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Dai mercati: le fragole perdono prezzo, ecco i primi asparagi

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Stabili mele, pere, kiwi. I carciofi si vendono, buone quotazioni ma concorrenza tunisina. In calo zucchine e melanzane

Tempo di fragole nei mercati all’ingrosso, complice San Valentino, ma i prezzi sono in calo rispetto all’anno scorso.  Fino al 15%. Rallenta anche il prezzo delle zucchine tornate sotto i 2 euro come le melanzane mentre restano alti i finocchi e i cetrioli. Arance, mele, pere e kiwi  sono stabili, nessuno scossone. Il coro unanime dai mercati è uno: i rincari frenano le vendite che risentono della riduzione dei consumi. Tra le novità i primi asparagi.

A Verona zucchine sotto i 2 euro, spagnole e marocchine a 1,30 euro

Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi del mercato di Verona, spiega a myfruit.it le dinamiche più interessanti: C’è un calo evidente del prezzo delle zucchine. Fino a pochi giorni fa il calibro 14/21 era quotato abbondantemente sopra i 2 euro mentre ora siamo a 1,50 euro al chilo. Il calibro 7/14 da 2,50/3 euro è sceso a 2 euro mentre il prodotto spagnolo e marocchino si vende (calibro 14/21) a 1,30 euro. In leggero calo anche le melanzane dove si passa da 2/2.20 a 1,80 euro al chilo“. Scende anche l’ortaggio più caro delle ultime settimane: “Il finocchio qualità extra arrivava ai 2,70 euro, ora si ferma a 2,30/2,40“.

Restano sostenuti i prezzi dei pomodori, vediamoli con Bonizzi: “Il grappolo extra quota 2,20/2,30 euro, la prima categoria sui 2 euro mentre il datterino extra tocca i 4 euro, la prima categoria arriva a 3,50 euro al chilo. Infine il ciliegino extra 3,60 e la prima 3 euro il chilo”.

Tempo di primizie con i primi asparagi veronesi

Sono in leggero aumento i peperoni: “In particolare il giallo, origine Sicilia che in padella raggiunge i 2,20/2,30 euro il chilo contro i 2 euro del rosso sempre in padella”. Continuiamo con i cetrioli: “In leggero calo di 0,10 euro, quotano 2 euro in padella e 1,80 in doppio strato. Le insalate tengono il prezzo, naturalmente variabile a seconda della tipologia e della qualità. La Gentile tocca 1,20 euro il chilo per l’extra e 1 euro per la prima”.

Veniamo alla primizie con gli asparagi: “Sono in cerca di quotazione quelli locali, poi abbiamo quello verde di origine campana”. I primi sono ottenuti con la tecnica dell’acqua calda che permette di anticipare la raccolta e avere del prodotto precoce. E i carciofi? “Il romanesco 10 pezzi in padella quota 0,80 euro capolino, il violetto varia da 0,40 a 0,55 euro il chilo e la confezione speciale viene venduta a 1/1,20 euro il mazzo“.

Fragole bene, ma non troppo

A San Valentino le fragole si sono vendute, ma non sono sparite dagli stand. “Abbiamo la prima Sabrosa Candonga e il prodotto extra può arrivare a 5,50 euro, poi le altre varietà della Basilicata a 4,50 euro, chiudono Campania e Sicilia a 4 euro“. Piccoli frutti? “Ribes 16 euro, more dal Messico 16,50, mirtilli dal Perù a 13,50 euro al chilo. I lamponi dalla Basilicata a 17,50 euro mentre l’origine estero si fermano a 17 euro”.

Stabili le mele dove le oscillazioni di prezzo sono sempre contenute in pochi cent, quotazioni stabili anche per le pere ma con i prezzi di inizio campagna quindi oltre i 3 euro per i calibri più grossi. Passiamo agli agrumi con le arance Tarocco e le diverse quotazioni: (calibro 8 ) 0,90 euro; (calibro 6) 1,10; (calibro 4 in padella) 1,50 euro. I mandarini XX sono a 1,60 euro al chilo; 1 X a 1,40 euro e il calibro 2 a 1,10 euro. Ci sono ancora le clementine da Calabria e Sicilia che possono arrivare a 1,50 euro; la varietà Orri da Israele quota 2,40 euro ed è lavorata in cartoni. I limoni primo fiore a 1,20 euro con la padella e qualità extra mentre in doppio strato variano da 0,90 a 1,10 euro al chilo. Infine tiene il kiwi che con i calibri più grossi tocca i 2,50 euro.

