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Fico, Stefano Cigarini: “Più interazione e ticket d’ingresso”

Stefano Cigarini

Il nuovo Ad a myfruit.it: “Apertura con approccio differente. Non si passa, da noi il visitatore deve trascorrere un’intera giornata”

Fico Eataly World riaprirà a breve e sarà tutto diverso. Si pagherà un biglietto  in cambio di più attrattive rispetto ad oggi dove l’esperienza spesso si è ridotta ad una “vasca” tra vetrine, bar e ristoranti. Buon cibo, certo. Ma non basta. Sul nuovo format di Fico myfruit ne ha parlato con Stefano Cigarini. Il nuovo Ad che a Bologna è nato professionalmente dopo la laurea al Dams, la culla dei creativi, come manager dell’etichetta musicale di Lucio Dalla. Poi una carriera spesa nel rendere calamite i parchi tematici da Zoomarine a Magicland, anche alla Ferrari e infine Cinecittà World dove, attualmente, è Ceo. Ottimo curriculum per valorizzare la Fabbrica contadina del cibo e di riflesso anche il settore dell’ortofrutta.

Ticket d’ingresso, ma chi paga: “Esce più soddisfatto”

FicoCigarini ritorna a Bologna anche grazie ai numeri del Parco del Cinema e della TV di Roma ovvero balzo del 361% dei ricavi, riduzione di quasi il 40% dei costi, utile di bilancio nel 2019 dopo un rosso da 30 milioni di euro. Un successo anche di pubblico: aumento del 350% dei visitatori e scalata della classifica nazionale dei parchi a tema passando dal 30esimo al quinto posto. Ottimi risultati, precedenti alla pandemia. La prima innovazione a Fico sarà un biglietto d’ingresso, finora si pagava il parcheggio, che il nuovo amministratore illustra utilizzando le conclusioni di una ricerca firmata da Nomisma. “I ricercatori hanno evidenziato che i visitatori che non hanno fatto niente e non hanno speso escono insoddisfatti, sentimento che cambia per chi ha partecipato alle attività”.

Con Cigarini si punta ai modelli interattivi

Il manager spiega il modello di parco tematico: “Non sono solo a base di divertimento, il mondo è cambiato e l’attrazione sono le esperienze legate al tema del parco. E sono i più disparati”. Cigarini fa qualche esempio: “In Francia il secondo più visitato è Puy du Fou, vicino a Nantes, con  2  milioni di visitatori e non ha una giostra. Un viaggio nel tempo tra Galli e Vichingi, ma anche esperienze culinarie o si lavora la pelle”. Un altro riferimento è un parco per adulti, per accedere al sito Internet è richiesta l’età, ovvero l’Heineken Experience: “Qui l’esperienza è costruita intorno al mondo della birra con differenti modalità”. Degustazioni in particolare, speriamo anche per la frutta.

Non mordi e fuggi: “Puntare sulla permanenza lunga”

FICO_Peperoncino_IngressoAndare oltre il modello mordi e fuggi, questa la filosofia dell’amministratore delegato che spiega i tre passaggi del nuovo corso. “Il primo è stato un nuovo management con la ricerca di professionalità legate, per esempio,  alla gestione di grandi masse, poi un nuovo responsabile della comunicazione con Eugenia Vignozzi. Il secondo passo è stato l’approvazione di un nuovo piano industriale dove sono caduti tanti tabù“. Fondamentale il terzo punto: “Nuovi investimenti e lavori per 5 milioni di euro e di questi tempi non è facile trovare i soldi”. Cambia l’approccio anche sulla base delle ricerche: “L‘80% dei visitatori mangiava ma poi si annoiava. La permanenza a  Cinecittà è di 7 ore e 15 minuti, bisogna attrarre le persone per più tempo. Oggi vado alla spiaggia, non ci passo“. Chiaro. “Fico ha avuto 5 milioni di visitatori, una parte ha fatto il tour e solo una piccola parte ha acquistato le esperienze evolute come le degustazioni”.

Cigarini: “Fico Possibile solo qui, ma lo abbiamo trasformato”

Si cambia, ma Cigarini ci consegna una riflessione sul modello di partenza: “Non si trova in giro un altro Fico, un oggetto che non esiste sul mercato. Ci hanno provato a Lione con la città della gastronomia finanziata dallo Stato ma l’esperienza è naufragata dopo qualche mese. Qui si è sviluppata un’idea molto originale, non ci aveva pensato nessuno. Non si potrebbe fare in altre parti del mondo”. Questa la carta su cui scommettere. Il parco è diventato un vero e proprio cantiere: “Hanno lavorato le ruspe, si sta trasformando l’oggetto. Abbiamo coinvolto una ventina di aziende, specializzate in scenografia, in florovivaismo. Un grande rinnovamento”.

Fico

Una delle tante iniziative dedicate alla frutta

Avanti tutta con i congressi e il Bologna Calcio

In una città di congressi come Bologna il parco si è ritagliato uno spazio importante: “Un grande motore, Fico è diventato la prima destinazione. Fino a prima dello stop era una macchina da guerra, grazie anche alla Fondazione Fico con un comitato scientifico che non ha obiettivi di business ma di divulgazione. Sono stati organizzati 534 convegni e tutto questo lavoro sarà valorizzato”. Tra i tanti interventi è stato ristrutturato anche l’ anfiteatro interno. E poi il progetto con il Bologna Calcio che qui “vuole collocare uno stadio temporaneo per almeno due stagioni”. Un flusso di sportivi che porterà linfa vitale.

E la frutta e la verdura?

Nella fabbrica contadina nata nel perimetro del mercato ortofrutticolo bolognese non può mancare una riflessione su frutta e verdura: “Sul tema del fresco ci stiamo lavorando”. Attendiamo novità. Sul fronte delle energie rinnovabili  si è lavorato bene: “Abbiamo ben 100mila metri quadri di tetto fotovoltaico, senza dimenticare l’apporto del geotermico. Nei parcheggi abbiamo le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e inserito Fico nell’area di competenza di Corrente ovvero lo sharing delle auto elettriche. Di solito sono posizionati nel centro città. Non ci sarà più l’autobus dedicato, la soluzione è con quelli di linea”. La sostenibilità è la linea verde della fabbrica contadina in cerca di riposizionamento. E speriamo che diventi una valida location per la valorizzazione e la promozione di tutto il settore dell’ortofrutta.

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