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14 maggio 2026

Arance egiziane contestate anche dai produttori spagnoli

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Oggi nei mercati all'ingrosso non mancano le arance egiziane - varietà Valencia Late - che sono concorrenziali rispetto a quelle italiane con valori anche dimezzati: a Bologna si fermano a 0,80/1 euro il chilo mentre il prodotto nazionale arriva a 1,60. Forbice simile a Verona, Padova, Verona e altri centri agroalimentari. Il legittimo gioco della concorrenza, ma a volte si gioca sporco. Ricordiamo le arance egiziane spacciate per siciliane e sequestrate al mercato di Palermo

La criticità più forte però è sulla presenza di residui di pesticidi. Fenomeno denunciato recentemente dal Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp e che ora arriva con forza dalla Spagna. Paese che pur avendo una forte produzione nazionale soffre la concorrenza egiziana. L'associazione di categoria spagnola La Uniò nel suo sito va all'attacco armata di dati. 

Ad aprile 2026 si registra aumento del 166% dei lotti contaminati

"L'Università di Lauradora riporta che, secondo il sistema europeo di allerta alimentare Rasff, lo scorso aprile sono stati respinti 8 lotti di agrumi provenienti dall'Egitto a causa della presenza di sostanze attive non autorizzate nell'Unione europea o superiori ai limiti massimi di residui consentiti, un aumento del 166% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, quando ne erano stati intercettati complessivamente tre".

Quest'anno al secondo posto per import in Ue, con i mandarini balzo del 188%

All'aumento delle intercettazioni dei lotti contaminati  coincide, statisticamente comprensibile, crescono le importazioni egiziane nell'Unione Europea. Per quanto riguarda le arance, con i dati aggiornati a marzo, l'Egitto è salito al secondo posto, con più  5,9% al di sopra della media (+8.630 tonnellate) e guadagnando 1 punto percentuale di quota di mercato. Il dato interessante è anche quello dei mandarini con una crescita del 188% (+38.120 tonnellate). Un vero e proprio boom. 

La reazione spagnola: aumenti del 50% dei controlli

La Uniò chiedo un intervento alle istituzioni:  aumentare al 50% i controlli di identità e fisici su frutta e verdura provenienti da paesi con il maggior numero di sequestri, come l'Egitto. Per garantirne l'efficacia, chiede che tali misure vengano estese per un anno intero. Qualora, durante un qualsiasi mese di questo periodo, si riscontrasse un aumento del 5% delle segnalazioni relative a un qualsiasi prodotto, l'organizzazione propone di bloccare le importazioni da questi paesi e da prodotti agricoli contenenti residui di pesticidi non autorizzati nell'Ue o superiori ai limiti massimi di residui stabiliti.

Concorrenza che fa crollare i prezzi

Una misura molto forte, ma non finisce qui perché l'organizzazione dei produttori chiede inoltre un aggiornamento del sistema dei prezzi di ingresso: "perché i prezzi bassi a cui gli agrumi egiziani entrano nell'Unione Europea stanno chiaramente distorcendo il mercato. Ad esempio, i prezzi delle nostre arance Valencia Late sono crollati del 50% negli ultimi giorni, il che significa che le importazioni egiziane stanno danneggiando la nostra frutta". Questo il dato che mette in crisi gli spagnoli, per la verità avvezzi alla strategia del prezzo basso. 

Critiche per la riduzione dei controlli 

L'associazione critica la riduzione dei controlli. "Illogicamente, visti i dati disponibili, va notato che il comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi ha concordato di ridurre i controlli ufficiali sugli agrumi provenienti dall'Egitto. Di conseguenza, la frequenza dei controlli sulle arance egiziane è stata ridotta dal 20% al 10%. La Commissione europea giustifica tale decisione affermando che le arance provenienti dall'Egitto sono state soggette a un livello di controlli più elevato a partire da luglio 2022 a causa del rischio di residui di pesticidi, ma, dato che i controlli hanno mostrato un miglioramento della conformità, il livello del 20% non è più considerato giustificato e la frequenza deve essere ridotta al 10%".

Carles Peris, segretario generale dell'associazione denuncia che "questo nuovo aumento delle intercettazioni si verifica senza alcun meccanismo di reciprocità negli standard di produzione tra prodotti importati ed europei, senza l'adozione di clausole speculari e senza alcun impegno a ridurre le sostanze attive nei paesi terzi, come avviene nell'Unione Europea".

Peris contesta l'incoerenza delle decisioni dell'UE in materia. "Se certe sostanze o prodotti fitosanitari sono dannosi per i consumatori qui, lo saranno anche per coloro che vengono importati con i prodotti importati". Elementare Watson.   

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