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Ingrosso

Dai Mercati: tanto prodotto dal Nord Africa

Si vendono i fagiolini (anche i meloni) da Senegal e Marocco. Prezzi alti per i carciofi tunisini, meno costosi quelli egiziani

Peperoni sempre cari, ma sono in discesa gli ortaggi che rimangono però con quotazioni abbastanza sostenute visto il periodo. Prezzi alti per i fagiolini da Marocco e Senegal che superano anche i 5 euro e dal Nord Africa arrivano anche i carciofi tunisini ed egiziani. Buone le quotazioni delle arance e ripresa dei prezzi delle fragole che in alcuni mercati vedono raddoppiare le quotazioni.

Ortaggi siciliani: poco prodotto e concorrenza spagnola

Partiamo da un mercato di produzione come Vittoria che fornisce anche le altre piazze italiane. Le quotazioni e la fotografia del mercato è offerta a myfruit.it da Giuseppe Zarba, presidente di Fedagro Vittoria: “Il ciliegino quota da 2 a 3 euro il kg, datterino da 1,30 a 2,20 euro, Piccadilly da 1 a 1,30, Pixel da 1,30 a 1,70, grappolo ramato da 0,80 a 2 euro. Il datterino giallo quota 2,50 euro e l’ovetto verde non supera i 0,80 euro il chilo. I peperoni rossi si vendono fino ad un massimo di 3 euro il kg, i peperoni gialli vanno da 1,80 a 2,30 euro, le melanzane tonde 1,30 euro, cetrioli 1,60, zucchina chiara 1,10″. Questa la lettura generale di Zarba: “Mercato in flessione per quegli articoli che soffrono la concorrenza spagnola e per i datterini, stabili gli altri prodotti anche per vie delle modeste quantità“.

Bari: raddoppiano le fragole, sul finire le arance locali

Rispetto a febbraio si nota più movimento al mercato di Bari come racconta a myfruit.it Pino Lucatorto, imprenditore e presidente Fedagro Bari, che delinea le dinamiche più rilevanti del mercato: “Sono alle stelle le fragole, abbiamo avuto un pieno di prodotto anticipato, poi a fine febbraio è arrivato il freddo, le piante si sono stressato e il prezzo è volato da 2,50 euro il kg a 4,50. Sul fronte agrumi siamo verso la fine delle arance navaline locali che ora si vendono a 1,20/1,50 euro, buono e nella media il consumo di mele e pere“. Gli ortaggi siciliani? “I prezzi sono calati. Le zucchine quotano 1,40 euro il kg, il pomodoro ciliegino 2,50/2,70 euro mentre in calo ma sostenuto il prezzo dei peperoni: 2,20/2,50 il giallo e fino a 3 euro il rosso”.

A Pagani buona richiesta di fagiolini senegalesi e funghi

Nel mercato campano incontriamo l’imprenditore ortofrutticolo Sabatino Lombardi che offre la dinamica delle vendite: “In questo periodo stiamo vendendo bene i fagiolini dal Senegal con 3/4 pedane da 160 colli a settimana, anche tanti funghi con diverse varietà come champignon, cardoncello, trifolato. Invece mele e pere seguono un andamento altalenante, per le prime si vendono soprattutto le Golden e per le seconde le Abate, c’è richiesta per la Decana, prodotto italiano anche se si vede anche prodotto olandese, e poi sono iniziate le pere Coscia“. Agrumi? “Si vendono le arance Tarocco e Moro siciliane, bene anche il mandarino tardivo siciliano di Ciaculli che quota da 1,20 euro il kg alla rinfusa e fino a 1,70 per la merce calibrata”.

Le fragole? “Abbiamo registrato un piccolo aumento tra ieri e oggi, bene il prodotto Solarelli a 4,50/5.50 euro il kg con origine Basilicata e varietà Candonga. Le altre fragole quotano sui 0,30 euro in meno, c’è soprattutto prodotto dalla Basilicata e un po’ di merce campana”. Infine l’avocado che “si sta vendendo bene, dai 16/17 euro per la confezione da 4 kg e calibro 12/14. E’ la varietà Pinkerton che in Campania viene preferita alla Hass“.

