Fragole: grande variabilità tra qualità e provenienze
Il mercato delle fragole presenta una doppia velocità. I prodotti di fascia alta, come quelli a marchio della Basilicata, raggiungono i 5,50-6 euro il chilo. Accanto a questi, si trovano fragole siciliane vendute a collo (2 chili) intorno ai 6 euro, mentre il prodotto di Battipaglia può arrivare anche a 8-10 euro a collo, a seconda della qualità.
Carciofi da 30 cent a 1 euro, insalate in calo
Segno opposto per i carciofi, che registrano un calo significativo: il violetto può scendere fino a 30 centesimi il pezzo, mentre il romanesco si attesta intorno ai 50 centesimi. I carciofi venduti a mazzo possono arrivare a circa 1 euro Anche le insalate mostrano prezzi bassi, con la lattuga Gentile in particolare in difficoltà. In chiusura di stagione anche il radicchio di Treviso.
Agrumi: si consumano ancora le arance
Le arance Tarocco mantengono quotazioni elevate, attorno ai 2 euro per i calibri maggiori, ma il mercato appare rallentato, ma tiene visto che temperature sono ancor verso il basso. I limoni si collocano tra 1,30 e 1,80 euro per il prodotto di qualità superiore, ancora prevalentemente di origine spagnola.
Arrivano meloni e angurie
Cominciano a comparire sui banchi i primi meloni e angurie esteri. Le angurie provenienti da Mauritania e Marocco si aggirano intorno a 1,50 euro il chilo. Per i meloni, si passa dai prodotti dal Senegal più economici a varietà di qualità superiore, come quelli della Martinica, che possono raggiungere i 4,50 euro.
Asparagi: quotazioni elevate
Infine, tra i protagonisti del momento ci sono gli asparagi, prodotto du stagione. I prezzi sono sostenuti: si va dai 10-11 euro per il bianco extra locale o padovano, fino ai 4-5 euro per le pezzature più piccole con l'asparagina. Anche gli asparagi verdi, sia pugliesi sia veneti, si mantengono su livelli alti, mentre il prodotto campano varia molto in base alla lavorazione e alla qualità.
A Verona parla Beatrice Bau della ditta Fruver
A Veronamercato la parola d’ordine è “prodotto italiano”. È questa la linea seguita da Fruver, come racconta Beatrice Frau, responsabile commerciale dell’azienda, che descrive un’attività fortemente orientata alla valorizzazione delle produzioni nazionali.
Sicilia al centro: pomodori, peperoni e melanzane
Il cuore dell’attività di Fruver ora è rappresentato dagli ortaggi siciliani. “Il lavoro grosso viene fatto sugli ortaggi della Sicilia”, spiega Frau, citando in particolare Datterini, Ciliegini, pomodori di ogni tipologia, oltre a Marinda, peperoni e melanzane.
Beatrice Bau
Una gamma ampia che consente di coprire la domanda del mercato, grazie alla qualità e alla continuità produttiva dell’isola.
Agrumi ancora richiesti, ma in calo stagionale
Altro pilastro dell’offerta sono gli agrumi, anche se in questa fase dell’anno la domanda sta progressivamente diminuendo. "Via via il lavoro sugli agrumi scema”, osserva Frau, pur sottolineando che le arance continuano a mantenere una buona richiesta, sostenuta anche dalle temperature ancora fresche.
Buone performance anche per i limoni della Basilicata, che "negli anni hanno visto crescere il loro apprezzamento sul mercato".
Fagiolini siciliani: prodotto chiave anche per l’estero
Tra i prodotti più strategici per Fruver spiccano i fagiolini siciliani, in particolare quelli provenienti dalla zona di Vittoria e, in misura minore, da Marsala: "Si tratta di un prodotto disponibile quasi tutto l’anno, ad eccezione dei mesi più caldi, e apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche: sono dolci, molto buoni, con una qualità che difficilmente si trova altrove. Pur essendo leggermente più robusti questi fagiolini incontrano una forte domanda all’estero".
L’attività di Fruver non si limita infatti al mercato locale. Una quota della merce è destinata all’estero, in particolare verso Austria e Germania, ma anche Polonia e Norvegia.
