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Logistica e Trasporti

Trasporti: accordo raggiunto, ma la protesta non si placa

Ancora disagi al porto di Ravenna, in Calabria, Campania e soprattutto in Puglia. Dove le pompe di rifornimento sono a secco

L’intesa tra autotrasportatori e ministero Mims (ex Trasporti), dopo almeno tre giorni di blocchi e di proteste, è stata raggiunta ieri sera, quando la viceministra Teresa Bellanova ha promesso uno stanziamento immediato di 80 milioni per crediti d’imposta su AdBlue e gas naturale liquefatto. Sono inoltre previsti ulteriori sconti sui pedaggi e l’aumento delle deduzioni forfettarie.

Soddisfazione dell’autotrasporto

Unatrans, la sigla che, come raccontato nei giorni scorsi da myfruit.it, aveva scelto la via della collaborazione, ha espresso soddisfazione per il risultato della trattativa. Ma, ha aggiunto: “Non consideriamo esaurito il confronto, anzi. Riteniamo fondamentale che si arrivi alla definizione di quelle regole che dovranno garantire una maggiore ed effettiva tutela delle imprese di autotrasporto, con particolare riferimento alla disciplina di una clausola di adeguamento dei costi di trasporto al costo del gasolio, oltre che alla questione delle soste e all’applicazione del nuovo Regolamento europeo”.

Anita (Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici) ha invece sottolineato la necessità di “far prevalere il senso di responsabilità e sciogliere le tensioni in atto in alcune aree del Paese poiché, fermo restando le comprensibili difficoltà e le frustrazioni delle imprese in questo periodo, nulla giustifica le azioni illegali che sono state messe in campo negli ultimi giorni, da cui prendiamo le distanze e che censuriamo, poiché non appartenenti alla nostra cultura imprenditoriale”.

C’è ancora chi protesta

Nonostante l’accordo, però, stamattina sono continuati i presidi in Calabria, in Campania e in Puglia. In particolare, teatro di una protesta su più fronti è stata la città di Bari che, da un lato ha visto le manifestazioni degli agricoltori contro la guerra in Ucraina e il conseguente aumento dei costi delle materie prime, dall’altro quelle degli autotrasportatori non soddisfatti dall’intesa con il Governo.

Sgomberato il presidio simbolo della protesta dei giorni scorsi a Catania, al casello San Gregorio dell’autostrada per Messina. E’ invece proseguito il blocco al porto di Ravenna, il che non ha permesso l’accesso al terminal container.

E in Puglia manca il carburante

L’effetto dei blocchi, oltre ad aver generato disguidi nell’approvvigionamento dei punti di vendita, ha creato un altro problema, quello della carenza di carburante, in particolare in Puglia. Da ieri sera, dal Foggiano al Tarantino, si registrano lunghe file nelle stazioni di servizio oramai a secco.

Fegica, la Federazione italiana gestori carburanti e affini ha fatto sapere che, al momento, non si tratta di un problema diffuso a livello nazionale: alcune segnalazioni sono arrivate dalla Sicilia, ma il problema è soprattutto pugliese.

Si torna alla normalità?

La domanda d’obbligo, a questo punto, è una sola: al netto di alcuni disagi, si può dire che il fermo nazionale minacciato nei giorni scorsi sia scongiurato? Troppo presto per dirlo, perché i prezzi alla pompa, causa guerra in Ucraina, stanno aumentando, circa cinque centesimi in più per litro in un solo giorno. Il che, si suppone, non piacerà agli autotrasportatori.

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