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Dai mercati: il giallo lockdown non fa aumentare le vendite di ortofrutta

Il giallo delle zone a lockdown attenuato non rilancia ancora i consumi di ortofrutta. Ma il test vero sarà nel fine settimana

Il giallo delle zone a lockdown attenuato non rilancia ancora – il test vero però sarà nel fine settimana – i consumi di ortofrutta. Dai mercati all’ingrosso inesistenti segni di risveglio sugli scambi. Si consolida l’anno difficile degli agrumi con le arance che si vendono, ma non secondo le attese nonostante il buon prodotto e prezzi alla portata delle diverse tipologie di consumatori. Manca l’effervescenza ma si difendono bene mele e pere, come pure i kiwi che conservano buone quotazioni. Spunta la primavera con i primi piselli, le fave e le fragole della Basilicata. Prezzi alti, ma ci sta visto che sono abbondantemente fuori stagione. Infine si ridimensionano i prezzi di melanzane e zucchine mentre si riprendono i pomodori.

A Torino poca effervescenza, nonostante il lockdown giallo

Dopo tanta zona rossa a Torino è stata accolta bene l’arrivo della zona gialla, ma non basta. Parola di Stefano Cavaglià, presidente di Fedagro locale: “E’ ancora presto per fare una valutazione puntuale, bisogna aspettare il fine settimana per vedere  l’impatto del giallo con la ripresa della ristorazione. Con il pranzo si fa poco, servirebbe poter lavorare la sera anche con un orario limite“. A febbraio, insomma,  prosegue la bassa intensità negli scambi.

Manca l’insalata Gentilina

Per quanto riguarda i prodotti si registra la mancanza di alcune verdure a foglia: “In particolare le insalate e gli spinaci. Abbiamo la Gentilina intorno a 1,40, la Filippina tra 1,80/1,90 euro. Si nota una ripresa generale per i pomodori. Il prodotto nazionale convenzionale è quotato tra 1 euro e 1 ,50″. Chi sale e chi scende ma tiene un buono prezzo. E’ il caso delle melanzane. “Dopo un salto di prezzo clamoroso si è tornati alla normalità con un un prodotto siciliano che va da 1,30 a 1,50 euro, oggi abbiamo più varietà nera che viola e quest’ultima è quotata sui 2 euro. I peperoni registrano delle buone vendite con un prezzo che oscilla da 2 a 2,10 euro, parliamo di prodotto italiano di bel colorito”.

Capitolo carciofi. “In questo momento non c’è la qualità migliore, oltre la produzione sarda si è iniziata la vendita del prodotto della Riviera Ligure, ovvero il carciofo spinoso di Albenga che vale 1,50 euro il pezzo. Un buon prezzo, ma si tratta di un prodotto di nicchia che abitualmente sostituisce la merce sarda quando finisce”.

Agrumi: “Tempo di Hernandina, sotto tono il Tarocco”

Sul fronte agrumi per le clementine si parla soprattutto della varietà Hernandina, con un prezzo che oscilla da 1 a 1,40 euro per i calibri centrali e l’origine Italia. Inizia a essere interessante il prodotto spagnolo, il prezzo è allineato. Non registriamo grandi vendite per le arance Tarocco siciliane, la scala di prezzo parte da 0,60 fino a 1,20 euro in particolare se si parla di Igp Sicilia”.
I kiwi? “C’è una buona vendita, siamo intorno a 1,50euro per il calibro 20”.

A Roma spunta la primavera con fave, piselli e fragole

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L’ingresso del Car di Roma

Riccardo Pompei, presidente Fedagro locale e vicepresidente dell’associazione nazionale, ci regala una buona analisi sul periodo: “Ho osservato il calo del Pil nazionale e gli altri dati economici generali e rispecchiano l’andamento di quelli del mercato. E’ impressionante la corrispondenza”. Chiaro il segno meno negli scambi e anche qui il giallo non fa miracoli. Per quanto riguarda i prodotti questo il quadro del presidente: “Abbiamo la prima avvisaglia di prodotti primaverili, come fave e piselli, che quotano 4 euro, poi le fragole dalla Basilicata con la varietà Sabrosa Candonga da 6 a 8 euro. L’aria è troppo fredda, non è ancora periodo di consumo però si sono vendute. Naturalmente non c’è l’ assalto alla diligenza”.

