagonista anche di numerosi eventi e sagre su tutto il territorio.
“La castanicoltura rappresenta una risorsa economica importante per le nostre aree collinari e montane. Le aziende mantengono produttivi i castagneti e contribuiscono alla cura del territorio. Gli appuntamenti autunnali sono un’occasione per far conoscere ai consumatori le castagne cuneesi, valorizzandone la provenienza e il legame con le comunità locali”, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.
Fonte: Coldiretti Cuneo