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Logistica e Trasporti

Noli in caduta libera (-66%), torna l’incubo blank sailing

Navi e merci bloccate nei porti per fare crescere il fabbisogno di stiva. Il tasso di tonnellaggio fermo è il più elevato degli ultimi 24 mesi

Lo scenario del trasporto marittimo è completamente mutato in meno di un anno. Se, infatti, nemmeno 12 mesi fa, le compagnie marittime erano disposte a far viaggiare qualsiasi scafo pur di aumentare il posto in stiva, oggi gli stessi spedizionieri fermano le navi e le merci nei porti, in altre parole fanno blank sailing. 

E lo fanno per uno scopo ben preciso: fare salire il costo dei noli. Il quale, da qualche mese, dopo i rincari a tripla cifra del 2020 e del 2021, è in caduta libera.

Noli in picchiata

La discesa noli del trasporto marittimo di container prosegue. A rilevarlo è il World container index, che la scorsa settimana registrava il 34esimo calo consecutivo.

Oggi un nolo medio per container da 40 piedi, tra Shanghai e Rotterdam, ha un costo di poco inferiore ai 4.500 dollari, il che significa il 70% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021. Tra Shanghai e Genova si viaggia con poco più di 4.600 dollari (-66% su base annuale).

Più cari i refrigerati

Il drastico calo riguarda soprattutto i container per merce che viaggia a temperatura ambiente: nel refrigerato i noli sono più alti e si attestano, sulle rotte tra Asia e Nord Europa, a circa 5.200 dollari per container.

In ogni caso, la risposta delle compagnie marittime per contenere la discesa è quella di sempre: fanno blank sailing, e cioè annullano le partenze tanto che, secondo Alphaliner, il tasso di tonnellaggio fermo nei porti è il più elevato degli ultimi due anni, circa un milione di teu.

Non si tratta di numeri importanti, ma è il trend che preoccupa: a febbraio 2022 il tonnellaggio fermo era la metà di quello odierno, circa 500mila teu.

A proposito di trend, a impensierire è il 2023, anno per il quale è prevista una recessione economica. Il che, naturalmente,  inciderà in modo negativo sui traffici internazionali, perché presumibilmente scenderà la domanda di trasporto. E, si teme, di contro aumenterà la tendenza a bloccare merci e nevi nei porti.

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