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Ingrosso

Dai mercati: caro metano e sale alle stelle il pomodoro

caat Torino

Dominano le clementine spagnole, arrivano i primi carciofi e continua a salire il prezzo delle pere. Ok le mele

Il metano è troppo costoso per le serre olandesi è il prezzo del pomodoro a grappolo supera anche i 2 euro. L’influenza del caro materie prime si riflette nei banchi dei mercati dove continua il rincaro prezzi. Per offerta molto debole delle pere,  i grossisti cercano alternative in altri paesi europei. Le clementine spagnole dominano anche se si vedono le prime calabresi.  In arrivo i primi carciofi e i kiwi nazionali.

A Firenze il pomodoro olandese fino a 2,20 euro

firenzeA Firenze Aurelio Baccini, vicepresidente nazionale Fedagro e presidente di Fedagro Firenze, fa il punto sul mercato: “C’è stato un rallentamento tendenziale dei volumi e delle contrattazioni per tutti gli articoli e  dai gusti estivi si è passati a quelli invernali”. Il dato più interessante? “Il prezzo del pomodoro a grappolo olandese vittima del rincaro del metano. I produttori hanno deciso di investire a un livello minore, i prezzi sono saliti un mese  prima del solito. Siamo anche a 2,20 euro al chilo e questo porta su anche i prodotti italiani e spagnoli. Ci sarà una rialzo anche per il nazionale che oggi arriva a 1,50 euro”. Gli altri pomodori? “Il ciliegino e il datterino hanno sofferto il troppo caldo durante il trapianto e non c’è la giusta disponibilità che richiederebbe il mercato. Le melanzane siamo ai soliti livelli: intorno a 1 euro con prodotto a campo aperto e sparirà a breve mentre la Sicilia non sarà subito pronta”.
Novità? “Ci sono i carciofi francesi con violetto precoce e il prodotto dalla Sardegna con quotazioni tra 1/1,20 euro mentre quello francese parte da 0,60/0,70 euro”.

Vediamo la frutta: “Le mele con il nuovo raccolto stanno andando serenamente, costano meno dell’anno scorso: 1,30/1,40 euro; poi ci sono le varietà club che costano di più”. Capitolo doloroso sulle pere: “Vista la situazione si sta cercando prodotto da Spagna dove si ha un po’ d’abate, poi dalla Francia o dall’Olanda e si trova a circa 1 euro in meno”. A Firenze ancora non ci sono le clementine calabresi e il prodotto spagnolo va da 1,20 ai 2 euro di quello con foglia. “Si sta iniziando a vendere, sicuramente entreranno in consumo presto. Infine le uve hanno le stesse quotazioni da un paio di settimane. Quelle di buona qualità si trovano a 1,70/1,80 e 2,30 euro quelle senza semi”.

A Milano arrivano i primi kiwi italiani

Bruno Barcella

A Milano il polso della situazione spetta a Bruno Barcella, imprenditore e rappresentante di Fedagro Milano, che parla del passaggio stagionale: “Ancora molto ibrido”. Le novità? “Si toccano le clementine, ma non sono tutte ancora pronte. Ci sono ancora 28 gradi e servono le escursioni termiche per la maturazione. C’è soprattutto prodotto spagnolo e i prezzi oscillano da 1 a 3 euro”. In questo periodo ci sono anche i cachi: “Il duro da 1,50 a 2 euro ma i consumi veri inizieranno a fine mese, mentre il molle dall’Emilia-Romagna quota da 1,50 a 2,50 euro”. Doloroso il capitolo dedicato alle pere: “Se non possiamo fare ancora stime sulle clementine per le pere sarà sicuramente  una campagna con prezzi alti”.

Le mele hanno un andamento sereno: “Per il mondo Golden e  Melinda le pezzature centrali sono a 1,20/1,40, ci sono anche le altre qualità e si arriva fino a 1,70/1,80 euro. Con il kiwi siamo ai titoli di coda per il Cile e c’è qualcosa dalla Nuova Zelanda; si affaccia il primo prodotto nazionale e quello greco, però non ci siamo ancora. Le uve da 0,70 a 2,70 euro il chilo anche della stessa varietà e stanno prendendo piede le senza semi. Si vende anche il prodotto più caro”. Chi più spende, meno spende.

