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Ingrosso

Dai mercati: clementine anche a 50 cent, prime fragole dal sud

Piatta calma all’ingrosso. Prezzi bassi per carciofi e insalate

Si vende poco, “stiamo toccando a il fondo”, racconta a myfruit.it un grossista ma sottolinea pure “novembre non è mai stato un mese esaltante”. Nella grigia media degli ultimi anni. In questo scenario gli ortaggi invernali non recuperano l’ottobre più caldo degli ultimi secoli e gli agrumi stentano. Le clementine, quelle con il calibro più piccole, si trovano anche a 0,50 euro il kg, seppure di calibro maggiore e di standard extra possono sfiorare i due euro. A 0,50 euro pure alcune insalate e sotto i carciofi. Si fanno vedere le prime fragole da Marsala, Campania e Basilicata.

A Firenze prezzi che ballano, anche troppo

Nella città toscana Aurelio Baccini, vicepresidente Fedagro nazionale e presidente della federazione regionale, dipinge uno scenario statistico sul fronte delle vendite: “Si registra poco movimento e in questa situazione le logiche dei prezzi sono differenziate”.  C’è necessità di vendere e in alcuni casi si arriva a tagliare i prezzi. Prendiamo le clementine, frutto di stagione: “I prezzi non sono alti, ma un buon prodotto di Palagiano quota 1,30/1,70 euro il kg”. Un buon prezzo, come per le arance: “Il Tarocco fondamentalmente non c’è e quel poco che si trova  si vende a 1,50/2 euro e le migliori Navel a 1,20/1,30″. Capitolo carciofi dove ancora non si vede lo spinoso sardo: ” Con il Tema siamo a 0,50 con un secondo taglio, quello di scarsa qualità si ferma sotto i 0,30 euro mentre il Teram a capolino si situa   intorno a 1 euro. Per vendersi bene devono innescarsi  le condizioni per il consumo e con quotazioni non esagerate”.

A Verona  clementine a partire da 0,50 euro

Nel mercato di Verona Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi, fa il punto della situazione: “Periodo abbastanza calmo, domanda  regolare, media  l’offerta. I  principali prodotti di Verona sono gli ortaggi e sono a fine ostaggio. Parliamo di zucchine, peperoni e melanzane. Stanno entrando quelli siciliani e del sud e iniziano quelli invernali come verze  e cavolo cappuccio che non hanno gran mercato”.

Sul fronte della frutta c’è abbondanza di offerta. “Il calibro 4, quello più piccolo alla rinfusa si vende a 0,55 il kg. Per salire a 0,75 con il 3 e a 0,90 euro per il 2 mentre il 1 X  in cassa e in doppio arriva a 1,10″. Poi c’è il prodotto extra che si vende a prezzi più alti. “Siamo alla fine con le castagne, ci sono i fichidindia bastardoni, secondo fioritura che con il 18 pezzi  quotano 2,10 euro mentre il 16 pezzi sale a 2,50 ed infine il 14 pezzi sui 3 euro il kg. Non parliamo di quantitativi abbondanti”.

Le prime fragole da Sicilia, Campania e Basilicata

La novità sono le fragole. “Ci sono diverse provenienze. A iniziare da Sicilia, Marsala, Campania e Basilicata e resta ancora qualcosa di veronese. Questo spiega l’ampia forbice di prezzo. dai 3 ai 6 euro il kg. La Basilicata è ancora in cerca di quotazione”. Sono tutti di origine straniera, fatto salvo un po’ di lampone, i piccoli frutti: lampone 13 euro,  mora a 17 euro, i mirtilli peruviani a 10/11 euro mentre il ribes quota 12/13 euro.

Sempre dormiente l’uva

Bonizzi sottolinea l’andamento lento delle uve: “I prezzi sono stabili con la bianca Italia  dalla Sicilia a 1,50 euro, stesso prezzo della  Pizzutella e della Regina. Il mercato è saturo non va più come prima”.

E’ tempo di zucchine siciliane, sopra l’euro

Le zucchine origine Sicilia con calibro medio quotano 1,20/1,30 euro il kg, stesso prezzo dell’origine del prodotto di Fondi. “Il calibro  7/14 è prodotto di nicchia e tocca i due euro mentre lo zuccone si ferma a 0,90 euro. Le melanzane siciliane ovali quotano 1,40,  viola e striate 1,60 euro. I  peperoni, il giallo e il rosso, hanno più origini: dal fine stagione locale a Spagna, Sicilia e il prezzo si equivale e siamo circa  a 1,40 euro il kg  in doppio e 1,60/1,80 euro per la padella”.

Insalate sui 0,50 euro

Passiamo ai finocchi che “mantengono il prezzo e siamo su 1 euro per un prodotto buono, il radicchio locale è un po’ sceso. Il tondo quota 0,90 euro, il Treviso lungo 1,40, il semi lungo di Verona sui 2 euro mentre il tardivo 3,50/4 euro per prima categoria e con extra fino a 5 euro. All’arrivo nel mercato toccava anche i 13/14 euro il kg”.

Il carciofo  violetto dalla Puglia con 18/22 pezzi  0,55/0,65 euro il capolino, il Tema 0,50/0,60. Le insalate non vanno benissimo. La Gentile 0,55/0,60 euro mentre il cappuccio sugli 0,80 e l’Iceberg dalla  Spagna 1,10/1,20 euro il kg. Una specialità locale è il tris di lattuga rossa, Lollo e  Gentile che tocca 5,50 il kg  ed è destinato soprattutto ai mercati della Germania.  I pomodori sono stabili con il grappolo Sicilia, Campania, Spagna e Olanda a 1,40 euro di media il kg, il ciliegino 2,20 e il datterino 3,30. Chiudiamo con le patate. “Quella di Cologna Veneta parte da 0,55 e arriva a 0,65 euro, poi Olanda 0,57, Germania 0,45 e quelle di nicchia come le rosse francese o le trentine della Val di Gresta arrivano fino a 0,80 euro il chilo”.

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