A Roma si sente il caro vita, si vendono i carciofi sardi, concorrenza tunisina

Roma Arcangeli

Nel mercato della Capitale incontriamo Valter Arcangeli di Fedagro Roma, il rappresentante dei grossisti e della ditta S.I.W.A descrive a myfruit,it i movimenti del mercato: “C’è scarsa vendita, i clienti ci sono ma comprano meno perché c’è una situazione di incertezza anche a causa dei rincari. Secondo me non ci stiamo ancora rendendo conto della situazione”. Un esempio degli acquisti sotto inflazione?

Le mele si vendono, ma quelle che costano poco: da 0,65/0,70 euro mentre le rinomate vanno a passo lento”. A Roma non si può non parlare di carciofi: “C’è del prodotto buono da 1 euro a scendere, come varietà la Life e ora l’Apollo (0,60/0,80 euro al capolino). Si tratta di prodotto sardo della ditta Bolleri di Samassi mentre il romanesco sta scemando, ormai siamo tra quarto e quinto taglio e il prezzo parte da 0,35 euro. C’è concorrenza con il violetto prodotto in Tunisia”.

Le fragole perdono il 15%, in aumento le banane

I finocchi extra

Anche a Roma è tempo di fragole. “Le Sabrosa Candonga sono a 4,50/5 euro ma rispetto all’anno scorso noto un calo”. Lo conferma e lo dettaglia l’elaborazione BMTI sui dati rilevati nei mercati all’ingrosso appartenenti alla Rete di imprese Italmercati. “Complice San Valentino, ieri, nei mercati all’ingrosso nazionali è stata registrata una richiesta sostenuta di fragole, già nel pieno della loro campagna. Dai dati emergono un’ampia disponibilità di prodotto e una qualità sempre in miglioramento con prezzi in calo del -15% rispetto allo scorso anno per le fragole di calibro maggiore (prezzo medio: 4,50 euro) e del -8% sia per le fragole di calibro minore (prezzo medio: 4,33 euro) che per le Candonga della Basilicata (prezzo medio: 5,20 euro)”.

Passiamo agli agrumi con le arance: (calibro 9) a 0,60/0,80 e con i calibri più grandi e in padella si può arrivare a 1,40/1,50 euro al chilo. “Ma se aumentiamo anche di 0,5/0,10 non comprano più, capisco i produttori ma è la logica della domanda e dell’offerta”. Aumentano le banane che superano abbondantemente l’euro “ma ne vendiamo di meno. L’ananas quota 1/1,20 euro. I kiwi Dole sono a 2 euro, Zespri sui 7 euro. Un prodotto con andamento regolare. Difficile la situazione per alcuni ortaggi con i finocchi ancora abbondantemente sopra i 2 euro”.

A Bari pesano gli aumenti

pino lucatorto

Pino Lucatorto

Nel mercato del capoluogo pugliese incontriamo Pino Lucatorto, presidente di Fedagro Bari, che sintetizza bene il periodo: “Ho finito prima, chiaro che c’è meno movimento. Un mercato piatto, i volumi scambiati sono bassi”. Pesano le bollette impazzite. “Hanno tutti ragione, ma la corsa all’aumento dei prezzi sta falsando un po’ tutto”. Un esempio sono i finocchi: “Sono sopra i due euro, difficile venderli. Il pomodoro ciliegino arriva a 3,20 euro, sono in calo le zucchine siciliane a 1,20/1,30 e le melanzane 1,20/1,30 euro. I carciofi locali sono a 0,30 cent a capolino“. Gli agrumi? “Pochi volumi per le arance Tarocco. C’è interesse per la fragola locale che quota intorno ai 4 euro, un prezzo buono per tutti“. Chiudiamo con un tocco esotico: “L’avocado siciliano un po’ si vende, quota 3,50/4 euro il chilo”.

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