Con l’arrivo dei primi cali termici stagionali e una domanda complessivamente più prudente, i mercati all'ingrosso ortofrutticoli registrano una diffusa tendenza al ribasso. Le colture tipiche di questa stagione hanno ormai ingranato la marcia, riversando sui banchi volumi più abbondanti che premiano la qualità e alleggeriscono il costo del carrello. Questo è quanto emerge questa da La Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No Profit.
Sui banchi le clementine calabresi
Sul fronte della frutta, l'abbassamento delle temperature rappresenta il fattore chiave per favorire gli agrumi. Il mercato delle clementine vive un momento di grande dinamismo anche grazie all'arrivo dei primi prodotti calabresi, di alta qualità, quotati intorno ai 2,50 euro il chilo per i calibri maggiori, affiancati dal prodotto comune tra 1,90 e 2 euro (-10,1% in una settimana).
Ottima l'accessibilità dei cachi italiani, che spaziano da 1,50 euro per i calibri piccoli a 2,20 per le pezzature grandi. Inoltre, l'offerta delle mele è al completo: la Royal Gala si conferma la varietà più economica a 1,20 euro per la varietà di pianura e 1,50 per quella di montagna mentre, tra le novità, la Scilate si posiziona sui 2,10-2,20 euro e la Kissabel si stabilizza progressivamente verso i 3,30 euro grazie al procedere della raccolta. Con il freddo, aumenta anche la richiesta delle castagne. I listini all’ingrosso mostrano leggeri cedimenti assestandosi a 3 euro per i frutti piccoli, 3,80 euro per i medi e 4,30 euro per i grandi.
Si incammina verso la fine la campagna dell'uva da tavola: esaurita la nera Palieri, restano disponibili l'Uva Italia tra 1,80 e 2 euro, la Pizzutello sui 2,20-2,30 euro e la varietà senza semi a circa 3 euro.
Ortaggi in calo
Nel reparto ortaggi si assiste a una vera e propria svolta di convenienza. Il passaggio del testimone produttivo dalle zone interne abruzzesi del Fucino a quelle meridionali di Campania e Puglia ha fatto crollare il prezzo all’ingrosso dei finocchi a una media di 1,30 euro. Movimento analogo per il radicchio, dove l’avvio a pieno ritmo dei raccolti veneti riporta i prezzi in calo del 10,6%, con il tondo rosso a 2,50 euro, anche a 1,50 euro/kg nelle aree di coltivazione e il lungo precoce intorno ai 3,00 euro, dopo i massimi estivi registrati oltre i 4 euro.
Si normalizza anche il prezzo all’ingrosso dei fagiolini, che archiviano il blocco produttivo estivo e scendono del 2,6% in una settimana, arrivando a 2 euro per il raccolto a macchina e sotto i 4 euro per quello a mano. Completano il quadro le lattughe, in calo dell’8,9% rispetto alla scorsa settimana, assestandosi tra 1 e 1,30 euro a seconda della varietà.
Inoltre, si segnala l'ingresso in piena stagione del cavolo nero a 1,80 euro e il calo fisiologico post-Halloween per le zucche, con Moscata di Provenza a 0,60 euro il chilo, Lunga Violina e Butternut a 0,80 euro/kg e la Delica a 1,30 euro.
Fonte: Bmti, Italmercati