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Packaging e Tecnologie

Reg. Imballaggi, Italia unico paese a votare contro

Il Consiglio Ue adotta la sua posizione, e per l’ortofrutta son dolori

Il Consiglio europeo ha approvato la sua posizione sul Regolamento Imballaggi, un passo fondamentale per avviare i negoziati con il Parlamento europeo verso la definitiva legislazione. Il testo, adottato a maggioranza qualificata, include modifiche proposte dalla presidenza spagnola dell’Ue. E  l’unico Paese a opporsi a tali modifiche è stata l’Italia. Unico voto contrario, con il ritorno del divieto di imballaggi in plastica per l’ortofrutta sotto il chilo e mezzo.

L’Italia ha votato contro la posizione negoziale, come ha dichiarato lo stesso ministro Gilberto Pichetto Fratin: “Siamo un Paese con il 56,5% di raccolta differenziata, mentre il resto d’Europa si attesta su una media del 48% – ha sottolienato – Siamo allineati alla posizione votata al Parlamento europeo e speriamo che questa prevalga nei negoziati al trilogo”.

In una breve nota ufficiale di Bruxelles sono state indicate le principali modifiche concordate dai ministri dell’ambiente rispetto al testo originario, un tentativo, si legge, di bilanciare il mantenimento della proposta iniziale con la concessione di una flessibilità sufficiente agli Stati membri nell’attuazione del regolamento.

Modifiche chiave introdotte dalla posizione del Consiglio

Di seguito le modifiche chiave introdotte dal Consiglio, a cominciare da quella che ci riguarda più da vicino: Restrizioni su alcuni formati di imballaggio. Sono state reintrodotte, infatti, le restrizioni su alcuni formati di imballaggio, compresi quelli in plastica monouso per frutta e verdura e per prodotti Horeca. Gli Stati membri potranno stabilire esenzioni in circostanze specifiche.

Campo di applicazione del Regolamento: il Consiglio ha mantenuto il campo di applicazione proposto dalla Commissione, che copre tutti gli imballaggi e tutti i rifiuti di imballaggio indipendentemente dal materiale e dall’origine.

Requisiti di sostenibilità e imballaggi riciclabili: il testo mantiene i requisiti di sostenibilità per gli imballaggi e introduce criteri più rigorosi per le sostanze presenti negli imballaggi. Gli imballaggi saranno considerati riciclabili solo se progettati per il riciclaggio dei materiali e se i rifiuti di imballaggio possono essere raccolti separatamente, differenziati e riciclati su larga scala entro il 2035.

Obiettivi di riduzione dei rifiuti di imballaggio: sono stati stabiliti obiettivi di riduzione dei rifiuti di imballaggio del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, basati sulle quantità del 2018.

Imballaggi riutilizzabili e obiettivi di riutilizzo: sono stati fissati obiettivi di riutilizzo e riempimento per il 2030 e il 2040. Gli imballaggi riutilizzabili devono avere un numero minimo di viaggi o rotazioni nel loro utilizzo, con specifiche per i diversi materiali.

Schemi di deposito cauzionale (Drs): gli Stati membri dovranno garantire la raccolta differenziata del 90% annuo delle bottiglie di plastica monouso e dei contenitori per bevande in metallo entro il 2029, attraverso sistemi di deposito cauzionale. Gli Stati membri con una raccolta differenziata superiore al 78% nel 2026 sono esenti dall’introdurre un Drs.

Il Consiglio ha anche fornito ulteriori chiarimenti sull’etichettatura degli imballaggi e ha mantenuto gli obblighi per operatori, produttori, importatori e distributori stabiliti dalla proposta della Commissione. La data di applicazione del regolamento è stata prorogata a 18 mesi dalla sua entrata in vigore.

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