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Ingrosso

Piccoli mercati da chiudere? Vengono finanziati con il Pnrr

A Camaiore sei milioni, sette a Leverano in Puglia, fuori Maddaloni e anche alcune grandi città non sono state finanziate

Ieri da Napoli i grossisti di Aican nella discussione sul cambio orario hanno chiesto la chiusura dei “mercati fatiscenti” da assorbire in quelli in espansione. Non è una richiesta nuova. Lo ripete spesso Massimo Fabio Pallottini, presidente di Italmercati: “Ci sono 120 mercati all’ingrosso nel nostro Paese; il futuro passa per una razionalizzazione della geografia nazionale“. Il concetto è semplice: pochi ma buoni. In periferia non si accettano questo passaggi e il Pnrr ha finanziato anche i siti più piccoli che presentando progetti ben fatti hanno superato strutture più importanti. Alcune siti di grandi città sono rimasti fuori.

A Camaiore sei milioni di euro

Nel comune della Versilia si stappa e si brinda come è chiaro nella news pubblicata nel sito Internet istituzionale: “Pioggia di soldi a Camaiore: vinto bando Pnrr da sei milioni di euro per la riqualificazione del mercato ortofrutticolo di Lido”.

Il mercato di Camaiore

Complimenti ai progettisti per aver ben lavorato. Il mercato non è grande, ma vediamo le dimensioni: “E’ composto da 22 spazi dedicati ai grossisti – attualmente assegnati a 7 operatori ma con potenzialità di introdurne di nuovi tramite un bando – e da 20 spazi dedicati ai produttori locali, affiancati da oltre 100 committenti esterni che riforniscono i grossisti. Il volume delle merci in uscita è pari nel complesso a 150mila quintali, per un fatturato complessivo di vendita che si attesta su circa 20 milioni annui“.

A Leverano sette milioni di euro

Festeggiano anche a Leverano, siamo in Puglia, per il mercato dei Fiori che nella graduatoria ministeriale dei mercati, non era riservato ai solo ortofrutticoli, e grazie al progetto  ha conquistato 7 milioni. Alcuni dati per capire: “Ubicato su un’area di circa 16mila metri quadri con una superficie coperta di 2.200 metri quadri e già appena avviato vantava circa 400 produttori (100 con posteggio fisso e 300 con posteggio giornaliero) e 350 commercianti (di cui la maggior parte sono dettaglianti e una minoranza è costituita da grossisti)”.

“Si tratta di uno dei più importanti finanziamenti – spiega il sindaco Marcello Rolli – che il nostro comune è riuscito a ottenere negli ultimi anni. Con queste risorse potremo riqualificare la struttura del mercato, collocare una fonte di produzione di energia solare in grado di soddisfare il fabbisogno energetico del complesso. All’interno sarà creata una sala convegni e lo spazio sarà attrezzato con moderne tecnologie logistiche e celle frigo per conservare il prodotto. Anche lo spazio esterno sarà completamente riorganizzato dal punto di vista funzionale e ambientale”.

A Maddaloni rammarico e polemica per non aver preso i fondi del Pnrr

Al mercato nessuno vuole rinunciare e neanche ai fondi per modernizzarli.  A Maddaloni è entrata in scena la politica dopo la pubblicazione della graduatoria ministeriale visto che il progetto del mercato  non è stato finanziato. Rammarico dall’amministrazione e l’opposizione insorge con il consigliere Angelo Tenneriello. Questo il suo comunicato: “Il progetto del comune di Maddaloni si è classificato al 26esimo  posto su 32 partecipanti e quindi ben oltre i 150 milioni di euro finanziati dal bando, infatti, al momento, vi sono progetti per oltre 210 milioni di euro che precedono quello del comune di Maddaloni. Sicuramente un duro colpo per la struttura che ne limita notevolmente la crescita e lo sviluppo. Un duro colpo per la crescita economica e sociale del territorio. Quella offerta dal bando Pnrr purtroppo un’occasione al momento irripetibile in quanto non sono previsti ulteriori finanziamenti fino al 2026″.

Mercati che chiudono come Novara

C’è chi chiede la razionalizzazione della geografia mercantile nazionale, ma poi i bandi si basano sui progetti e non sulle dimensioni. Questa la realtà. Intanto in alcuni città il mercato si chiude. Myfruit.it ha documentato il caso di Novara dove poi i grossisti hanno trovato una soluzione privata affittando dei locali per continuare l’attività.

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