Zucchine in calo ma intorno ai 2 euro, tanto prodotto da Fondi

Il ribasso si vede ma tengono le quotazioni delle zucchine. Le chiare lunghe (14/21 cm) vedono queste quotazioni: Firenze (2,50 euro il kg), Cesena (2,20), Rimini (2,20), a Genova il prodotto di Fondi a 2,80 euro e a Cagliari prodotto locale a 2 euro il chilo. Sotto i 2 euro le lunghe scure (14/21 cm) con Bologna (1,40 euro), Firenze (1,80), Treviso (1,75), Genova (1,90), Roma (1,60), Cesena (1,60), Bergamo (1,30), Verona (1,50), Padova (1,40), Torino (1,35), Napoli (1,30 euro). Per il calibro più piccolo (7/14 cm) c’è tanto prodotto da Fondi con: Bologna (1,80 euro), Bergamo (1,80),Verona (1,90), Padova (1,80), Torino (1,70), Napoli (1,70 euro). Lo zuccone, che va spesso nel mercato tedesco, ha quotazioni poco sopra l’euro a Torino (1,10 euro), Padova (1,20), Bergamo (1), Bologna (0,80 euro).

Sotto i 2 euro anche le melanzane con diverse origini: Sicilia, altre regioni italiane e Spagna con prezzi medi da 1,20 a circa 2 euro. Le chiare sono soprattutto di origine italiana e sono abbondantemente sopra i 2,50 euro e in alcuni mercati si superano i 3 euro. Il peperone quadrato rosso vede quotazioni che sfiorano e superano i 4 euro il kg,. Ampia oscillazione per il cavolfiore bianco (8 pezzi) da intorno l’euro fino a 1,50, il romanesco (8 pezzi) supera spesso i 2 euro. I cetrioli da 1,20 a oltre i 2 euro. I fagiolini con origine marocchina quotano dai 3 ai 6 euro il chilo. C’è anche prodotto dal Senegal dai 5 ai 6 euro il chilo.

Prezzi alti per le insalate: Riccia e Scarola sopra i 2 euro

Le indivie vedono la Riccia (extra 6 pezzi) dai 2,40 euro e fino a sfiorare i 3 euro il kg. In molti mercati è sopra i 2 euro la Scarola con la extra che sfiora e supera i 3 euro il kg. Abbondantemente sotto i 2 euro la Cappuccio – da 1,30 a Napoli a 1,50 euro a Verona – così come la Gentile. Il Pak Choi prodotto in Italia vede queste quotazioni: Firenze (1,90 euro), Verona (1,80), Bologna (1,80), Napoli (1,90 euro).

Arance con i calibri più grossi oltre i 2 euro, clementine spagnole e israeliane

Il Tarocco ha buone quotazioni con il calibro 9 che supera l’euro e in alcuni mercati abbondantemente come a Cesena, Firenze e Padova (1,30). Il calibro 8 sale anche a 1,90 euro (Rimini), poi 1,55 (Firenze), Bologna (1,10), Genova (1,20), Cesena (1,60). Passiamo al calibro 6 con queste quotazioni Bologna (1,40), Genova (1,30), Firenze (1,80), Rimini (2). Infine il calibro 4 sta intorno ai 2 euro e in alcune piazze si supera. E’ tempo di clementine tardive con la varietà  Tango soprattutto spagnolo che quota sopra i 2 euro, si sale di prezzo con la varietà Orri di Israele che in alcune piazze sfiora i 3 euro, si scende sotto i 2 euro il kg con la varietà Hernandina dalla Spagna.

E i limoni? Il primofiore vede sempre la concorrenza Spagna/Sicilia con quotazioni poco sopra l’euro e con il prodotto italiano che quota qualche cent in più: Bergamo (Spagna 1,20; Spagna 1,40), Parma (Spagna 1,10; Sicilia 1,35), Verona (Spagna 1,10; Sicilia 1,15), Padova (Spagna e Sicilia 1 euro), Torino (Sicilia 1,20; Spagna 1,10 euro).