Anche a Verona aumenta il grappolo

A Verona Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi, scatta la foto per myfruit.it: “Abbiamo le zucchine in progressivo aumento per il freddo da 0,80 a 1 euro (calibro 14/21) e si arriva fino a 1/1,30 (calibro 7/14). Si tratta di prodotto locale, siciliano e da Fondi. In aumento i pomodori specialmente il grappolo olandese che arriva a 1,50/1,60 euro, mentre il prodotto nazionale quota 1,20/1,40. L’ oblungo verde 1,20/1,30. Manca il peperone rosso rispetto al giallo, il prezzo del nazionale è 1,20/1,30 e quello spagnolo 1,50/1,60.  Un calo di 0,30/0,40 euro per il radicchio, quello di Chioggia a 0,80/1 euro e il rosso lungo Treviso 1,30/1,50″. Novità? “Il carciofo violetto dalla Puglia (16 e 20 pezzi ) 0,70/ 0,80 euro, calato il prezzo dei broccoli con prodotto pugliese a 1 euro, quello filmato 1,30 euro. I cetrioli stabili a 0,50, cavolfiori a 0,70/1 euro con merce locale, nazionale ed estera”. Sempre stabili le patate con quella di Cologna Veneta da 0,50.

Ci spostiamo sulla frutta dove rincarano i fichidindia con i bastardoni a due euro (14 pezzi), 1,70 (16 pezzi) mentre il calibro maggiore arriva fino a 2,50. In salita pure le fragole anche se non c’è tanta corsa: quelle del Trentino arrivano a 6 euro con prodotto extra mentre la locale si ferma a 3 euro. Tempo di castagne che oscillano a seconda della pezzatura da 2,50 a 5 euro. Sempre care le pere vista la mancanza di prodotto nazionale. “La melagrana dalla Sicilia a 1,60 (9/12 pezzi), i limoni dal Sudafrica a 1 euro, mentre il Primofiore siciliano arriva a 1,90 euro e  la Spagna si ferma a 1,70 euro. Ci sono le prime clementine dalla Calabria a 2 euro per il calibro maggiore e sono simili i prezzi spagnoli che oggi domina il mercato. Il mandarino Miyagawa dalla Sicilia da 0,60 euro per il calibro più piccolo fino a 1,30 per quello maggiore. Le uve sono stabili con la bianca Italia da 0,80 a 1,50 conforme alla merce, Pizzutella 1,30/1,80 con un buon prodotto e la Red Globe origine Sicilia 1,10. La senza semi quota intorno a 2,20/2,50 euro”. Per il caro energia si nota un aumento di 10/20 centesimi sulle banane.

A Torino abbondanza di castagne

Nel capoluogo piemontese incontriamo Giancarlo Gianusso, agronomo dell’ufficio qualità e logistica del Caat, che ci presenta il quadro della situazione. Il focus è sui prodotti autunnali: “Sulle castagne c’è tanto prodotto, anche locale, dai 3 ai 4,50 euro“. Le pere Abate anche a Torino quotano sui 3 euro,  anche la decana ha questi prezzi. “Abbiamo i primi cachi da 2 euro per il 18 pezzi e da 2,50 a salire per il 15. Le uve sono stabili, la Pizzutella a 1,20/1,40 con prima categoria e quelle senza semi a 1,80/2 euro. Le clementine spagnole (calibro 2) viaggiano intorno a 1,80 euro”.

Vediamo gli ortaggi: “Le melanzane nere, origine Sicilia, sono a 1,/1,20 e la violetta chiara tocca 1,60/1,80 euro mentre i finocchi quotano  1,10/1,20. Sale il pomodoro a grappolo olandese a 1,50/1,60 e quello italiano 1,20/1,40 mentre il ciliegino quota 2,80/3 euro, il cuore di bue 1,30/1,50. Le zucchine scure da 0,70 a 0,90 euro e le cime di rapa sono a 1/1,30 euro”.

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