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Ingrosso

Italmercati: ripresa con 450 milioni, ma attenzione ad Amazon

I mercati italiani più numerosi di spagnoli e francesi. Si legge in una ricerca Ambrosetti

Pandemia, guerra e inflazione non mettono il freno a mano alle ambizioni dei mercati all’ingrosso italiani. Merito di una dote consistente in arrivo, anche grazie al Pnrr: 450 milioni di euro da investire nel 2021-2026. Ci sono interventi tradizionali, ma come ha sottolineato il presidente, Fabio Massimo Pallottini, si va verso una rivoluzione verde. Fa un riferimento alla sua città: “A Roma ci sono troppi veicoli inquinanti“. C’è da cambiare la mobilità per ridurre le emissioni. E qui i siti dei mercati possono diventare la piattaforma ottimale per la distribuzione delle merci trasportate in modo sostenibile. E  poi giocarsela con il nuovo che avanza: colosso o startup che sia.

Anticipare Amazon Fresh o il modello delle startup

Pallottini nel suo intervento ha fatto dei riferimenti precisi. Ha citato il colosso Amazon Fresh, ma pure le “tante nuove startup“. Chiaro il messaggio: non ci dobbiamo far portare via il lavoro da queste debuttanti sul palcoscenico della consegna del fresco. Bisogna giocare la carta della professionalità, ma legata alla transizione verde e digitale. Il presidente non ha scordato la sostenibilità sociale con riferimento allo sfruttamento del lavoro presente nella gig economy. Un altro mondo a cui non ci si vuole avvicinare, su questi temi almeno.

La vitalità dei mercati, ma si devono consolidare

Sembrano fermi, tradizionali e immobili i mercati, ma è un mito da sfatare. Un’operazione di svelamento attuata con la ricerca, commissionata da Italmercati, a The European House – Ambrosetti: “L’Italia alla prova del cambiamento: la risposta dei mercati agroalimentari all’ingrosso”.

Vediamo le cifre: “Il numero dei mercati in Italia è sei volte superiore a quello di Spagna e Francia, a fronte di un giro d’affari cumulato del 40% in meno della Spagna e del 30% in meno della Francia”. C’è dinamismo, ma attenzione: “Serve un consolidamento dimensionale e un’aggregazione del settore agroalimentare. Per rispondere alla situazione drammatica che stiamo vivendo, con un’attesa di un rincaro dei prodotti agroalimentari del 12,7% per il mese di maggio, legato all’impatto del caro energia e all’incremento delle materie prime, è necessario valorizzare i mercati all’ingrosso”. Parole di Fabio Massimo Pallotti. “I mercati mantengono in equilibrio i prezzi, favoriscono l’aggregazione delle piccole realtà produttive, e sono garanzia della qualità e sicurezza dei prodotti, trattandosi del km0 della filiera agroalimentare”.

Un  giro d’affari miliardario

Valerio De Molli, managing partner & Ceo, di The European House – Ambrosetti ha evidenziato la forza del settore: “La rete dei 19 mercati agroalimentari all’ingrosso facenti parte di Italmercati attiva filiere di fornitura e di subfornitura nazionali per un totale di 107 milioni di euro. Questo si traduce in un contributo complessivo al Pil del Paese di circa 85 milioni di euro”.

L’impatto? “Per ogni euro di valore aggiunto diretto generato dai mercati aderenti alla rete si generano 1,41 addizionali nell’intera economia. L’analisi mette in evidenza come, all’interno dei mercati, prenda vita un ecosistema complesso e integrato, con 2.500 imprese  che generano 9 miliardi di giro d’affari, che si traduce in 22 miliardi di giro d’affari diretto, indiretto e indotto, 12 miliardi di valore aggiunto e 26omila occupati diretti, indiretti e indotti”. Tanta ricchezza, ma in Francia ogni anno gli operatori dei mercati vengono ricevuti dal presidente della Repubblica sottolinea Pallottini. Qui c’è “uno scarso riconoscimento attribuito al settore“.

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