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Torino: arance spagnole vendute come calabresi

Sequestrati 9 mila chili di agrumi a un grossista di Rivoli

INDAGINE DI GUARINIELLO, IL RESPONSABILE DELLA DITTA VIENE ACCUSATO DI FRODE IN COMMERCIO
Le arance «calabresi» erano spagnole

4/2/2003

Arance calabresi, prodotte a Pizzo, nella piana di Sibari. Così almeno recitava l´etichetta sulle cassette. In realtà, stando agli accertamenti effettuati dagli uomini del nucleo repressione frodi, gli agrumi arrivavano dalla Spagna. Quegli adesivi sulle confezioni non raccontavano la verità. E così è finito nei guai il responsabile legale della «Agrofrutta» una grossa società di importazione e commercio all´ingrosso di prodotti ortofrutticoli con sede a Rivoli. Il fascicolo è arrivato sul tavolo del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che ha subito iscritto nel registro degli indagati il responsabile della ditta. L´ipotesi di reato è frode in commercio, ma sarebbe stato contestato anche il falso per un documento di accompagnamento che non racconterebbe tutta la verità. Intanto sono stati sequestrati circa 9 mila chili, tra clementine e arance. Gli agrumi prodotti in Spagna costerebbero di meno e, soprattutto, arriverebbero a maturazione in anticipo rispetto ai prodotti calabresi. E quindi verrebbero venduti come primizie. I controlli sono stati effettuati dall´ufficio torinese dell´Ispettorato centrale repressione frodi, nell´ambito di una indagine a largo raggio sulle importazioni irregolari di alimenti che riguarda anche altre regioni del Nord. A metà gennaio gli ispettori del nucleo antifrode controllarono la ditta di Rivoli. Trovarono una bolla di accompagnamento in base alla quale la «Agrofrutta» aveva acquistato 20 mila chili di clementine (contenute in 3 mila cassette) da una ditta di Pizzo. Gli investigatori però non si sono accontentati e hanno voluto controllare la documentazione presso la società calabrese. E lì è venuto fuori che da Pizzo erano state inviate due partite, una di 4 mila chili e l´altra di 3 mila e ottocento chili, di arance alla società di Rivoli. Da dove erano arrivate le altre arance, quelle cassette che mancavano per arrivare ai 20 mila chili indicati nella bolla? Esaminando le cassette gli ispettori sono risaliti alla Spagna. Ma c´è dell´altro. Le arance sequestrate hanno quasi tutte ancora le foglie e una legge vieta in modo tassativo di importare agrumi con fogliame perchè rischiano di trasmettere un fitopatogeno sviluppato particolarmente in Spagna e pericoloso per le nostre culture. Il magistrato ha disposto anche un´analisi proprio sulle foglie e potrebbe contestare anche un altro reato, che riguarda in particolare la diffusione di malattie pericolose per l´agricoltura.

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