Carton_Pack_topnewsgenerali_04/07-18/07
In primo piano

Blocco trasporti: pericolo tensione tra produzione e Gdo?

Santambrogio (Vegé): “Si rischia lo stop”. Italia Ortofrutta: “Intollerabili le insegne che minacciano di sostituire il prodotto italiano”

Il blocco degli autotrasportatori di cui myfruit.it ha raccontato nei giorni scorsi come previsto sta determinando effetti sul settore alimentare, ortofrutta in particolare, sia lato produzione, sia lato distribuzione. Tanto che Giorgio Santambrogio, Amministratore delegato del Gruppo VéGé, ha sintetizzato: “Si rischia lo stop”.

La reazione della Gdo

“La protesta degli autotrasportatori contro l’aumento del prezzo del gasolio, il blocco delle merci, l’inflazione schizzata al 4,8% su base annua che svuota i carrelli della spesa e mette a rischio i consumi, il caro energia che rende insostenibili le bollette dei punti di vendita – ha argomentato Santambrogio – rischiano di fermare la distribuzione moderna. Abbiamo resistito al Covid garantendo la normalità del fare la spesa anche durante i lockdown e, con senso di responsabilità, da tempo Gruppo VéGé sta facendo da scudo al potere d’acquisto delle famiglie intervenendo per calmierare le richieste di aumenti che arrivano dai fornitori. Adesso non ce la facciamo più“.

Per risolvere la situazione, per Santambrogio, da un lato servono risposte immediate da parte del Governo, il quale deve riconoscere ai punti di vendita lo status di imprese energivore per la rimodulazione degli oneri di sistema e i relativi crediti d’imposta, dall’altro si chiede un atto di coscienza agli autotrasportatori: “Invitiamo caldamente il settore dei trasporti e della logistica a rimuovere i blocchi garantendo nuovamente la libera circolazione delle merci e al contempo auspichiamo che il tavolo di concertazione con il ministero delle Infrastrutture continui i suoi lavori sino a trovare una soluzione condivisa e soddisfacente“.

La situazione sugli scaffali

Myfruit.it ha fatto il punto con alcune insegne ed è emerso che, al momento, la situazione nel reparto ortofrutta, in termini di approvvigionamento, non è compromessa. Il rischio non è la mancanza di prodotto in sé, ma la carenza di made in Italy.

Pietro Fiore, responsabile ortofrutta di Todis, ha così riassunto la situazione: “Manca qualche agrume dalla Sicilia, ma abbiamo il prodotto spagnolo, dunque l’approvvigionamento per il consumatore è garantito. Le fragole ci sono, arrivano dalla Basilicata. E non mancano le mele italiane. Anche sul fronte ortaggi non siamo sforniti. L’Agropontino è tornato ad approvvigionarci, ma manca il peperone italiano, che ha difficoltà ad arrivare dalla Sicilia. I camion stanno scaricando, non dico con il contagocce, ma di certo è saltata la puntualità. Sembrerebbe che la situazione debba rientrare tra domani e dopodomani, ma è difficile fare previsioni. I trasportatori, a cui va la nostra solidarietà, devono però considerare i danni alla produzione, nei prossimi giorni rischiamo di avere prodotti stanchi a scaffale. Inoltre, se nelle prossime ore ci sarà un surplus degli arrivi, i prezzi si abbasseranno. In ogni caso il cliente sceglierà la merce più bella, è interessato al luogo di origine fino a un certo punto. Con il perseverare dei blocchi si rischia di danneggiare l’economia italiana”.

“Privilegiando prodotti di origine nazionale – ha confermato Esselunga – stiamo riscontrando gli effetti delle agitazioni seguite al caro carburanti nel nostro reparto ortofrutta. In particolare i ritardi di consegne si stanno verificando per prodotti quali ortaggi, pomodori e agrumi”.

Produzione: deperimento dei prodotti nei campi

Il sentiment del mondo produttivo è nelle parole che Italia Ortofrutta ha indirizzato alle istituzioni: “Il blocco dei trasporti, a prescindere da qualsiasi motivazione legittima o meno che vi sia alla base, sta determinando una situazione di disagio e di limitazione della libertà che non può essere oltre modo tollerata. Non si può accettare che siano gli agricoltori a pagarne il prezzo. Le Organizzazioni dei produttori ortofrutticoli si trovano nella situazione di non poter fare arrivare i loro prodotti nei punti di vendita e quindi ai consumatori, assistendo al deperimento degli stessi nei campi e nei magazzini. Inoltre è intollerabile il comportamento di alcune catene di distribuzione che minacciano, in mancanza degli approvvigionamenti dei nostri prodotti, di sostituirli con prodotti di altra provenienza non nazionale. Chiediamo un rapido intervento dei prefetti per riportare, con urgenza, uno stato di normalità”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda Unaproa: “Pur capendo le ragioni degli autotrasportatori, dobbiamo evitare ulteriori danni al nostro comparto con la perdita di ingenti quantitativi di prodotto fresco che non arriverà nei canali distributivi tradizionali – ha affermato la presidente, Sonia Ricci  – Rischiamo che molte catene si approvvigionino dai concorrenti esteri. È urgente un intervento da parte del Governo per rimuovere i blocchi stradali e consentire la ripresa dei ritiri dei prodotti e la consegna alla distribuzione”.

Anche Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari, è intervenuto su quello che ha definito “un ulteriore ostacolo per le nostre imprese, già duramente colpite dai rincari delle materie prime e dei costi energetici, rendendo ancora più complessa e difficile la sopravvivenza”.

“Gli effetti del blocco dei trasporti si ripercuoteranno presto sui consumatori – ha puntualizzato – Stanno già arrivando segnalazioni di carenza di prodotti alimentari sugli scaffali o nei mercati. Prodotti freschi e deperibili, come latte, carni, frutta e verdura restano attualmente fermi o non raggiungono la loro destinazione e sono già irrimediabilmente perduti, con grave danno per il comparto agroalimentare. Siamo in presenza di una situazione che neppure durante il periodo di lockdown si era mai verificata e che mette a rischio il normale approvvigionamento alimentare”.

IV gamma: rischio stop agli impianti

“La mancanza di forniture della materia prima – ha aggiunto il vice presidente Unaproa Felice Poli –  costringerà i produttori di quarta gamma a fermare gli impianti di lavorazione e confezionamento delle buste di insalata, il che causerà enormi danni e ripercussioni su tutta la filiera”.

Proseguono proteste e confronto

Nel frattempo, continua la protesta degli autotrasportatori e permane il dialogo con il Governo: “Il confronto sull’emergenza autotrasporto e sulle regole è permanente – ha affermato in una nota la viceministra Teresa Bellanova – Il nostro obiettivo è arrivare a soluzioni soddisfacenti per tutte le parti. Siamo al lavoro per dare risposte concrete e immediate”.
(Visited 281 times, 1 visits today)