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Tecnologie

Ilip, imballaggi per ortofrutta sempre più sostenibili

Nel 2018 ILIP (gruppo ILPA) ha ridotto del 10% la materia prima negli imballaggi. Sottoscritto un documento di linee guida sul riciclo

Riduzione del 10% di materia prima nella produzione di imballaggi per ortofrutta, pari ad un taglio di oltre 3mila tonnellate di PET, r-PET e PP. Nel 2018 ILIP, azienda del gruppo ILPA leader a livello europeo nel settore della trasformazione di materie plastiche, ha tagliato un nuovo traguardo nella sostenibilità ambientale e nel 2019 ha lanciato il progetto ILIP Eco-Design, con l’obiettivo di ridurre di un ulteriore 1% nei prossimi 3 anni la grammatura di specifiche linee di cestini: gli articoli del progettioEco-design e 100% r-PET Closed Loop sono identificabili da apposite targhette poste alla base dei cestini.

E per ribadire il proprio impegno, l’azienda ha elaborato il Sustainability Pledge, il documento contenente le azioni concrete a favore dell’ambiente che l’azienda ha messo in atto e gli obiettivi che si impegna a raggiungere in futuro. Un approccio olistico e oggettivo al tema, che passa per le “tre r”: ridurre, riciclare e risorse rinnovabili.

Nicola Ballinin direttore generale ILIP

“Vogliamo dare una risposta all’attenzione del mercato e dei consumatori su questo tema – spiega Nicola  Ballini direttore generale di ILIP –  siamo all’avanguardia nell’affrontare il problema dei limiti della materia prima fossile, con l’introduzione del ciclo chiuso del Pet riciclato e l’utilizzo di bioplastiche rinnovabili”.

Fin dal 2002 l’azienda utilizza bioplastiche per produrre stoviglie monouso, imballaggi foodservice e per ortofrutta certificati compostabili e conformi alla norma europea EN13432. Nel 2010, ILIP ha intrapreso il percorso di riduzione del peso medio degli imballaggi per ortofrutta e dal  2012 è inoltre membro di Save Food, l’iniziativa lanciata dalla F.A.O. e da Interpack-Messe Düsseldorf per affrontare il tema della riduzione dello spreco alimentare, in cui l’imballaggio gioca un ruolo fondamentale. Da allora è stato intrapreso un percorso di investigazione sulla relazione fra imballaggio e cibo confezionato, in partnership con centri di ricerca universitari, per migliorare le caratteristiche degli imballaggi e minimizzare il loro impatto ambientale, aumentando la shelf life degli alimenti confezionati. Il risultato principale è stato “Life+”, l’imballaggio attivo che prolunga la vita  a frutti come berries, fragole, pomodorini e uva.

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