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Logistica e Trasporti

Porti: Shanghai nega i ritardi, in Europa diminuiscono i noli

Complice la guerra in Ucraina, si registra un netto calo dei costi, ma la merce viaggia meno. In Cina, intanto, si parla di tempi da record

Situazione da decodificare nei porti mondiali. Secondo un’analisi di Container xChange, nei principali porti europei si starebbe registrando una nuova carenza di contenitori, il che andrebbe di pari passo con il calo dei volumi di merci movimentati. Secondo la società, i container destinati all’Europa si starebbero accumulando nei porti cinesi per via del severo lockdown, il che significherebbe un ulteriore crescente caos nelle prossime settimane.

Ma Shanghai nega: secondo il ministero dei trasporti cinesi, infatti, il perseguimento della politica cinese che punta all’obiettivo “zero contagi”, non avrebbe alcuna ricaduta sul traffico merci globale. In altre parole, non ci sarebbero mai state le centinaia di navi bloccate, raccontate da myfruit.it nei giorni scorsi. 

Diminuiscono i costi dei noli

Sempre stando alle rilevazioni di Container xChange, questa volta complice l’attacco bellico russo, si starebbe evidenziando anche una diminuzione del costo medio dei box a Rotterdam, ad Anversa e ad Amburgo. Tanto per citare un esempio, per un container da 40 piedi, dopo il picco raggiunto a luglio 2021 – quando la media era di 4.400 dollari – in seguito all’invasione russa dell’Ucraina i costi si sarebbero ridimensionati, passando dai 3.350 dollari del 23 febbraio ai 2.760 del 3 maggio.

Sempre secondo l’analisi, la domanda di merci potrebbe diminuire a causa dell’inflazione. Allo stesso tempo, però, potrebbe aumentare l’approvvigionamento di merci provenienti da paesi emergenti, il che potrebbe far crescere la domanda di trasporti marittimi di lungo raggio. Il che, oltretutto, aggraverebbe lo squilibrio di disponibilità di container a livello globale.

Shanghai da record

Intanto, stando agli ultimi dati dello Shanghai Shipping Exchange, il tempo medio di attracco nel principale porto cinese (e mondiale) è stato, ad aprile 2022, dunque in pieno nuovo lockdown, di 1,07 giorni: si tratta di una tempistica record.

Forti di questi dati, i media cinesi stanno rassicurando sull’operatività del porto e stanno negato le problematiche logistiche causate dal severo lockdown. Secondo la Cina, quindi, non ci sarebbero da registrare interruzioni alle catene d’approvvigionamento globali.

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