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Import/Export

Alibaba: chiamata per l’Italia

Accordo con la Cia. L’obiettivo è ambizioso: portare, in cinque anni, 10mila aziende sulla piattaforma cinese

E’ ufficiale: ieri, 15 settembre, a Roma Cia – Agricoltori italiani ha stretto un accordo con Alibaba, la più grande piattaforma di e-commerce b2b (business-to-business) internazionale, finalizzato a promuovere l’export dei prodotti agroalimentari italiani. Per le aziende della confederazione si apre dunque l’opportunità di incontrare, sul web, buyer di tutto il mondo. 

Food&beverage e agricoltura sono le prime categorie a essere ricercate su Alibaba

Sono tre gli elementi del progetto da sottolineare: l’Italia è il primo paese dell’Unione europea a essere oggetto di attenzione da parte del colosso cinese; l’investimento per le aziende che vorranno credere nel progetto, e che dunque intraprenderanno un percorso di digitalizzazione, è tutto sommato contenuto; sono 20 milioni i buyer che ogni giorno lanciano 300mila richieste di acquisto prodotti, generando così un gran numero di opportunità per le aziende presenti sulla piattaforma. Oltretutto, a oggi, le categorie merceologiche più ricercate sono food&beverage e agricoltura.

Scanavino, Cia: “La sfida è convincere i buyer ad acquistare i nostri prodotti”

Dino Scanavino, presidente di Cia

“Siamo onorati di essere stati individuati da Alibaba per questa importante iniziativa – ha esordito Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia – Agevolare l’accesso delle nostre imprese sui mercati stranieri significa facilitare non solo il rapporto diretto tra aziende e consumatori, ma anche tra imprese stesse, offrendo nuove e importanti occasioni di sviluppo attraverso il commercio elettronico. Lavoreremo con serietà, aiutando le nostre aziende: la sfida è convincere i buyer ad acquistare i nostri prodotti“.

Tra i punti dell’accordo, anche servizi a supporto delle imprese che si registreranno al marketplace: creazione di materiale pubblicitario e informativo; commercializzazione di prodotti e fornitori sulla vetrina  del portale dedicata all’Italia; partecipazione a eventi e attività quali convegni, promozioni online tramite canali social o media; consulenza di marketing e comunicazione.

Alibaba: le prime categorie merceologiche sono food e agricoltura

Rodrigo Cipriani Foresio, general manager Alibaba group south Europe

“Abbiamo aperto in Italia con un obiettivo preciso – ha raccontato Rodrigo Cipriani Foresio, general manager Alibaba group south Europe – Portare, in cinque anni, 10mila aziende italiane sulla nostra piattaforma”. Piattaforma che conta 20 milioni di buyer in tutto il mondo, i quali lanciano oltre 300mila richieste al giorno ai 150 milioni di utenti registrati e verso i 190 tra paesi e regioni coinvolti. Per dare le dimensioni del fenomeno, bastano un paio di numeri: ogni giorno Alibaba (b2b e b2c, business to consumer) spedisce 70 milioni di pacchi; le spedizioni durante l’ultimo single day (11 novembre) hanno raggiunto quota un miliardo e cento milioni. Sono 40 i settori merceologici presenti, tra cui spiccano food&beverage e agricoltura: “La categoria più ricercata è proprio il food – ha puntualizzato Foresio – Ciò significa che i prodotti agroalimentari italiani hanno enormi possibilità di farsi conoscere. Alibaba è la più grande fiera online al mondo, fiera che resta aperta 365 giorni l’anno, 24 ore su 24″.

Zhang Kuo, general manager Alibaba

Dunque le opportunità non sembrano mancare ma, come ha spiegato Foresio, è di fondamentale importanza la tempestività della risposta delle aziende che decidono di essere presenti sul marketplace: “Quando i buyer lanciano una richiesta – ha spiegato – le aziende giapponesi rispondono anche in meno di 6 ore, mentre le imprese italiane ci mettono un po’ di più: occorre essere molto reattivi e dinamici, Alibaba non è una vetrina statica”. Le imprese del made in Italy a cui fa riferimento il manager sono le 900 già presenti sulla piattaforma: un numero ancora basso, ma che sembra essere destinato a crescere: “Entro la fine dell’anno fiscale – ha dichiarato Zhang Kuo, general manager Alibaba – contiamo di avere con noi 1.500 pmi (piccole e medie imprese) italiane”.

L’export passa dalla digitalizzazione aziendale

Paola Castellacci, Ceo di Adiacent

Un tassello fondamentale per potenziare incontri e iniziative online tra produttori e buyer internazionali è la digitalizzazione delle aziende. E, pertanto, partner del progetto Cia-Alibaba è Adiacent, global service certificato da Alibaba che sostiene le aziende nel percorso di promozione, valorizzazione e internazionalizzazione: “Con 45 anni di esperienza, oltre 2.500 collaboratori e 23 sedi in tutta Italia – ha spiegato Paola Castellacci, Ceo di Adiacent – il nostro gruppo può sostenere la digitalizzazione delle imprese italiane e aiutare le aziende associate a Cia a beneficiare al meglio delle opportunità offerte dalla piattaforma”. Secondo Castellacci, sono due gli aspetti che rendono Alibaba un’opportunità da non perdere: la visibilità a livello mondiale e il canale b2b: “Stiamo parlando di qualcosa di diverso rispetto a una piattaforma e-commerce qualsiasi – ha puntualizzato – Il suo scopo non è finalizzare la vendita del prodotto, ma acquisire contatti, i quali poi verranno gestiti come una qualsiasi relazione commerciale tradizionale”. In altre parole, finalità della piattaforma non è vendere qualche unità di prodotto, ma permettere alle imprese di stringere accordi importanti, dando poi luogo a vere e proprie trattative. Trattative che, a quanto riferito dai relatori, possono far svoltare le imprese: basti pensare che un’azienda campana specializzata in trasformazione di pomodori, ha recentemente dovuto far fronte a un ordine di qualche container. 

“Supporteremo le aziende dell’agroalimentare italiano nel processo di decisione, nella scelta della migliore soluzione e nell’espletamento della burocrazia – ha concluso Castellucci – Per gli associati Cia abbiamo messo a punto pacchetti vantaggiosi, con un costo annuo compreso tra duemila a quattromila euro“.

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