Agrumi a rilento, gran varietà per i carciofi

Non è l’anno degli agrumi. Anche al Car di Roma le arance Tarocco vanno a passo lento. Pompei offre le misure, anche qualitative: “Si vende più la seconda (va da 0,45 a 0,90 euro, ndr) della prima, da 0,75 fino 1,30 euro. Con le clementine siamo a fine campagna italiana, dalla Spagna arriva la varietà Hernandina con una forbice ampia: da 1 a 2 euro. Poi le varietà Sando e Tango fino a 2 euro. Il kiwi giallo è richiesto e va da 2,50 a 2,80 mentre quello verde quota da 1,70 a 1,80, con il calibro più piccolo da 1,50 a 1,60 euro”. Grande scelta a Roma sulle varietà dei carciofi: “Si vendicchiano, abbiamo il romanesco sardo da 0,40 a 0,60, il romanesco laziale è intorno a 1 euro; l’Apollo va da 0,60 a 0,70; il Life tra 0,90 1 euro; il Tema da 0,25 a 0,30; Violetto siciliano da 03,5 e quello tunisino da 0,45 a 0,50“. Spostiamoci sul capitolo ortaggi: “Consolidato il forte calo delle melanzane che ora quotano 1,20 euro, 1 euro le zucchine mentre il peperone spagnolo è tra 1,30 e 1,40 euro”.

Udine: “Compra meno anche la Gdo”

A Udine Giuseppe Pavan, presidente della Fedagro locale e vicepresidente dell’associazione nazionale, conferma l’andamento lento degli altri mercati, nonostante un’Italia quasi tutta in giallo, e il calo delle vendite anche verso la Gdo: “Non c’è un cambio di direzione nonostante il giallo, i consumi non aumentano. A febbraio abbiamo iniziato con volumi risicati. Il dato non riguarda solo il dettagliante, ma anche la media e la grande distribuzione. C’è una riduzione di domanda non indifferente”.

Bene mele e pere: “Come il pane a tavola non mancano mai”

Per quanto riguarda i prodotti le acque restano calme. “Siamo nella fase tardiva delle clementine, ma da inizio settimana sono bloccate. Siamo in piena campagna per il Tarocco, ma non c’è un consumo adeguato nonostante il prodotto all’altezza. Sulla forbice del prezzo uso numeri prudenti: si arriva fino a 1,70 e per i calibri più piccoli si scende a 0,70-0,80 euro”. Per pere e mele Pavan utilizza una metafora: “Sono come il pane a tavola, non mancano mai. C’è un consumo abituale consolidato, ci difendiamo bene con tutte le varietà di pere: si va da 1,60 a 1,80 euro per certe varietà e si scende fino a 1 euro. Parlo di merce fresca in padella, le varietà dominanti sono Abate e Kaiser. Sulle mele l’offerta è vasta: si vende la Fuji, tiene bene la Pink Lady con una buona richiesta. Infine i kiwi, il prodotto extra è abbastanza richiesto e va da 1,80 a 2 euro, mentre la seconda va meno”.

Poca Gentilina, ma tanto prodotto dalla Puglia

Da Udine arriva la conferma della mancanza di prodotto per l’insalata Gentilina: “Si tratta di un fenomeno passeggero, il prezzo va da 1,20 a 1,50. C’è invece tanto prodotto da Campania e Puglia: la varietà Trocadero, finocchio, cavoli, cicoria, cime di rapa e i prezzi sono abbastanza buoni“. Sui carciofi? “A Udine abbiamo il C1 dalla Campania, molto buono e di qualità ma non da risposte soddisfacenti in termini di vendita. Si viaggia da 0,70 a 0,90 euro a pezzo, bloccato il Violetto tunisino. Il sardo spinoso nonostante, secondo me, sia uno dei migliori prodotti in circolazione qui non si vende”.

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