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Ingrosso

Dai mercati: ultime arance a 2,30 euro, albicocche spagnole a 4,50

Mercati. Confronto tra Torino e Genova sull'orario diurno

Prezzi diversi per il pomodoro, datterino e Marinda vicini ai 5 euro. Fragole bene, ma non oltre i 4,50 euro

Finisce bene la campagna delle arance siciliane, ancora richieste dai consumatori con valori sostenuti. Ma è tempo di pesche, nespole, nettarine e albicocche che cambiano i colori dei mercati. L’origine è soprattutto estera con l’immancabile Spagna e il sempre più presente Marocco. L’Italia si difende bene con le fragole e i meloni. Saliscendi per alcune varietà di pomodori.

A Cesena bene le arance

Nel mercato romagnolo il responsabile del listino Simone Partenza conferma l’interesse per le arance mentre “albicocche e le altre drupacee le abbiamo già inserite dalla settimana scorsa nel listino”. Partiamo dagli agrumi con il Tarocco che strappa un buon 2,30 per i calibri più grossi, ma hanno preso valore tutte le pezzature. Bei titoli di coda. Meno care le bionde spagnole Lane Late che  al massimo toccano 1,30 euro il chilo. Ancora presenti le clementine spagnole e israeliane della varietà Orri che raggiungono i 2,50/2,60 euro il chilo. A Cesena i limoni siciliani arrivano a 2,20 e gli spagnoli si fermano a 1,60 euro. Conquistano entrambi diverse decine di euro rispetto alle settimane scorse.

Fragole romagnole da 4,50 euro come le albicocche spagnole

Siamo a Cesena e non mancano le fragole regionali che ottengono un 4,50 euro il chilo, dando uno scarto di 1 euro alla Candonga dalla Basilicata ferme a 3,50 euro. I kiwi tengono i prezzi soliti con Zespri a 3,50 euro, l’italiano a 2,50 euro e chiude l’origine greca a 2 euro. Le albicocche presenti in listino sono le Mogador spagnole a 4,50 euro al chilo, seguono le nettarine e le pesche sempre spagnole a 4 euro al chilo mentre le marocchine si fermano a 3,60 euro.

Il capitolo frutti di bosco vede i mirtilli spagnoli a 15,50 euro il chilo, more messicane a 19  mentre il ribes cileno sfiora i 30 euro e toccano i 20 euro i lamponi italiani. Infine, i meloni retati siciliani a 2,60 euro contro i 2 del prodotto che arriva dal Marocco.

Pomodori Marinda e Datterini vicini ai 5 euro

Gli asparagi quotano mediamente da 4 a 5 euro, sono in calo da 0,50 a 0,80 euro il chilo. Il carciofo romanesco vale 1 euro e il Terom 0,70 euro a capolino. I cetrioli arrivano a 2,50 euro, ci sono fagiolini marocchini a 3 euro, peperoni intorno e sopra i 2 euro. I pomodori Marinda e i Datterini si avvicinano ai 5 euro, il Piccadilly quota 3,20 euro e il grappolo italiano si vende a 2,80 euro mentre l’olandese si ferma a 1,60 euro. Infine le zucchine sono poco sopra l’euro.

Arance sopra i 2 euro anche a Torino, limoni a 1,80 euro, angurie baby siciliane

Andamenti non uguali, ma simili, al Caat di Torino dove le arance Tarocco con i calibri più grossi quotano sopra i 2 euro, i limoni spagnoli Verna sono a 1,80 ma rispetto a Cesena c’è un forte scarto con il prodotto siciliano che si ferma a 1,30 euro al chilo. Anche nel capoluogo piemontese le albicocche spagnole segnano i 4,50 euro. Le fragole sono abbondantemente sotto i 3 euro e quelle spagnole quotano 1,80 il chilo. Sono stabili le mele mentre le pere sono cilene, argentine e olandesi. Le  angurie marocchine si fermano a 0,90 euro mentre le baby siciliane sfiorano i 2 euro. I meloni siciliani retati si vendono a 2,30 euro il chilo contro i 2 euro del prodotto marocchino.

Il pomodoro a grappolo a 1,40 euro, ciliegino a 1,80

Il pomodoro a grappolo rispetto a Cesena ha quasi 1 euro in meno mentre il  Cuore di Bue verde raggiunge i 4 euro, datterini a 3,50 mente il ciliegino si ferma a 1,80/2 euro il chilo. Le zucchine sono sotto l’euro, lo superano di poco le melanzane mentre i peperoni stanno intorno ai 2 euro. I cetrioli sono a 0,80 euro al chilo, mentre il carciofo spinoso sardo in finale di stagione si ferma a 0,50 euro a capolino.

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