Salute e benessere

08 maggio 2026

Broccoli elisir di giovinezza, sono ricchi di spermidina

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L’evoluzione dei trend nel comparto ortofrutticolo possono passare, anche, attraverso la nutraceutica, intesa come studio di componenti naturali con valenza funzionale per l’organismo. 

In questo ambito, la spermidina si sta rivelando un asset strategico per la comunicazione del valore salutistico dei prodotti freschi: a quanto dicono gli ultimi studi, tra cui uno riportato da Nature Cell Biology, trattasi di un antiage naturale particolarmente efficace. 

Che cosa è la spermidina

Tecnicamente si tratta di una poliammina, un composto biologico presente in tutte le cellule umane che deve il suo nome alla scoperta originaria, avvenuta nel 1678, all'interno del seme maschile. 

La molecola è oggi al centro dell'interesse scientifico internazionale, supportato da ricerche pubblicate su Nature Cell Biology, per la sua capacità di agire come uno spazzino delle cellule attivando l'autofagia, il processo di pulizia interna con cui i tessuti eliminano i componenti danneggiati.

Non solo broccoli 

I broccoli e le verdure crucifere in genere sono tra i protagonisti di questa tendenza, con un apporto di 32,4 milligrammi di spermidina per chilogrammo. 

L'analisi dei dati evidenzia concentrazioni significative anche in altre referenze del banco ortofrutta: i peperoni verdi e gli agrumi, in particolare le arance, superano infatti i 90 milligrammi per chilogrammo, posizionandosi come prodotti ad altissimo valore funzionale. 

Anche il segmento dei funghi, con varietà come lo shitake o lo shimeji, mostra livelli di eccellenza che possono oltrepassare i 120 mg/kg. 

Il ruolo dei broccoli e delle crucifere rimane però centrale per una questione di volumi di consumo. 

I broccoli infatti spiccano perché rappresentano una portata principale o un contorno di massa, permettendo un'assunzione complessiva significativa in un singolo pasto. 

Lo stesso ragionamento si applica alle patate: pur avendo valori tra 15,8 e 39,9 mg/kg, la frequenza e le quantità con cui vengono consumate le rendono una fonte di spermidina fondamentale nel regime alimentare medio.

Quanto ai legumi, sono i piselli verdi ad avere la maggiore concentrazione di spermidina  con oltre 50 mg/kg, seguono lenticchie e ceci.

La ricchezza di questa sostanza si estende comunque a tutto il segmento ortofrutticolo, includendo le pere e i frutti tropicali come il mango, l'ananas e il frutto della passione. 

Sebbene le fonti vegetali più concentrate in assoluto rimangano il germe di grano e la soia, la presenza capillare della spermidina nelle referenze ortofrutticole, conferma il ruolo centrale di frutta e verdura fresche nella protezione cellulare. 

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