Economia e costi

18 maggio 2026

Guerra, rincari per pomodori (+28,5%) e finocchi (+23,5%)

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Il conflitto nel Golfo c'è e si vede. A quasi tre mesi dal suo inizio, anche sull'economia italiana iniziano a riflettersi gli effetti, che pesano sui consumi quotidiani. A dirlo sono gli ultimi dati diffusi dall’Istat, che mostrano un’accelerazione dei prezzi che, al di là del dato medio generale, colpisce in modo particolare alimentari freschi, energia e trasporti.

Nel complesso, l’inflazione registra un aumento congiunturale dell’1,1% e una crescita annua del 2,7%, ma è osservando le singole categorie di prodotto che emergono le tensioni più rilevanti. 

Tra le referenze che trainano i rincari anche l'ortofrutta, e naturalmente i beni energetici, settori particolarmente sensibili alle dinamiche internazionali e ai maggiori costi logistici.

Il che, per le famiglie italiane, si traduce in una pressione crescente sul bilancio domestico, con una riduzione del potere d’acquisto e cambiamenti nelle abitudini di consumo. 

Ortofrutta sotto pressione

Considerano il periodo febbraio-aprile 2026, tra i prodotti freschi, i pomodori risultano quelli più penalizzati, con un incremento dei prezzi del 28,5 per cento. Seguono i finocchi (+23,5%), ma in generale sono numerosi gli ortaggi e i frutti che segnano aumenti a doppia cifra.

Per esempio le fragole registrano un rincaro del 17,4%, mentre gli asparagi salgono del 16,1 per cento. Anche il comparto delle bacche fresche evidenzia forti tensioni, con aumenti compresi tra il 13 e il 15,5 per cento.

Non va meglio per le verdure stagionali: i fagiolini segnano un +12,4%, i legumi freschi +12,3%, mentre cavolfiori e broccoli crescono del 12,1 per cento. Una dinamica che pesa direttamente sulla spesa delle famiglie e sull’intera filiera distributiva.

Energia e carburanti trainano l’inflazione

La componente energetica continua a essere uno dei principali motori dell’aumento dei prezzi. Il dato più marcato riguarda il gasolio da riscaldamento, che in appena due mesi ha registrato un incremento del 38,4 per cento.

In forte crescita anche il diesel per autotrazione (+23%) e il gas naturale sul mercato libero (+13,3%). L’aumento dei costi energetici si trasferisce inevitabilmente anche sul comparto logistico e dei trasporti.

I voli intercontinentali registrano rincari del 20%, mentre quelli europei aumentano del 17,2%. In crescita anche il trasporto per vie d’acqua interne, che segna il +14,8 per cento.

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