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Veronamercato nuovo consiglio

I grossisti aderenti a Cigra e Agover si chiamano fuori

Intanto i grossisti protestano

Veronamercato, all?inizio di gennaio il primo consiglio

Anche il sindaco tra i nuovi consiglieri in attesa dell?ingresso della Regione

Anno nuovo, consiglio di amministrazione nuovo per la Veronamercato, la società a maggioranza comunale che sta portando a compimento il nuovo mercato ortofrutticolo, non senza preoccupazioni di bilancio. Dopo le nomine del sindaco, il consiglio si riunirà per la prima volta dopo l?Epifania e in quella sede verrà rieletto alla presidenza l?imprenditore Carlo Nerozzi. Tra i primi punti all?ordine del giorno, l?aumento del capitale sociale per consentire l?ingresso tra i soci con 2,5 miliardi della finanziaria della Regione, Veneto sviluppo. Per tenere il posto al rappresentante della Regione, è entrata nel consiglio di amministrazione anche il sindaco Michela Sironi che completa così il nuovo organismo insieme con Giuseppe Baracchi, Maurizio Bertasini, Danila Bragantini, Chiara Castellani, Giuseppe Grigolini, Roberto Groppello, Saverio Guette, Carlo Nerozzi, Bruno Rossi.
Non entrano nel consiglio i rappresentanti degli operatori e dei grossisti che aderiscono a Cigra e Agover che da settimane sono su posizioni molto critiche. Dopo una prima lettera agli altri soci in occasione dell?assemblea il 28 novembre «caduta nell?indifferenza» ribadiscono con una nuova missiva a tutti i soci che intendono continuare «a tutelare le nostre aziende e il nostro lavoro da questa forma di privatizzazione che ci esclude totalmente da qualsiasi decisione».
I consigli di amministrazione di Cigra e Agover sostengono che «le decisioni che il cda di Veronamercato porta avanti rifiutandosi di prendere in considerazione i nostri suggerimenti, nati dall?esperienza e dalla nostra professionalità, provocheranno gravi danni alla nostra attività e al futuro del settore ortofrutticolo».
Parole dure, quelle dei grossisti: «La mancanza di programmazione, l?incapacità professionale e l?intolleranza che questo cda esprime nei nostri confronti ci fa pensare che l?interesse di chi amministra la nostra città non sia certo il futuro del mercato agroalimentare».
Cigra e Agover hanno prima fatto dimettere il loro rappresentante, Giomaro, e il passo successivo è che «non intendiamo nominare alcun rappresentante di categoria nel prossimo consiglio di amministrazione per evitare di esporlo a comportamenti personalizzati che la categoria intende assumere nella sua globalità, fintanto che non vedremo riconosciuto il nostro ruolo determinante rispetto alle attività operative del Mercato ortofrutticolo». Cigra e Agover infine riconfermano «la volontà di porre in vendita la nostra quota azionaria a quei soci che ancora riescono a credere in questa azienda».
Il nuovo consiglio di amministrazione quindi dovrà anche gestire il difficile rapporto venutosi a creare con gli operatori, visto che ci sono una settantina di preliminari già sottoscritti per il trasloco dalla vecchia Zai al nuovo mercato e che potrebbero non essere rispettati. Inoltre, il cda dovrà pagare il saldo dei lavori all?impresa Todini e discutere la fondatezza delle riserve presentate per circa 26 miliardi.

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