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Logistica e Trasporti

Trasporto marittimo, si riparte di slancio con le ultra-large container

Cresce, e di molto, la capacità di ordini. Gli armatori desiderano fare economie di scala. Cosa ha insegnato Suez?

Esattamente un mese fa riprendeva il traffico nel Canale di Suez, bloccato per giorni dall’incaglio della nave Ever Given. Un incidente i cui esiti negativi si sono andati a sommare alla carenza di container: per settimane e settimane il trasporto marittimo ha sofferto. Ora però qualcosa sta cambiando: Bimco (Baltic and international maritime council), la più grande associazione marittima internazionale, parla di netta inversione di tendenza per il settore del trasporto via mare.

Cresce la taglia delle navi, lo dicono i numeri

Considerando che il 90% delle merci globali viaggia su 25 milioni i container, è chiaro che senza questi il commercio mondiale va in sofferenza. Ora però sono due i segnali positivi: da un lato la carenza di container ha iniziato a ridursi in Cina – a Shanghai, se prima del capodanno cinese la scorta di container vuoti era di 120mila teu, ad aprile si attesta sulle 330mila – dall’altro il record di ordini registrato da Bimco. Secondo l’associazione, questi ammonterebbero a 45 nuove ultra large container ship, ossia imbarcazioni che superano le 15mila teu (twenty-foot equivalent unit, la misura standard di volume nel trasporto dei container Iso) di capacità. A queste si aggiungono ulteriori 27 ordini per navi di dimensioni più contenute, portando la capacità complessiva degli ordini a 866.060 teu: il trasporto marittimo è in ripresa.

Basti pensare che durante il 2020, anno funestato dalla pandemia e caratterizzato da una logistica in affanno, è stata commissionata la costruzione di un totale di 995mila teu di stiva per il trasporto marittimo di container, mentre nel primo trimestre del 2021 è già stata raggiunta quota 1 milione e 398mila teu. Il che, oltretutto, se si guardano i numeri degli ultimi sei anni, rappresenta un record.

Le navi grandi sono un problema? Il caso Suez

Da ottobre e dicembre 2020 i nuovi ordini hanno riguardato navi con capacità massima di 23-24mila teu, solo quattro commesse su 23 sono state per portacontainer di portata inferiore, il che dimostra la tendenza a massimizzare le dimensioni e le portate. Nel 2021, quattro degli 81 ordini per nuove navi di capacità superiore a 11.800 teu sono superiori a 15.500 teu: secondo Bimco, l’industria armatoriale, orientandosi verso navi ultra large, starebbe facendo economie di scala.

Le dimensioni delle navi sono state oggetto di dibattito in occasione dell’incidente di Suez: se la Ever Given avesse avuto una portata inferiore ai suoi 22mila teu, le cose sarebbero andate diversamente? Nessuno può dirlo con certezza, ma resta che, a un mese dalla risoluzione dell’incidente, come riporta il Corriere, oggi la nave, l’equipaggio e la merce sono ancora fermi nella zona del Laghi Amari (Egitto) in attesa di un accordo sul risarcimento. Stimato, dall’Egitto, in 916 milioni di dollari.

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