Dalla terra alla tavola: filiere biologiche e innovazione agroecologica: un percorso articolato in sette presentazioni per fare il punto, a 360 gradi, sul settore.
Ricco il parterre degli intervenuti nella Healthy Food Arena: Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto dell'Appennino Bolognese; l'agronomo Fabrizio Piva; il dottor Giovanni Dinelli (Distal, Università di Bologna); Stefano Benvenuti (Distal, Università di Bologna); Maurizio Vurro, Ispa – Cnr di Bari; Pietro Rocculi (Ciri Agroalimentare, Università di Bologna) e Alessandra Bordoni (Ciri Agroalimentare, Università di Bologna).
I dati
Riguardo ai numeri del settore è stato ricordato come il biologico in Italia nel 2024 ha potuto contare su 2 milioni e mezzo di ettari e un fatturato di 10,7 miliardi di euro, di cui 3,7 da esportazione. Le presentazioni hanno affrontato il ruolo dell'innovazione agroecologica nello sviluppo di filiere resilienti e sostenibili, considerando anche le ricadute in termini di valore nutrizionale, sicurezza alimentare, benessere dei consumatori e ricostruzione di comunità.
Cresce la domanda di alimenti salubri e appare ormai assodato come la salute dipenda da ciò che noi mangiamo. “Non esiste – ha spiegato Bordoni - qualità alimentare senza qualità agronomica, il biologico è importante per la nostra salute e quella globale e la prima vera innovazione è migliorare la produzione”. Secondo Dinelli, andrebbe ripensato il modello agricolo, “passando da un “agroegosistema” a un “agroecosistema”. Sul ruolo dell'agroecologia come elemento di ricostruzione di comunità, soprattutto in zone collinari e montane, si è soffermato Cavazzoni.
Nella relazione del professor Rocculi, intitolata Tecnologie di processo mild: quando l'innovazione rispetta la qualità nutrizionale e sensoriale delle materie prime biologiche, si è sottolineato come sia necessario superare il paradigma "tradizionale" del biologico e come l'innovazione sia essenziale per preservarne e valorizzarne la qualità.
Le tecnologie non termiche possono essere una leva strategica - soluzioni come Hpp (alte pressioni di pastorizzazione), Pef (trattamento con campi elettrici pulsati) e plasma freddo hanno potenziali elevati nel permettere di garantire maggior sicurezza e shelf-life. Maggiore qualità, sostenibilità, riduzione degli sprechi ed efficienza produttiva richiedono un'evoluzione tecnologica dei processi.
“L'innovazione - ha concluso Rocculi - può essere utilizzata per creare nuovi prodotti ad alto valore, dove le tecnologie emergenti abilitano lo sviluppo di alimenti funzionali, minimamente processati e più competitivi sul mercato”.
Fonte: Macfrut