Le fragole sui 5 euro, Candonga verso i 6 euro il kg. Uva da Sudafrica e Perù

Sulle fragole le quotazioni  sono  in rialzo e con il bel tempo c’è maggiore richiesta,  mediamente quotano dai 3 ai 5 euro con picchi da 6 euro. Ecco i prezzi dai mercati: Firenze (5 euro), Bergamo (5,50), Parma (4,30), Rimini (4), Padova (5), Torino (4,30), Napoli (3,50), Verona (4,50), Milano (3,50), Bologna (6), Treviso (3,50), Roma (3,50). Buone le quotazioni della Candonga dalla Basilicata che strappa in media quotazioni più alte dai 0,50 a 1 euro in più il kg: Firenze (5,50 euro), Bergamo (6), Parma (4,60), Rimini (6,30), Padova (6), Torino (5,30), Napoli (4,20), Verona (5,50), Milano (4,50), Bologna (5,80), Treviso (3,50), Roma (5,50 euro).

Capitolo uva con la Bianca Timpson dal Sudafrica con una quotazione media sui 4,50 euro il kg. Decisamente più a buon mercato la rosada Red Globe dal Perù mediamente intorno ai 3 euro. Le pere vedono l’Abate (calibro 70/75) abbondantemente sopra i 2 euro, intorno a questa quotazione la Decana Comizio dall’Olanda mentre la varietà William quota più sotto che sopra i 2 euro il chilo.

Carciofi anche da Tunisia ed Egitto, asparagi campani e messicani

Il carciofo spinoso sardo quota da 0,50 e in alcuni mercati raggiunge 0,80 euro il capolino. Sul violetto c’è prodotto estero. Il tunisino tocca 0,90 euro a Bologna, 0,68 a Rimini, 0,60 a Firenze, 0,45 a Roma e 0,38 a Torino. L’origine egiziana: 0,40 a Bologna, 0,35 a Firenze. L’Italia a Bologna (0,60), Cesena (0,45) Firenze (0,40), Torino (0,38). Gli asparagi vedono il prodotto campano a mazzi sui 6,50/7,50 euro. L’origine messicana sale a 9,50 euro il kg. A Firenze c’è prodotto locale a 10 euro. A Padova la varietà bianca locale a 9 euro il chilo.

Avocado con prezzi bloccati nelle varietà Hass e Pinkerton

Anche questa settimana prezzi fermi nelle quotazioni dell’avocado, solo un leggero ribasso a Napoli. Non si spostano di un centesimo i prezzi della varietà Hass dal Perù, nei singoli mercati si oscilla dai 4 ai 6 euro il kg: Bologna (6 euro), Bergamo (5,80 euro), Padova (4,25), Firenze (4,80), Roma (4,80), Cesena (4,50), Napoli (4,60 euro). Stessa stabilità per la varietà Pinkerton dal Sudafrica. Si parte dai 2 euro (a Bologna), ma non superano i 5 euro in nessun mercato e in media quota 4 euro, vediamo nelle singole piazze: Parma (4,90 euro), Padova (4), Bergamo (5), Verona (4,30 euro).

Per l’ananas gold con il formato sei pezzi con prodotto dalla Costa Rica e maturato in pianta si registra un leggero rialzo. A Bologna da 0,90 euro a 1,10/1,40, una leggera diminuzione a Padova con 0,10 euro in meno e si vende a 1,35, a Torino 1,40. Leggero rialzo a Rimini dove da 1,20 passa a 1,40 euro il kg come a Firenze. Con i sette pezzi siamo sui 3,70 euro a Napoli, a Padova e Bergamo tocca i 3,80, Verona 3,60, Torino scende a 3,40 ma si va anche oltre i 4 euro il kg a Roma (4,50), Firenze (4), Rimini (4 euro).

Mango da Brasile e Perù

Domina sempre il mango brasiliano monostrato via area in confezione da otto pezzi con una forbice molto ampia dai 2 ai 3 euro il kg ma le quotazioni salgono fino ai 6 euro a seconda della qualità. A Torino quota 5,90 euro il kg il prodotto peruviano mentre a Cagliari. oltre l’origine spagnola sui 3 euro, oltre  6 euro il chilo.

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